Mercoledi, 26 Giugno 2019

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RC AUTO: TROPPE ANOMALIE OSTACOLANO LA CONCORRENZA, LE TARIFFE IN ITALIA CRESCONO PIÙ CHE IN EUROPA


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Sulle pagine di Blogrisparmio ci siamo più volte occupate del tema dei settore Rc auto, segnalato anche dai consumatori come uno dei più spinosi e meno limpidi, a causa dei continui rincari e dei limiti strutturali. Oggi torniamo sull'argomento per segnalare le motivazioni che hanno portato l'Antitrust ad aprire nello scorso maggio un'indagine conoscitiva sul settore delle assicurazioni Rc Auto
un'indagine conoscitiva sul settore delle assicurazioni  Rc Auto. L'occasione ci viene fornita dal presidente dell'Authority, Antonio Catricalà che è intervenuto sul tema in audizione alla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. Catricalà ha aperto il proprio discorso sottolineando che gli uffici dell'Antitrust non hanno ancora finito di elaborare le informazioni richieste alle imprese, per cui, allo stato attuale non è ancora possibile formulare considerazioni conclusive. Diverse però sono le anomalie segnalate che non hanno permesso a distanza di sedici anni dall'inizio della liberalizzazione (1994) di raggiungere un efficace processo concorrenziale e di conseguenza un contenimento dei prezzi. Di base Catricalà rileva una condizione strutturale di asimmetria informativa del mercato (comune nel settore assicurativo-finanziario), favorita dalla complessità dei servizi offerti, che rende i consumatori incapaci di valutare direttamente le informazioni e riduce di conseguenza le possibilità di controllo critico delle scelte di consumo. Un secondo limite molto forte alla concorrenza risiede nel fatto che le imprese assicurative risultano legate tra loro da cointeressenze che si esprimono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate. Secondo l'Antitrust, infatti, il 71% delle compagnie assicurative (pari all'87% del mercato), considerate dall'indagine sul tema della corporate governance, presenta legami costituiti da amministratori comuni con i propri concorrenti. E' chiaro che in una tale situazione elevare il livello di concorrenza risulta molto complesso.
Catricalà ha anche ripercorso le tappe che hanno portato alla situazione attuale segnalando come il meccanismo del risarcimento diretto e l'introduzione di nuove forme di distribuzione (polizze su internet) avrebbero potuto aggiustare alcune anomalie del settore (connesse alla domanda troppo anelastica). Tuttavia l’insieme di questi cambiamenti non sembra però aver sortito i miglioramenti attesi. La vendita via internet, infatti, ha si contribuito ad abbassare i costi ma non ha aumentato il numero di operatori sul mercato, con, in pratica, le compagnie già esistenti che hanno aggiunto l'opzione della vendita online. Allo stesso modo il meccanismo del risarcimento diretto, criticato recentemente dalle associazioni dei carrozziericriticato
recentemente dalle associazioni dei carrozzieri, e che aveva mostrato buoni risultati in Francia, non ha sortito grossi benefici nel nostro Paese. Questo a causa di alcune irregolarità come l'aumento dei premi per alcune categorie e veicoli e la tendenza all’aumento associata al peggioramento del rapporto tra costo dei sinistri e premi (Loss Ratio). Situazioni riscontrate anche dalle associazioni dei consumatori e dalle denunce presentate alla stessa Authority, con aumenti che avrebbero superato il 20-30%. Allo stesso tempo anche l'Eurostat ha segnalato per il periodo giugno 2009 - giugno 2010, una variazione tendenziale della tariffa media per l'Italia del 7,7%, contro una media europea del 5,4%.

 


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Come se ciò non bastasse l'Antitrust ha rilevato anche modalità poco trasparenti, per quanto riguarda l'informativa ai consumatori in merito agli incrementi di prezzo. Senza dimenticare l'abbandono di certe aree del Paese da parte di compagnie di primo piano, che, sembrano, a volte, proporre premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre". Aree che coincidono con le zone a più alta concentrazione di truffe assicurativeconcentrazione
di truffe assicurative e per le quali l'Ania chiede da tempo, l'istituzione di un Agenzia Antifrode Nazionalel'istituzione di un Agenzia Antifrode Nazionale


LE REAZIONI DEI CONSUMATORI
FederconsumatoriFederconsumatori e Adusbef nel commentare la relazione dell'Antitrust, ritornano sulle dichiarazioni del presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai, per cui le polizze sono diminuite negli ultimi cinque anni dell'11,8%polizze
sono diminuite negli ultimi cinque anni dell'11,8%.
Secondo l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, non accenna ad arrestarsi la corsa al rialzo. Particolarmente penalizzati risultano essere i 50enni con rincari in media del 18% e i neopatentati, che riportano una media di aumento tra l’8 ed il 10%, con punte che superano addirittura il 20%.
Sono tutti i consumatori però ad essere colpiti dal caro Rc Auto, con una crescita delle tariffe dal 1994 ad oggi del 173%, di cui solo il 18% nell'ultimo anno.
Anche l'AdocAdoc plaude alle parole di Catricalà. Secondo l'associazione, infatti, gli automobilisti italiani spendono complessivamente 8 miliardi di euro in più rispetto agli altri cittadini europei, con un differenziale di prezzo di 200 euro in più tra polizze Rc Auto italiane ed europee. Tutto questo malgrado siano diminuiti i sinistri grazie all'introduzione della patente a punti, dei sistemi Tutor e delle nuove norme del codice della stradanuove
norme del codice della strada.
Vista la drammatica situazione delle famiglie l'Adoc ha poi richiesto:
  • l’immediata riduzione del 15% delle tariffe per le polizze Rc Auto auto

  • l’equiparazione dei costi sostenuti nel Sud, molto più elevati della media nazionale, a quelli sostenuti nel Nord.
  • Il conferimento all'Isvap del ruolo di Authority in senso assoluto, con la possibilità di comminare sanzioni salate alle compagnie assicurative in caso di irregolarità.

L'Adoc ha poi dato la propria disponibilità a collaborare con l’Antitrust per avviare una campagna contro le truffe verso le società di assicurazione.

 

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