Giovedi, 18 Ottobre 2018

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ROMA E MILANO PERDONO POSIZIONI NELLA CLASSIFICA DELLE CITTÀ PIÙ CARE, IN CALO IL POTERE D'ACQUISTO


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Perdono posizioni nella classifica delle città più care al Mondo , Roma e Milano che scendono rispettivamente al 24° e al 37° posto, dal 17° e 30° occupati nel 2009. Lo Sostiene lo studio “Prezzi e Salari” condotto dalla banca Svizzera Ubs e aggiornato al 2010. La versione completa dello studio viene pubblicata ogni tre anni dagli economisti di UBS Wealth Management Research. Per l'aggiornamento sono stati ripresi i dati 2009 dei prezzi e dei salari delle 73 città di tutto il Mondo analizzate e integrati con l'inflazione accumulata (da marzo 2009 a giugno 2010) e le variazioni nei tassi di cambio registrate nel periodo. Anche nel 2010 le città più care al mondo si confermano Oslo, Zurigo e Ginevra, seguite da Tokio, Copenhagen e New York.
I prezzi più bassi del paniere di riferimento sono stati riscontrati a Mumbai, Manila e Bucarest. Rispetto allo scorso anno il livello dei prezzi di Auckland e Sydney è notevolmente aumentato, a causa della forte rivalutazione del dollaro australiano e neozelandese che ha portato le due metropoli ad attestarsi tra il primo terzo delle 73 città esaminate. Nonostante il forte rincaro registrato in Venezuela nell'ultimo anno (+40%) la svalutazione della moneta (bolivar venezuelano) del 50% ha fatto si che Caracas risulti più conveniente rispetto al 2009.
Per quanto riguarda l'analisi dei salari orari locali al netto delle tasse, i lavoratori di Zurigo, Sydney, Miami e Los Angeles sono quelli con il maggior potere d’acquisto. La maggior parte dei Paesi Emergenti, a causa del livello salariale decisamente ridotto, si ritrova con un potere d’acquisto nazionale dei salari a più dell’80 percento in meno rispetto a Zurigo. Il potere d'acquisto minimo si registra a Jakarta, Nairobi e Manila.
Sempre sul fronte del potere d'acquisto interno Roma si colloca al 41° posto dietro a Mosca, Johannesburg, Lubiana, Taipei, Atene o Nicosia, mentre Milano si piazza al 27° posto.
In generale lo studio “prezzi e salari” di Ubs rileva che Roma risulta essere più cara di Milano, lo stesso risultato fatto registrare dall'indagine della Camera di Commercio di Milano sulle città più care d'Europaindagine
della Camera di Commercio di Milano sulle città più care d'Europa. In questo studio Londra risultò la Città più cara d'Europa, seguita da Oslo e Copenaghen

 

I COMMENTI DEI CONSUMATORI
Secondo il Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio
Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, lo studio di Ubs attesta la grave situazione economica in cui versano i cittadini italiani, alle prese con prezzi e tariffe in costante crescita e salari insufficienti a garantire un degno tenore di vita.


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La conseguenza, prosegue il Casper, è che i consumatori italiani risultano fortemente penalizzati rispetto agli abitanti di altre nazioni, e sempre più numerose sono le famiglie che entrano o si avvicinano alla fascia di povertà e si indebitano pericolosamente. Nel 2009 l'Istat ha calcolato che le famiglie in stato di povertà relativa sono il 10,8% , mentre quelle in stato di povertà assoluta risultano il 4,7%famiglie
in stato di povertà relativa sono il 10,8% , mentre quelle in stato
di povertà assoluta risultano il 4,7%.
Il Casper ha poi denunciato che in 8 anni (dal 2002 al settembre 2010) le speculazioni e i rincari ingiustificati hanno portato via quasi 10 mila euro a famiglia (9950 euro). Secondo le elaborazioni del comitato, questa somma è il frutto di rincari dei prezzi al dettaglio, degli aumenti tariffari, della crescita di affitti e mutui, ma soprattutto a causa delle speculazioni registrate in tutti i settori e avvenute nel totale immobilismo dei vari governi.
Casper spiega che dall'introduzione dell'euro, in assenza di misure efficaci tese a contenere i rialzi, si è succeduta una serie di rincari senza tregua, che ha portato ad una forte perdita del potere di acquisto delle famiglie.
Complessivamente, conclude il Casper negli ultimi otto anni le speculazioni registrate in Italia e i rincari generalizzati hanno bruciato 218,9 miliardi di euro delle famiglie.

  [Via: UbsUbs ]


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Si Ringrazia l'utente fortinbrasfortinbras di flickr per l'immagine


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