Lunedi, 18 Giugno 2018

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Salute: le Principali Cause di Morte e Quelle Considerate Evitabili


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Nel 2010 la dinamica naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, ha registrato un saldo negativo di oltre 25 mila unità, per un tasso di natalità pari a 9,3 per 1000 abitanti, contro un tasso di mortalità di 9,7 per 1000 abitanti. É questo uno dei tanti dati che esce dalla Relazione Sullo Stato Sanitario Del Paese 2009-2010Relazione Sullo Stato Sanitario Del Paese 2009-2010. Già in passato ci eravamo soffermati sull'evoluzione della società italiana, la cui popolazione è profondamente interessata dal processo di invecchiamento e in cui cresce l'aspettativa di vita mentre il tasso di natalità diminuisce. Analizzando la struttura per età, gli individui over 65 costituiscono il 20,3% della popolazione, i giovani fino a 14 anni il 14% e la popolazione in età attiva è pari a meno due terzi del globale.

Ne deriva che il bilancio demografico italiano è positivo solo grazie ai flussi migratori, con il saldo migratorio positivo di 310 mila unità per un tasso pari a 5,2 per mille abitanti. Sebbene la speranza di vita alla nascita sia in Europa una delle più alte al mondo e pari a 76,1 anni per gli uomini e a 82,2 anni, in Italia si registrano valori decisamente più alti e pari rispettivamente a 78,8 anni e a 84,1 (dati 2008). Così se a 65 anni l'aspettativa di vita di un cittadino dell'Unione Europea è di 17 anni se uomo e di 20,5 se donna, nel nostro Paese si registrano valori pari rispettivamente a 17,9 anni e a 21,6 anni.
 

LE CAUSE DI MORTE
Nel 2008 le due principali cause di morte sono risultate essere le malattie del sistema circolatorio e i tumori, responsabili di ben 7 decessi su 10 (396.692 su 578.190 decessi totali). Fra gli uomini la prima causa di morte sono le malattie del sistema circolatorio (97.953 decessi su 281.824 totali), mentre per le donne la prima causa è rappresentata dalle malattie cardiovascolari 126.531 decessi su 296.366 (il 43%).

Tra le altre cause di morte si registrano con un'incidenza inferiore: le malattie dell’apparato respiratorio che rappresentano la terza causa di decesso, sia per gli uomini sia per le donne (7% e 6%, rispettivamente), seguite dalle morti violente fra gli uomini (5%) e dalle malattie endocrine e del metabolismo (5%) per le donne.
Per quanto riguarda i tumori, quello al polmone negli uomini, con una mortalità di 7,95 per 10 mila e quello alla mammella per le donne, con mortalità di 3,67 per 10 mila, sono responsabili del maggior numero di morti attribuibili a neoplasie. Nei giovani adulti (15-64) anni, la prima causa di morte è rappresentata dalle cause violente, soprattutto incidenti stradali.
 

LE CAUSE DI MORTE EVITABILI
Una causa di morte viene detta evitabile quando si conoscono interventi capaci di ridurre il numero di decessi da essa provocati, soprattutto in età non avanzata. Nel 2008 i decessi attribuibili al gruppo di cause considerate prevedibili, con mirati interventi di prevenzione, è stato di circa 51 mila unità. Si tratta di un fattore molto importante connesso ai fenomeni della prevenzione, visto che il peso di questo gruppo di cause ha un'incidenza di mortalità pari al 3,8% nelle donne e al 14% negli uomini. Considerando gli under 75 l'incidenza di mortalità sale al 36,9% per gli uomini e a 18,5% per le donne. Nell'insieme di questo gruppo la componente maggiore è rappresentata dai tumori (43,8%) specie dal tumore del polmone (34,7%); seguono le malattie dell’apparato circolatorio, rappresentate interamente dalle malattie ischemiche del cuore (31,9%), e le cause violente (22,2%).

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