Mercoledi, 11 Dicembre 2019

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Sanità: Come le Regioni Hanno Introdotto il Ticket da 10 Euro


sanità, salute, consumatori

Una delle voragini della nostra spesa pubblica, come sottolineato anche recentemente anche dalla Commissione Giarda, è la sanità, che secondo l'Istat assorbe il 13,8% della Spesa Pubblica Italiana. Una sanità dai bilanci sempre più in rossa e che diventa sempre più cara per i cittadini. Abbiamo visto in passato come per far fronte ai deficit di bilancio in quattro regioni siano scattati gli aumenti delle addizionali irap e irpef, mentre ora è il turno dell'aumento dei ticket, previsto nella manovra finanziaria per cercare di centrare il pareggio di bilancio nel 2013.
Il provvedimento prevede il pagamento di un ticket aggiuntivo di 10 euro sulle prestazioni ambulatoriali e di pronto soccorso.

Tuttavia, essendo la sanità di competenza delle Regioni, devono essere queste a decidere se e come attuare questa misura, ecco che allora diventa interessante capire come si sono mosse le Regioni nei confronti del ticket e quindi anche dei consumatori. Vediamo come è andata, con l'ausilio del Movimento ConsumatoriMovimento Consumatori, che ha realizzato un'indagine su come le regioni si sono adeguate alla nuova norma.
Cominciamo col dire che il ticket è stato introdotto in tutte le regioni ad eccezione di Valle d'Aosta e Sardegna (che sta pensando però ad un contributo di 1 euro per tutti) e delle provincie autonome di Trento e Bolzano.
C'è chi ha introdotto il ticket in maniera piena e senza modulazioni, come Liguria, Lazio, Basilicata e Calabria e chi invece ha previsto delle modulazioni a seconda delle fasce di reddito o al valore della prestazione.
Così Toscana, Umbria, Emilia Romagna, e Veneto hanno deciso di non far pagare il ticket a chi dichiara redditi inferiori ai 36 mila euro circa, mentre per reddito compresi tra i 36mila e i 70 mila il ticket sarà di 5 euro. Chi ha redditi compresi tra i 70 mila e i 100 mila pagherà il ticket pieno di 10 euro, mentre chi dichiara un reddito superiore ai 100 mila euro pagherà un ticket di 15 euro. L' Abruzzo ha previsto un sistema simile, che prevede però l'esenzione totale solo per chi ha redditi inferiori ai 36 mila euro, così come le Marche, che però hanno previsto anche ulteriori modulazioni in base al reddito dichiarato. Anche il Veneto ha attuato una rimodulazione in base al reddito, prevedendo un ticket di 10 euro per i soggetti appartenenti ai nuclei familiari con reddito superiore (o uguale) a 29 mila euro e di 5 euro per coloro che dichiarano meno di questa somma.
Campania e Molise hanno deciso di introdurre il ticket, che però è attualmente congelato in attesa di rimodulazione, mentre la Sicilia ha aggiunto un ticket di 8 euro, visto che 2 euro a ricetta erano già in vigore prima della manovra.
Lombardia e Piemonte, infine, hanno introdotto un sistema di rincari proporzionale al valore delle prestazione. In concreto per le ricette fino a 5 euro non ci sarà nessuno aggravio della spesa, mentre l'aumento del ticket sarà graduale per le altre prestazioni fino ad un massimo di 30 euro in più.
Nel commentare questi dati Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute MC, ha sottolineato che: “E’ aumentata la pressione economica in modo insopportabile su coloro che vivono la condizione di ‘malati’, mentre nessun intervento è stato adottato per arginare gli sprechi”.
Una situazione che secondo il Movimento Consumatori spalanca la strada alla sanità privata, visto gli alti costi raggiunti dal Sistema Sanitario Nazionale, spesso affiancati da livelli di equità ed efficienza discutibili (soprattutto in alcune Regioni ndr) e da liste di attesa interminabili.
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