Martedi, 23 Gennaio 2018

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SICUREZZA STRADALE: PIÙ DI UNA PERSONA SU DIECI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA


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L'Osservatorio il Centauro-Asaps, nel rapporto sulla pirateria stradalerapporto
sulla pirateria stradale, riferiva che l'alcol è una delle principali cause degli incidenti, col il 29,7% dei pirati noti (nel primo semestre 2010) alla guida in stato di ebbrezza. Anche il rapporto Passi 2009, sottolinea la pericolosità della guida in stato di ebbrezza, quale causa di oltre un terzo della mortalità sulle strade. Un aspetto da non sottovalutare soprattutto perché gli incidenti stradali sono la principale causa di morte e di disabilità nella popolazione sotto ai 40 anni. Abbiamo visto che dall'entrata in vigore delle nuove norme del codice della stradanuove
norme del codice della  strada, molto più severe sul fronte delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza, il numero di incidenti (e di vittime) durante l'esodo estivo è diminuitoil
numero di incidenti (e di vittime) durante l'esodo estivo è
diminuito. Tuttavia il fenomeno risulta in ogni caso di grande portata. Secondo i dati Istat (2008), infatti, ogni giorno si verificano in media 598 incidenti stradali, che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849.  Su 218963 incidenti stradali rilevati nel 2008, l'Istat segnala il decesso di ben 4371 persone, mentre 310739 hanno subito lesioni di diversa entità.
Secondo i dati riportati dal rapporto Passi, poco più di una persona su dieci (10,5%) ha dichiarato di aver guidato dopo aver bevuto almeno due unità alcoliche nell'ora precedente, mentre il 7,1% del campione è salito in macchina con un conducente sotto l'effetto di alcol.
L'abitudine a guidare in stato di ebbrezza è cinque volte più frequente negli uomini (15%) che nelle donne (3%), mentre non risultano grosse differenze per quanto riguarda l'età, l'istruzione e le difficoltà economiche. Ciò significa che esiste una forte associazione tra guida in stato di ebrezza e sesso del conducente, mentre non è confermata l'associazione con l’istruzione e con l’età. Nel rapporto viene anche riportata una mappa geografica della guida sotto effetto di alcol, sulla base delle rilevazioni delle Asl nel 2009. Scorrendo i dati si osservano differenze statisticamente significative con percentuali più alte di guidatori in stato di ebbrezza al Nord, al centro e in Calabria.
Il rapporto Passi segnala che i controlli delle Forze dell'Ordine rappresentano uno strumento di provata efficacia nella riduzione della mortalità per incidenti stradali, soprattutto quanto questi prevedono l'utilizzo di etilotest (etilometro). Secondo i dati raccolti in sette Regioni ( Valle D’Aosta, P.A. di Trento, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio) che hanno approfondito il problema degli incidenti stradali, si evidenzia che i controlli risultano ancora poco diffusi (il 39% degli intervistati, rivela di aver subito un controllo negli ultimi 12 mesi). Sul fronte etiltest, solamente l'11% degli intervistati fermati dalle Forze dell'ordine ha riferito che il guidatore è stato sottoposto anche al test per il controllo dello stato di ebbrezza. Una percentuale, che rivela Passi, diminuisce all’aumentare dell’età: dal 25% dei 18-24enni al 4% dei 50-69 enni.


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La percentuale più bassa di controlli con l'etiltest è stata registrata nel Lazio( 6%), con una differenza significativa rispetto a Friuli-Venezia Giulia (10%), Liguria (11%), Emilia-Romagna (15%) e anche rispetto alla media delle Regioni (11%).
In chiusura passi ricorda che oltre alla necessità di un maggior impegno nella diffusione delle pratiche di prevenzione e di contrasto, anche l'utilizzo di dispositivi di sicurezza individuali risulta efficace nel ridurre la gravità delle conseguenze degli incidenti stradali. Passi ricorda che non indossare la cintura aumenta il rischio di rimanere vittima in un incidente, sia nel guidatore che negli altri passeggeri. Nonostante le alte percentuali di utilizzo di dispositivi di sicurezza come le cinture anteriori (82,4%) (o il casco in moto 94,2%), ulteriori progressi devono essere fatti per l'utilizzo della cintura sui sedili posteriori, indossate con frequenza solamente dal 18.9% degli intervistati.


NOTE
Il rapporto Passi analizza lo stato di salute della Popolazione italiana adulta (18-69 anni) attraverso la rilevazione sistematica e continua delle abitudini, degli stili di vita e dello stato di attuazione dei programmi di intervento che il Paese sta realizzando per modificare i comportamenti a rischio. Il rapporto per cui analizza i vari aspetti riguardanti la salute (sicurezza stradale, domestica, benessere, guadagnare salute, rischio cardiovascolare, programmi di prevenzione individuale). Parte del rapporto è disponibile online per il download in formato pdf a questo indirizzoquesto
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