Mercoledi, 24 Luglio 2019

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STABILI I CONTAGI DI HIV E AIDS NEI GIOVANI E NELLE DONNE. OCCORRE PIÙ INFORMAZIONE E PREVENZIONE


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Dal 1982 al 2009 sono stati notificati al Registro Nazionale AIDS 61537 casi di AIDS, di cui il 4,3% (2666 casi ) hanno riguardato giovani tra i 15 e i 24 anni e il 22,7% (13959 casi) persone di genere femminile. A rivelarlo è l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) che ha effettuato un'indagine relativa ai giovani, in quanto target specifico delle campagne di prevenzione e alle donne, in quanto più suscettibili ad acquisire l’infezione e a trasmetterla al prodotto del concepimento. Sono passati 30 anni da quanto il virus dell'AIDS è stato identificato in America (1981), momento da cui nel mondo si è creata una vera e propria epidemia di dimensioni globali. In Italia a partire dalla seconda metà del 1996 si è osservata una diminuzione, seguita da una stabilizzazione del numero di nuovi contagi di AIDS e di decessi. Secondo le statistiche, rispetto agli anni novanta è diminuito il contagio attribuibile all'uso iniettivo di droghe, mentre è aumentata sia l'età alla diagnosi che la proporzioni di casi attribuibili a contatto sessuale. Per quanto riguarda l'HIV, invece si stima che in Italia si infettino circa 4mila persone l'anno, per un totale di circa 150mila persone sieropositive.


L'AIDS E L'HIV NEI GIOVANI
La porzione di popolazione giovane (15-24 anni) contagiata dall'AIDS è calata dal 11,1% della fine degli anni 80, al 2,2% del biennio 2008-2009. In concreto nel 2009 si sono segnalati solamente 19 casi, lo 0,7% di AIDS nei giovani. I casi di contagio da uso iniettivo di droghe sono calati di 27 volte, dal 92,3% nel biennio 1984- 85 al 3,4% nel biennio 2008-09, mentre le diagnosi legate ai rapporti sessuali (sia eterosessuali che omosessuali) sono aumentate di 23 volte, dal 3% nel biennio 1984-85 al 69,5% nel biennio 2008-09.
I dati evidenziano che più di 6 giovani su 10 (il 61,5%) scopre di essere essere sieropositivo al momento della diagnosi di AIDS, o nei sei mesi precedenti. Questo dato risulta in aumento dal 25,5% del 1996 all'80,8% del 2009. Tra i giovani con diagnosi tardiva, il 73,1% si è infettato attraverso rapporti sessuali non protetti (26,2% attraverso rapporti omosessuali e il 45,2% attraverso rapporti eterosessuali).
Per quanto riguarda i dati relativi relativi all'HIV, tra le 42747 nuove diagnosi segnalate, la quota dei giovani è pari al 14,5%, in calo dal 45,3% del 1985 al 7,9% del 2008. Anche in questo caso è calata la percentuale di contagio da uso iniettivo di droghe che è passata dal 92,2% del 1985 al 5,6% del 2008. Dall'altra parte il contagio attraverso contatti omosessuali è passato, nello stesso periodo dall'6,1% al 28,4%, mentre per quanto riguarda i contatti eterosessuali dall'1,6% al 48%. Dai dati presentati preoccupa il fatto che più della metà dei giovani con una diagnosi di AIDS ignorava di essere di essere HIV positivo al momento della diagnosi di AIDS.


L'AIDS E L'HIV NELLE DONNE
La porzione di donne che risulta contagiata da AIDS risulta in aumento proporzionalmente nel confronto con gli uomini. Il rapporto maschi/femmine, infatti, è passato da 4 a 1 della fine degli anni '80 a 2,5 a 1 del 2009. Nell'intero periodo considerato quasi la metà delle donne ha acquisito l'infezione attraverso l’uso iniettivo di droghe (47,1%) e il 39,1% attraverso rapporti eterosessuali. Come per i giovani però la diagnosi legata all'uso infettivo di droghe è diminuita di 3,5 volte dal 1986 (70,9%) al 2009 (20%), mentre le diagnosi legate ai rapporti sessuali sono aumentate di 6,7 volte,(dal 10,1% nel 1986 al 66,8% nel 2009.
Quasi quattro donne su dieci (38,8%) scoprono di essere sieropositive al momento della diagnosi di AIDS, o nei sei mesi precedenti. Una percentuale in aumento dal 17,5% del 1996 al 53,8% del 2009.


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Per quanto riguarda le infezioni da HIV, tra le 42747 nuove diagnosi segnalate, la proporzione di donne è del 28,9%, di cui il 44,3% risultano essere donne straniere. Quasi 3 donne su quattro hanno acquisito l’infezione attraverso rapporti sessuali non protetti, un dato in drastico aumento dallo 0,7% del 1985 al 77,1% del 2008. In ogni caso la diagnosi nelle donne risulta in diminuzione, dalle 4,7 donne ogni 100mila residenti del 1985 alle 3,3 ogni 100mila del 2008. Il rapporto maschi/femmine è diminuiti dal 3,7 del 1985 al 2,1 del 1999, però nel 2008 il rapporto tra l’incidenza nei maschi e l’incidenza nelle femmine è stato di 3,1, tornando a essere simile a quello di metà degli anni '80 . Infine nel nel 2008 sono stati segnalati 6 casi di trasmissione HIV da madre a figlio: 1/3 delle mamme HIV positive era straniera.


CHE FARE DUNQUE?
Il rapporto ISS sottolinea l'importanza per quanto riguarda i giovani, della promozione di campagne di informazione e di educazione sessuale per aumentare l’adozione di comportamenti sicuri al fine di ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione attraverso i rapporti sessuali. Senza trascurare la prevenzione e il controllo delle nuove dipendenze, dall'alcol alle droghe.
Occorre inoltre individuare strategie di facile accesso al test HIV, in particolar modo per i giovani, che possono trarre un maggior vantaggio da una diagnosi e da una cura precoce.
Per quanto riguarda le donne, occorre incoraggiare l’adozione di comportamenti sessuali sicuri ed aumentare l'attenzione sui controlli HIV in gravidanza per il rischio di trasmissione ai bambini.

[Via: ISSISS ]

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