Sabato, 25 Novembre 2017

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Quinto Conto Energia e Nuovo Decreto Sulle Rinnovabili


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Nel pomeriggio di ieri, il Ministro dello Sviluppo Economico, Passera, insieme al Ministro dell'Ambiente, Clini e a quello delle Politiche Agricole, Catania, ha presentato il quinto conto energia e il nuovo decreto sull'incentivazione delle altre fonti rinnovabili. I due provvedimentidue provvedimenti prima di diventare legge dovranno passare per l'analisi dell'Autorità per l'Energia Elettrica e per la Conferenza Unificata Stato-Regioni. Tuttavia vediamone già ora gli elementi salienti.
Per prima cosa si è deciso di portare l'obiettivo per le rinnovabili previsto dal Piano di Azione Nazionale (PAN) dal 26%, originariamente stabilito e quasi raggiunto (siamo al 23%), al 32-35% (120-130 TWh) nel settore elettrico al 2020. Dall'altra parte si è deciso di controllare in maniera più netta la crescita delle rinnovabili, gestendo il peso degli incentivi. Secondo quanto comunicato, l'approccio seguito finora non è stato abbastanza virtuoso ed ora bisogna puntare maggiormente sull'efficienza dei costi e sulla massimizzazione del ritorno economico ed ambientale.

L'errore fatto in passato è stato quello di incentivare troppo il solare sottovalutando che i costi delle tecnologie erano ( e sono) in rapida diminuzione. Per cui con un controllo dei volumi a partire dal 2010 e fino al 2015 si sarebbe potuto installare il doppio degli impianti a parità di spesa.
Per questa ragione da “adesso in poi” il peso degli incentivi alle rinnovabili passerà dagli attuali 9 miliardi l'anno (compreso 900 milioni di CIP6) a non oltre ai 12 miliardi l'anno al 2020, tagliando 3 miliardi di incentivi rispetto al sistema attuale (che prevedeva un tetto di 15 miliardi).

Inoltre si è deciso di spostare il mix di incentivi verso le tecnologie con maggiori ricadute sulla filiera economica del Paese e maggior contenuto di innovazione, ciò vorrà dire con molta probabilità togliere spazio al fotovoltaico e concederne di più ad altre fonti come geotermia e biomasse, la cui filiera è per l'80-90% italiana.
I nuovi incentivi per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche entreranno in vigore dal primo gennaio del prossimo anno (2013) e dovrebbero contenere la spesa entro un limite di 5 -5,5 miliardi di euro l'anno, partendo dai 3,5 miliardi attuali.
Inoltre cambiano le procedure di accesso agli incentivi. Infatti gli impianti sopra i 5 MW di potenza (20 MW per geotermia ed idroelettrico) potranno accedervi se vincono un asta al ribasso su incentivo nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua. Per quelli tra i 50 kW e 5 MW l'accesso sarà subordinato all'iscrizione ad un registro. Mentre solo gli impianti sotto i 50 Kw di potenza saranno liberi di accedere ad incentivo dopo l'entrata in esercizio, ma il quantitativo di questa categoria sarà detratto dal contingente a registro nell'anno successivo.
Per quanto riguarda il decreto sul fotovoltaico (Quinto conto energia) che entrerà in vigore il prossimo primo luglio, salvo il raggiungimento dei 6 miliardi di euro di spesa in data successiva, sono previsti livelli di incentivo convergenti verso la media UE (cioè in calo) e in graduale accompagnamento verso la grid parity. L'Obiettivo è quello di rimanere il secondo mercato mondiale dopo la Germania, ma anche in questo caso verranno introdotti registri per governare la potenza annua installata, contenendola entro i 2-3 GW l'anno. Dovranno iscriversi a registro tutti gli impianti sopra i 12 KW, mentre quelli sotto tale soglia saranno liberi di accedere all'incentivo dopo l'entrata in esercizio. Ma anche qui il quantitativo di incentivi assegnato verrà detratto dal contingente a registro nell'anno successivo. Per l'accesso ai registri sono definiti dei criteri di priorità precisi a partire dagli impianti su edifici con il miglior attestato energetico.
 
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