Mercoledi, 18 Ottobre 2017

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Il Benessere Finanziario Delle Famiglie Scende Ai Minimi


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La crisi economica aumenta l'insicurezza degli italiani per quanto riguarda le proprie finanze personali. L'ennesima conferma arriva dall'Indice di Benessere Finanziario di ING DIRECT (IBF), l'indicatore sintetico che misura il benessere percepito dalle famiglie in relazione a sei dimensioni delle finanza personale (mutui, prestiti, carte di credito, risparmio, investimenti, reddito e spese familiari). L'indice rispetto allo scorso anno è calato di 3 punti attestandosi a 43,3 punti. Ricordiamo che l'indice misura in maniera sintetica il comfort delle famiglie con le finanze personali su una scala da 0 a 100, dove 0 rappresenta il massimo disagio e 100 il massimo comfort.
Il senso di minore sicurezza rispetto al passato riguarda soprattutto la capacità degli italiani di pagare le rate dei mutui, seguita dal timore di non riuscire a risparmiare e dalla perdita della capacità reddituale.

Minor reddito che si manifesta anche nella difficoltà di pagare le spese di casa e le bollette. Sul fronte delle differenze di genere aumenta il divario nel benessere percepito tra uomini e donne, con l'IBF femminile che si attesta due punti sotto la media nazionale a 41,3, contro il 45,2 degli uomini. Rispetto allo scorso anno l'indice di benessere relativo alle donne è calato di 5,4 punti contro il calo di un punto di quello degli uomini.

Tra le motivazioni di questa differenza vi è la disparità nella retribuzione, con le donne che in Italia percepiscono stipendi inferiori anche del 20% rispetto ai colleghi maschi che ricoprono lo stesso ruolo e i livelli di occupazione femminile ancora estremamente bassi. Si calcola che in Italia il tasso di occupazione femminile sia intorno al 47%, circa 20 punti sotto quello degli uomini.
Sul fronte del risparmio, l'indagine di ING, sottolinea che le famiglie oramai non solo non riescono a mettere da parte una quota del proprio reddito per le spese future, ma fanno fatica anche a coprire le bollette e le spese ordinarie. La conseguenza ovvia è la necessità di fare ricorso ai risparmi accumulati negli anni. In questa situazione, gli italiani fanno di necessità virtù e continuano a monitorare e ad adeguare il bilancio familiare. Adattano cioè le proprie abitudini di consumo e fanno attenzione nel gestire i risparmi. Una caratteristica che si dimostra spiccata negli italiani rispetto ad altri popoli europei. Nello specifico il 76% degli italiani, rileva ING Direct, monitora costantemente il bilancio familiare, controllando tutte le entrate e le uscite, contro una media del 62% degli altri 11 Paesi considerati. Dietro gli italiani in questa classifica troviamo i tedeschi (72%) e i francesi (69%).
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