Mercoledi, 22 Maggio 2019

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Istituti di Credito e Internet: il Sistema È Arretrato e Poco Remunerativo


filiali banca, internet, banche

Internet è uno strumento di abbattimento di costi formidabile. Smaterializzare, nel terzo millennio inoltrato, vuol dire risparmiare. Ciò vale per il settore dei servizi in generale, ma anche, in particolare, per il settore finanziario. Purtroppo l’Italia è ancora immersa in una situazione di profonda arretratezza.
A rivelarlo è un rapporto della McKinsey. Il verdetto non lascia scampo: in Italia, il rapporto tra istituti di credito e internet soffre di uno scarto di circa dieci anni rispetto alle eccellenze fuori confine. Identificabili soprattutto con Olanda e Norvegia.
Mentre il cliente medio sente sempre più forte l’esigenza di travasare online almeno parte dell’operatività nazionale, nel Bel Paese prosperano le filiali, simbolo della difficoltà a incentrare l’offerta sul canale remoto. E proprio uno dei segnali più evidenti di questa arretratezza ‘telematica’ è il numero di filiali che l’Italia ospita.  

Un’enormità, il numero più alto in Europa dopo la Spagna, quasi il doppio di Olanda e Norvegia (fatte le dovute proporzioni). Le cifre, al di qua dei confini italiani rivelando che sono aperti circa 550 sportelli per milione di abitanti.
Questa statistiche fanno emergere una problematica di grande interesse per il sistema finanziario italiano: la remunerazione del capitale. Il denaro ‘frutta poco’ proprio perché i servizi di gestione sono ancora molto alti, e sono ancora molto alti perché l’informatizzazione è ancora parziale, insufficiente rispetto agli standard europei. Ovviamente la prospettiva non è una chiusura delle filiali, ma semplicemente una loro ‘reinterpretazione’. Le filiali, in parole povere, dovrebbero essere più ‘snelle’, non più centro esclusivo di gestione ma puro terminal ‘simbolico’ e relazionale.

Stefano Visalli, direttore di McKinsey e responsabile strategia banche, ha illustrato questo concetto a Repubblica: “C’è spazio per riposizionarsi. Con filiali più snelle e competenze diverse: in tutta Europa si stima un passaggio da 6 a 4 persone medie impiegate, con skill diversi. Allo sportello oggi i clienti vorrebbero andare per definire piani di investimento importanti, decisioni finanziarie con una forte componente emozionale”. Insomma, a cambiare è la relazione tra sportello e cliente: la filiale è il ‘sigillo’ da apporre ai ‘momenti finanziari’ più importanti per chi investe denaro o semplicemente lo assicura a una banca. 
Le prospettive di cambiamento su questo fronte, secondo Stefano Vassalli, non sono incoraggianti. Nonostante sia chiaro anche agli operatori finanziari e ai dirigenti degli istituti di credito che “i trend vanno incoraggiati, non rimandati”, è emersa da tempo un’attitudine alla procrastinazione che non fa per nulla bene al sistema. Il motivo di questo rimando alle calende è l’attesa, da parte dei policy maker della finanza italiana, della fine della crisi e del ritorno della crescita. Vassalli però ha messo in guardia: “Se la situazione economica non migliorerà nel breve-medio termine, le banche si troveranno a dover accelerare una metamorfosi che ha tempi di pianificazione almeno quinquennali”. Insomma, il cambiamento, se ci sarà, rischia di essere affrontato in fretta e male.
Eppure, basterebbe l’introduzione di semplici strumenti per innescare il circolo virtuoso dell’ammodernamento: la fatturazione elettronica come pagamento per la Pubblica Amministrazione e la chiusura dei contratti su internet.
 
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