Giovedi, 15 Novembre 2018

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CON LA CRISI CRESCE L'USURA: ANALISI DELLO STATO DI DIFFUSIONE DEL FENOMENO IN ITALIA


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Con la Crisi Cresce l'Usura: Analisi dello Stato di Diffusione del Fenomeno in Italia | Banche | Prestiti | Mutui |

Qualche tempo fa pubblicammo un interessante “working paper” de Banca D'Italiaworking
paper” de Banca D'Italia in cui sostanzialmente si affermava che la propensione al risparmio delle Famiglie Italiane e la forte diffusione della casa di proprietà fossero un grosso paracadute per quanto riguarda la crisi economica. Tuttavia l'analisi degli ultimi dati Istat dati
Istat  ci consegnava uno scenario di difficoltà per quanto riguarda le famiglie, soprattutto in relazione al reddito disponibile e al potere d'acquisto. Il rapporto Italia 2010 di Eurispes “calca la mano” sulle difficoltà delle famiglie, rilevando come il 28,6% non ha un reddito mensile tale da consentirgli di arrivare alla fine del mese e ben il 42,9% delle famiglie può sostenere economicamente le proprie esigenze di consumo solo utilizzando i propri risparmi. Il 23,3% e il 18,1% delle famiglie dichiarano difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo (per il quale però l'Abi ha previsto la sospensione delle rate di pagamentosospensione
delle rate di pagamento per le famiglie in difficoltà) e del canone di affitto.
Allo stesso modo delle famiglie, anche le imprese soprattutto quelle medio piccole, che costituiscono l'ossatura del Paese, trovano grandi difficoltà nell'accesso al credito anche a causa dell'entrata in vigore dell’accordo di “Basilea2” che impone regole più stringenti nell’erogazione del credito.
In un contesto socio economico di difficoltà come quello attuale si assiste tristemente al dilagare di fenomeni criminosi di accesso al credito presso canali non ufficiali, come l'usura. Nelle sue analisi l'Eurispes ha analizzato i risvolti economici e sociali sottesi all'usura che si sostanzia nella pratica di fornire denaro presso canali non ufficiali a tassi di interesse considerati illegali e talmente elevati da rendere il loro rimborso molto difficile quand'anche impossibile. Ciò spinge spesso il debitore in un circolo vizioso che lo porta a contrarre altri prestiti per saldare i precedenti, a compiere atti criminosi per recuperare risorse o a perdere parte dei beni che tentava di salvare tramite la richiesta di prestito

DIFFUSIONE DELL'USURA: L'INDICE DI RISCHIO USURA
Questo fenomeno risulta assai più diffuso rispetto ai riscontri giudiziari ottenuti sulla base delle denunce, come dimostrano le tantissime richieste di assistenza rivolte alle Fondazioni Antiusura e alle Associazioni di Categoria. Questa discrepanza è facilmente spiegabile dalla ridotta propensione alla denuncia di questo genere di crimini da parte di Famiglie e Imprese, spesso convinte di potersi liberare facilmente di questi aguzzini, passate le difficoltà, o intimoriti dalle possibili ripercussioni a seguito di denunce.
Per questo motivo, Eurispes al fine di raccontare in modo approfondito il livello di diffusione dell'Usura ha formulato un Indice di Rischio Usura (IRU). L'IRU si fonda sull'analisi di quattro tipologie di variabili del contesto socio-economico ritenute in grado di influenzare il livello di vulnerabilità e/o permeabilità di un territorio rispetto all’usura, ovvero:

  • quadro economico: Prodotto interno lordo, disoccupazione;
  • sistema bancario: protesti, sofferenze, tasso di interesse medio attivo, valore credito al consumo (banche e società finanziarie), sportelli bancari, banche cooperative e popolari, clienti home e corporate banking, comuni serviti da banche
  • tessuto imprenditoriale: imprese individuali; imprese cessate e iscritte;
  • criminalità: reati di estorsione, reati per associazioni a delinquere.

Indice di Rischio Usura (IRU) è stato calcolato come combinazione lineare di questi indicatori di contesto socio-economico e ha un valore compreso tra 0 e 100, in funzione crescente del grado di vulnerabilità del territorio. Eurispes sulla base dei valori di questo indice ha poi predisposto cinque classi di rischio usura (molto basso, basso, medio, medio alto, alto). La prima analisi che emerge dal rapporto è che la totalità delle provincie con un Indice di Rischio Usura classificato come alto (Valore tra 80 e 100) e medio alto (tra 60 e 80) siano site nel Mezzogiorno. Particolarmente grave la posizione della Calabria, con un Indice di Rischio Usura medio regionale di 97,1 su 100 e con 5 provincie nelle prime sei posizioni della classifica provinciale assoluta (Vibo Valentia ha un indice di usura pari a 100). Grave anche la posizione della Campania con un Indice di usura regionale pari a 88,4 e la Sicilia con un IRU pari a 78,2. Molto meglio la situazione al nord dove svetta il Trentino (prima nella classifica regionale) con un Indice di Usura pari a 2,8, seguita da Emilia Romagna, (IRU 15,3) Lombardia (IRU 18) e Veneto (IRU 18,7).


L'USURA UN FENOMENO CONOSCIUTO
VA anzitutto premesso che gli italiani conoscono l'Usura. Secondo l'indagine svolta dall'Euripses , un italiano su 4 (25,2%) conosce persone che si rivolgono agli usurai per ottenere prestiti. Questo dato si eleva nel mezzogiorno dove il 30.7% delle persone intervistate afferma di conoscere cittadini che hanno fatto ricorso a prestiti usurai, mentre nel centro Italia il dato si assesta al 29,1%.


QUALI RAGIONI SPINGONO GLI ITALIANI VERSO L'USURA.
Abbiamo visto come la situazione economica abbia creato non poche difficoltà a famiglie ed imprese. La perdita del lavoro, le difficoltà a onorare gli impegni finanziari, l'aumento dei prezzi e il calo del reddito disponibile sono tutti fenomeni che predispongono le famiglie italiane verso un fenomeno come l'usura. Eurispes rivela come solitamente le vittime dell'usura sono quelle famiglie e aziende a cui è precluso l'accesso al credito bancario. Dall'analisi dei risultati emerge che per i cittadini (intervistati) le banche sono soggetti cui rivolgersi per far fronte a spese insostenibili per i propri redditi, ma non in grado di farsi carico pienamente dei loro problemi o delle loro necessità.


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UN GRANDE BISOGNO DI PRESTITI
Circa un terzo degli intervistati da Eurispes (34,2%) ha dichiarato di essersi rivolto, negli ultimi tre anni, a forme di finanziamento bancario (prestiti), giudicando l’accesso al credito l’unico modo per sostenere il proprio tenore di vita o per poter far fronte a spese per l’acquisto di beni e servizi vari.
Questo dato è maggiore nel Centro Italia (38,6%), nel Sud (35,2%) e nelle Isole (35,3%) mentre risulta inferiore alla media nel Nord. La necessità di un ricorso ai prestiti è poi crescente in funzione della classe di età di appartenenza e risulta più frequente nelle persone in cerca di nuova occupazione.
Tra motivazioni più frequenti alla base della richiesta di prestiti vi sono i mutui ipotecari per l'acquisto della casa (47,7%) e prestiti per saldare altri debiti contratti con a banche/finanziarie (33,2%). Vediamo allora come questa grande necessità possa portare a compromessi presso canali non ufficiali, qualora sia negato l'accesso al credito presso le banche


GIUDIZIO SULLE BANCHE
L'indagine Eurispes rivela come ben il 45,7% degli intervistati che hanno avuto accesso al credito bancario negli ultimi tre anni ritiene che il tasso di interesse applicato sia alto, contro il 32,2% che lo ritiene adeguato e il 14,5% che lo considera contenuto. Pesanti critiche piovono però sul sistema bancario in generale, con l'86.1% degli intervistati che ritiene che il sistema bancario italiano non sia in alcun modo o poco in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie. In questo caso solamente l’8,8% ritiene che le banche siano abbastanza in grado di “rispondere” alle necessità creditizie delle famiglie, con uno 0,7% invece soddisfatto dell'operato delle banche (il restante 4,5% non esprime giudizio a riguardo).
Dall'indagine Euripses emerge anche come i cittadini siano convinti che le banche diano credito solo a chi dimostra già di possedere beni (55,2%) e che raccolgano i risparmi dei comuni cittadini per finanziare "i grandi" (43,4%). Sempre sul fronte garanzie il 40,1% dei consumatori ritiene che gli istituti di credito elargiscano fondi ai potenti indipendentemente dalle garanzie, Per maggiori approfondimenti vi consigliamo di Leggere la versione integrale dello studio Eurispes sull’usura: “L’usura: quando il “credito” è neroL’usura:
quando il “credito” è nero”

 

 

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CREDIT
Si ringrazia l'utente vernhartvernhart di flickr per l'immagine

 


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