Mercoledi, 24 Luglio 2019

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DIRETTIVA PSD: GUIDA PER LE IMPRESE SULLE NUOVE MODALITÀ DISPOSITIVE PER BONIFICI ED INCASSI


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Direttiva PSD: Guida per le Imprese sulle Nuove Modalità Dispositive di Donifici ed Incassi | RID | Ri. Ba | Abi | Banche |

Dopo aver analizzato quali cambiamenti la direttiva Europea PSD porterà nei servizi di pagamento per le famiglieservizi
di pagamento per le famiglie, oggi vogliamo analizzare sinteticamente quali novità interesseranno le imprese. Prenderemo come riferimento l'estratto della guida messo a disposizione dall'Abi. Ricordo prima di procedere oltre che la direttiva PSD ha lo scopo di allineare i servizi di pagamento dei vari Paesi dell'area Euro a standard comuni. Il nostro Legislatore ha predisposto un'entrata in vigore progressiva delle norme a partire dal 31 marzo 2010. . La prossima tappa scatterà il 5 di luglio. Vediamo allora sinteticamente cosa cambia per le imprese per quanto riguarda bonifici ed incassi


I BONIFICI
La Direttiva stabilisce che il momento in cui una banca avvia l'ordine di esecuzione di un bonifico coincida con quello in cui riceve l'ordine di pagamento. Può essere definito un orario limite in prossimità del fine settimana o di fine giornata ed è ammessa la pianificazione dei pagamenti. Ovvero la direttiva prevede che il momento di ricezione dell'ordine possa avvenire in un giorno prefissato. Come nel caso dei pagamenti ricorrenti.
Il tempo di accredito al beneficiario diventa comune sia per l'Italia che per l'Europa e pari ad un giorno lavorativo, dalla ricezione dell'ordine. Fino al 1 gennaio 2012 clienti e banche potranno concordare tempi più lunghi, ma non superiori ai 3 giorni lavorativi, o 4 per i bonifici bancari.
Con la nuova direttiva la banca del destinatario del bonifico mette a disposizione di quest'ultimo l'importo del bonifico non appena ricevuto dalla banca dell'ordinante. Ciò significa che la data valuta e la data disponibilità andranno a coincidere. Questo aspetto pone fine alla possibilità di indicare una data valuta di accredito per il beneficiario. Viene meno anche la pratica della altergazione della valuta, ovvero dell'indicazione di una valuta anteriore rispetto alla valutazione dell'ordine.
La direttiva prevede che gli importi dei bonifici vengano accreditati interamente e i costi suddivisi tra ordinante e beneficiario . Ciò significa che ciascun cliente sosterrà le spese previste dalla propria banca (opzione SHARE). Viene meno la possibilità di indicare che le spese vengano sostenute dall'impresa ordinante (opzione OUR) o da quella beneficiaria (opzione BEN). Speriamo solo che questo punto non venga interpretato dagli istituti di credito nostrani come un pretesto per aumentare entrambe le spese a carico dei clienti.
Per i bonifici nazionali le imprese dovranno utilizzare il codice IBAN del destinatario mentre per quelli transfrotnalieri anche il codice BIC
Da ultimo ricordiamo che, come per le famiglie, qualora un'impresa ritenga che un'operazione effettuata non sia stata autorizzata, ha a disposizione 13 mesi di tempo per richiedere il rimborso, che sarà immediato.



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GLI INCASSI
IL RID
Dal 5 Luglio tutte le imprese avranno a disposizione 2 tipi di RID, il RID veloce e il RID ordinario, nel quale confluiscono il RID utenze il RID commerciale.
Sia per il RID ordinario che per quello veloce sarà possibile revocare una richiesta errata di addebito sul proprio conto fino al giorno lavorativo precedente la data di scadenza. Se un RID autorizzato, invece , è stato addebitato sul conto dell'impresa debitrice ma con un importo sbagliato, questa ha 8 settimane di tempo, a partire dalla data di addebito del pagamento, per chiederne il rimborso. Tuttavia impresa debitrice e creditrice possono concordare modalità di rimborso diverse che variano a seconda che sia utilizzato il RID ordinario o quello veloce.
La direttiva ha disposto che non è più possibile incassare disposizioni RID “scadute”. Non è più possibile perciò che la valuta preceda la giornata nella quale l'importo dell'operazione è addebitato sul conto del debitore.

 

LA RI.BA
Non è più prevista la “tenuta cassa di due giorni” che permetteva di pagare entro due giorni successivi. Questo significa che l'impresa debitrice deve eseguire il pagamento entro la data di scadenza . L'impresa beneficiaria disporrà della somma il giorno seguente alla data di scadenza della Ri.Ba.
Qualora l'impresa debitrice non effettui il pagamento, il beneficiario riceverà il messaggio di mancato versamento entro il secondo giorno successivo alla data di scadenza della Ri.Ba.
Anche per la Ri.Ba. come per i bonifici, in caso di disposizione di pagamento non autorizzata si hanno a disposizione 13 mesi di tempo per chiederne il rimborso.


In chiusura ricordiamo che la guida dell'Abi dedicata alle imprese sarà messa a disposizione dei clienti presso gli sportelli bancari, mentre un estratto è disponibile sul sito Bancariaeditrice.it, in formato pdf, a questo indirizzo

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