Sabato, 24 Febbraio 2018

Back CREDITO Categorie Credito Eliminare i Contanti Per Superare la Crisi: Tanti Pro Ma Anche Qualche Contro

Eliminare i Contanti Per Superare la Crisi: Tanti Pro Ma Anche Qualche Contro


carte di pagamento, contanti

Per risollevare il Paese dalla crisi è stato istituito come è noto un Governo tecnico guidato da Mario Monti. Aldilà delle critiche e delle ipotesi avanzate è innegabile che le due piaghe sulle quali il nuovo governo sarà chiamato ad intervenire per risanare le casse dello Stato sono l’evasione fiscale e il lavoro in nero (due voci che insieme costituiscono circa il 20% del Pil). Del resto lo stesso Monti ha fatto riferimento nel suo discorso di accettazione dell’incarico al principio di equità sociale affinché non resti un ideale utopistico. Ma come intervenire concretamente per risanare il debito pubblico (che attualmente ammonta a 1.843 miliardi)? Le proposte sono diverse: una in particolare ha colpito l’attenzione pubblica ed è quella di eliminare, o meglio limitare, l'uso dei contanti. Cosa significa?

Pagare con carta di credito rende la transazione più tracciabile e ha senza dubbio effetti indiretti auspicabili (come l’abbattimento del rischio di rapine). Attualmente solo i trasferimenti di denaro superiori a 2500 euro richiedono il pagamento tramite carta di credito o assegno. L’idea dell’esecutivo appena insediato pare sia invece quella di abbassare drasticamente questa soglia fino al limite di 200-300 euro. E’ chiaro che, se la quasi totalità dei pagamenti viene resa tracciabile, il nero viene sradicato ab origine e sicuramente si otterrebbero dichiarazioni dei redditi più veritiere e aderenti alla realtà. Secondo una recente ricerca dell'Abi, con un maggiore utilizzo della carte di pagamento si sottrarrebbero 3 punti di pil all'economia sommersa.

Una via alternativa, proposta recentemente invece da Milena Gabanelli (conduttrice della trasmissione Report su Raitre) sul Corriere, sarebbe quella di scoraggiare l’uso dei contanti prevedendo una tassa. Da questo punto di vista, poiché l’uso del denaro contante crea inevitabilmente costi aggiuntivi e dunque è causa di ingiustizie sociali, va trattato alla stregua di altri fenomeni con le stesse conseguenze (vedi alcolici, tabacco etc) e quindi tassato extra. Questo scoraggerebbe l’evasione fiscale: il consumatore infatti non avrebbe più interesse a non richiedere la fattura perché non risparmierebbe nulla. Stando alle parole della Gabanelli, infatti, abbassare la soglia, seppur notevolmente, sarebbe solo un palliativo e non una totale risoluzione del problema. Resterebbero di fatto escluse dal controllo statale molte spese quotidiane: il parrucchiere, alcune visite mediche in studi privati (ad esempio il dentista) e gli interventi di idraulici o simili. Alla fine che si scoraggi l’uso del contante o che si proibisca ab origine, il risultato è sempre lo stesso: combattere l’evasione fiscale. Impossibile non essere d’accordo con la giornalista di Report, inoltre quando sottolinea come le uniche attività che si reggono in maniera imprescindibile sulla circolazione di denaro contante siano quelle criminose: spaccio, riciclaggio etc.
Detto ciò esistono dei limiti all’applicazione di queste due forme di intervento:
  • Il primo, probabilmente il più facilmente superabile, è quello della difficoltà per i giovani che non dispongono di carte di credito o per gli anziani non particolarmente avvezzi alla tecnologia. E, dal punto di vista dei venditori, le difficoltà degli ambulanti di dotarsi di dispositivi per il pagamento con bancomat o carta di credito (comprare una collanina con un assegno è concretamente difficile da ipotizzare!). Da questo punto di vista innovazioni come Square potrebbero presto risolvere il problema, come già accade negli Stati Uniti.
  • Il secondo riguarda invece un discorso di privacy: se tutti i trasferimenti sono registrati allora il governo conoscerà anche i prodotti e i servizi su cui spendiamo di più. E’ facile rispondere che chi non ha nulla da nascondere non deve temere di essere controllato ma questo è un principio pericoloso su cui si sono basate storicamente molte ideologie totalitariste.
Ultimo, ma non in ordine di importanza, rischio è quello del non controllo da parte dei consumatori delle spese. Quando si parla di abolizione del contante l’esempio più ricorrente è quello americano: negli Stati Uniti si paga con carta di credito anche un caffè. Vero. Ma quando nei film americani vediamo clienti che nella cassa dei negozi provano una decina di carte di credito prima di trovare quella che non è già irrimediabilmente in rosso non è un’invenzione.

RISORSE:

 

Valore Conto 468 x 60

blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Investimenti

  • Prestiti

Assicurazioni

assicurazioni

Green Economy

greeneconomy

Innovazione

Innovazione

Politica e Società

ingranaggi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed