Mercoledi, 22 Maggio 2019

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I Protesti Calano Del 7,2% in Numero e Del 14,7% in Valore


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Nei 12 mesi del 2010 il monte dei protesti è diminuito di circa 700 milioni di euro, passando dai 4,5 miliardi di euro del 2009 ai 3,8 miliardi dello scorso anno. A riferirlo è l'ultima indagine di Unioncamere in base ai dati raccolti dalle Camere di Commercio ed elaborati da InfoCamere, secondo cui nel 2010 i protesti levati nelle provincie italiane si sono ridotti del 7,2% nel numero e del 14,7% in valore. Questo calo ha riguardato tutti i tipi di impegni finanziari, dagli assegni alle cambiali alle tratte.
La diminuzione maggiore ha interessato gli assegni, calati del 16,5% nel numero e del 21,9% nell’importo, mentre il valore medio è sceso del 6,4%. Nel 2010 il controvalore complessivo è stato 1,942 miliardi di euro, contro i 2,485 miliardi del 2009.
Per quanto riguarda le cambiali a vuoto la diminuzione è stata più contenuta con un calo del 2,6% nel numero e del 3,5% nel valore medio, con il risultato che i pagherò rimasti non onorati sono diminuiti del 5,9% negli importi rispetto al 2009, per un controvalore di poco superiore a 1,85 miliardi rispetto ai 1,967 miliardi di due anni fa. Infine le tratte non incassate che sono diminuite del 15,7% nel numero e del 3,6% negli importi, mentre il valore medio è calato del 14,3%. Va detto che questo strumento di pagamento non è molto diffuso, infatti, il controvalore ha raggiunto i 36,8 milioni di euro nel 2010, in calo rispetto ai 38,2 del 2009.
In valore assoluto le regioni dove si sono concentrate maggiormente le mancate promesse di pagamento sono state il Lazio, la Lombardia e la Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 748, 736 e 546 milioni di euro. Se si analizza invece il numero di effetti complessivamente protestati cambiano le posizioni della classifica ma non i protagonisti, con in testa la Lombardia con 230 mila effetti, seguita dal Lazio con 220 mila e dalla Campania con 198 mila. Mentre se si prende in considerazione il valore medio degli importi non pagati in testa si presenta il Trentino Alto Adige con protesti che valgono in media 3.980 euro contro una media nazionale di 2.774 euro. Al secondo posto troviamo il Veneto con un valore medio di 3.494 euro e al terzo il Lazio con 3.403 euro.

 


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Nel 2010 la regione più virtuosa è risultata essere la Valle d’Aosta, dove i protesti levati sono diminuiti rispetto al 2009 del 24,9% in termini di numero, del 66,7% in valore e del 55,6% per quanto riguarda il valore medio. Al secondo posto in classifica troviamo il Trentino Alto Adige con una riduzione nel numero degli effetti levati pari al 14,9% seguito dalla Campania dove il numero dei protesti è sceso dell’11,1%. L'Umbria invece è risultata essere l'unica regione in cui è aumentato il numero di protesti (+3,1%), sebbene si sia registrata anche qui una riduzione negli importi complessivi (-12,6%) e nel valore medio (-15.3%).
L'analisi provinciale rivela che a Roma, Milano e Napoli si concentra il numero ed i valori più elevati di protesti, con il 33,6% di tutto l’insoluto nazionale del periodo. A Belluno e Rieti va invece il primato dei meno indebitati, mentre in vetta alla classifica delle provincie con i protesti dal maggior importo medio troviamo Viterbo e Trento.

[Via: UnioncamereUnioncamere ]

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