Domenica, 22 Aprile 2018

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Riserva Frazionaria: Tenere i Soldi Sui Conti in Banca È Sicuro?


Salvadanaio, conto corrente, banca

In tempi di crisi e instabilità economica, molti risparmiatori, grandi e piccoli, si chiedono se tenere i soldi in banca sia davvero sicuro. Nel clima generale di sfiducia potrebbe venirvi in mente di ritirare i soldi dal conto per investirli in altra maniera. Ma è un fatto piuttosto noto che ritirare i risparmi dal proprio conto, anche quando non si tratta di soldi vincolati, non è sempre un’operazione agevole. Quel che emerge chiaramente è che le banche non sono ben disposte verso questo tipo di operazioni: certamente perché per loro significa rinunciare ad un cliente, ma non solo. La verità sta nella riserva frazionaria, un istituto legale sebbene per alcuni sia moralmente discutibile.

Per comprendere la ratio di questo istituto partiamo dal riferimento legislativo che ne costituisce la base: l’art 1834 del codice di civile prevede espressamente che "Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi"

Ad una lettura attenta dell’articolo emerge un dettaglio che non di poco conto: se depositate dei soldi in banca, quest’ultima ne diventa proprietaria e quindi può disporne liberamente, salvo l’impegno a restituirvi la somma equivalente su vostra richiesta. Il denaro del resto è un bene fungibile quindi a voi poco importa se quello che ritirate è materialmente lo stesso che avete depositato. Ma questo meccanismo di fatto autorizza la banca ad usare il denaro che avete versato e lo stesso vale ovviamente per tutti gli altri risparmiatori. Proprio questo scambio di prestiti tra risparmiatori permette alle banche di pagare ai correntisti gli interessi.
Un tempo questo processo (e i relativi rischi per i risparmiatori), era mitigato dalla percentuale di riserva obbligatoria, ovvero dalla somma che la banca doveva necessariamente tenere in deposito a disposizione dei correntisti. I numeri parlano chiaro: nel 1957 la riserva ammontava al 25% delle somme depositate, nel 1970 era già scesa di circa dieci punti percentuali fino ad arrivare, ai giorni d’oggi, al 2% .
Cosa regge il meccanismo? Perché questo sistema non crolla? Perché la statistica vuole che chi mette dei soldi in banca non intende usarli nell’immediato ma lo fa a scopo di deposito.

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