Venerdi, 17 Agosto 2018

EcoCar

UNA CORRETTA PRESSIONE DEGLI PNEUMATICI PERMETTE DI RISPARMIARE CARBURANTE ED EMISSIONI DI CO2

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continentaltnopneutyre.gifQualche settimana fa abbiamo riportato i dati della campagna “Vacanze Sicure”, della Polizia StradaleVacanze
Sicure”, della Polizia Stradale sullo stato degli pneumatici delle auto che circolano in Italia, dove si segnalava l'alto numero di cittadini che circolano con gomme sgonfie e battistrada usurati. Oggi torniamo sull'argomento per segnalare un'interessante indagine svolta dal Centro Ricerche Continental Autocarro a partire dai dati del Ministero dello Sviluppo Economico e della Commissione Europea, sul rapporto tra pneumatici sgonfi ed emissioni di gas serra. Nello specifico l'indagine stima la quantità di anidride carbonica che l'utilizzo di dispositivi di monitoraggio della pressione degli pneumatici avrebbe risparmiato all'ambiente, in Italia, nel 2009, ovvero ben 2 milioni di tonnellate di CO2.
Secondo Tno, una società di ricerca olandese, l'utilizzo di questi dispositivi di monitoraggio porterebbe ad un risparmio di carburante e di conseguenza anche di emissioni, pari al 2,5%. Un dato più contenuto rispetto a quanto segnalato da Michelin nella campagna commerciale/informativa “unisciti al duello”unisciti
al duello”, sebbene entrambe le analisi siano concorde nel rilevare la correlazione tra pneumatici sgonfi e consumo di carburante.
Tno proseguendo nella sua analisi sui consumi, ha calcolato che per ogni litro di benzina le emissioni ammontano a 2,4 kg, mentre per ogni litro di gasolio consumato le emissioni di CO2 sono pari a 2,65 kg. Ora considerando le quantità di carburanti consumati nel 2009 nel nostro Paese, si può stimare che il parco circolante dei veicoli a benzina abbia emesso 31.350.920 tonnellate di CO2, mentre il parco circolante di veicoli alimentati a gasolio, 51.390.964 tonnellate di CO2. Con l'utilizzo dei sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici e una pronta opera di controllo da parte degli automobilisti, sarebbe stato possibile ridurre le emissioni del 2,5% e quindi risparmiare all'ambiente (e a noi) ben 2.068.547 tonnellate di CO2, 783.773 provenienti da veicoli a benzina e 1.284.774 tonnellate da quelli alimentati gasolio.
Dati impressionanti, che però potrebbero potremmo dover riconsiderare, visto che dal 2012 la Commissione Europea renderà obbligatorio l'utilizzo di questi sistemi di controllo della pressione degli pneumatici.

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ACI: CALA DEL 2,3% LA SPESA PER LE AUTO MA AUMENTA IL PARCO CIRCOLANTE, NECESSARI NUOVI INCENTIVI

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aciannuariostati01008.gifL'Aci (Automobile Club D'Italia) ha diramato nei giorni scorsi alcuni dati relativi all'Annuario statistico 2010, la pubblicazione che analizza il rapporto tra italiani e automobile. Un rapporto molto stretto a giudicare dal fatto che il parco circolante delle autovetture in Italia è tra i più alti del mondo e che quella per l’automobile è la terza voce di spesa per le famiglie italiane, dopo casa e alimentazione. Nell'annuario statistico 2010 vengono presentati i dati riguardanti il parco circolante in Italia (aggiornato al 2009) in termini di Prime iscrizioni, Trasferimenti di proprietà, Radiazioni, e Consistenza del parco veicoli. Il documento analizza anche gli aspetti economici e fiscali legati all'utilizzo dei veicoli nel nostro Paese.
Secondo i dati presentati dall'Aci, nel 2009 per la prima volta dal 1990 è diminuita la spesa degli italiani per l'acquisto e l'utilizzo della propria automobile. Nello specifico, lo scorso anno, sono stati spesi circa 165 miliardi di euro, il 2,3% in meno rispetto al 2008 con una riduzione anche del prelievo fiscale per tutti i veicoli, che è stato pari a 57,5 miliardi di euro, in calo del 5,6% sul dato 2008.
La voce più consistente della cifra spesa dagli italiani per l'automobile, è rappresentata dai costi di acquisto ( comprensivi di interessi sul capitale), che nel 2009 sono stati pari a 58,2 miliardi di euro, in crescita dello 0,4%. I costi dell'assicurazione RC auto rappresentano la seconda voce di spesa, per un valore complessivo pari nel 2009 a 15,7 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto al 2008. Mentre i carburanti rappresentano la quarta voce di spesa, con un ammontare nel 2009 pari a 40 miliardi di euro, in calo del 10% sul dato 2008. Sulla spesa per carburanti fa sapere l'ACI ha inciso un prelievo fiscale del 59%, più o meno in linea con quanto indicato nel rapporto dell'Osservatorio FIGISCrapporto
dell'Osservatorio  FIGISC (Federazione Italiana Gestione Impianti Stradali carburanti) che abbiano analizzato qualche tempo fa. Sulle otto voci di spesa relative ai costi delle automobili, l'Aci, rileva come nel 2009 ne siano aumentate ben sei. Oltre alle voci già presentate, lo scorso anno sono aumentati i costi per la manutenzione dei veicoli del 2% (totale 25,4 miliardi), quelli relativi agli pneumatici dello 0,2% (totale 7,3 miliardi), e ancora quelli relativi ai parcheggi dell'1% ( 8,1 miliardi), quelli del bollo dello 0,5% (8miliardi) e quelli relativi al costo dei pedaggi autostradali pari allo 0,8% (totale 4,1 miliardi di euro.) Analizzando questi dati si può sperare in un inversione di tendenza per i prossimi anni, quantomeno per quanto riguarda i costi per i consumatori del settore RC Auto con la presa di posizione dell'Isvap e il tavolo di trattative avviato per abbassare i costiIsvap
e il tavolo di trattative avviato per abbassare i costi e delle riparazioni, con il nuovo regolamento europeo sulle riparazioniregolamento
europeo sulle riparazioni, che potrebbe far diminuire le spese del 25% nei prossimi anni. I pedaggi autostradalipedaggi
autostradali, invece potrebbero aumentare, o quantomeno questa è la volontà del Governo (e di Anas), sebbene al momento gli aumenti siano stati bloccati dal Consiglio di Stato.
Nonostante il calo complessivo della spesa il 2009 ha visto aumentare il parco circolante delle autovetture di ben 265mila mezzi che hanno raggiunto così quota 36.371.790 unità. Il numero di prime iscrizioni al Pra sono state nel 2009 pari a 2,2 milioni, in linea con il dato 2008 (grazie anche agli incentivi rottamazioni). Le radiazioni sono state invece in numero maggiore rispetto al 2008, con 1 milione e 950mila contro 1 milione e 800mila.
Nonostante l'aumento generale, l'Aci rileva come sia diminuito il parco veicoli percentuale nelle città, in linea con il trend degli ultimi anni. Nel 1985, infatti, il numero delle autovetture circolanti negli otto comuni più grandi rappresentava il 18% del totale, mentre nel 2009 la quota è scesa al 13,5%. Si segnalano solamente le città di Firenze e Napoli, in leggera crescita rispetto al 2008.
Secondo i dati riportati dall'Aci il rapporto medio nazionale tra autovetture e popolazione è di 602 vetture ogni 1000 abitanti. La regione con il valore più alto è il Lazio con 670vetture ogni 1000 abitanti, mentre la Liguria è quella con il valore più basso (518). Roma è la città in cima alla classifica dei Comuni con il maggior numero di auto per abitante (693 ogni mille), mentre Genova all'ultimo (467 su mille).

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IN ITALIA L'INQUINAMENTO DA PM10 È RESPONSABILE DI QUASI 6000 MORTI ALL'ANNO

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portaleautomobilista.gifAbbiamo visto nei giorni scorsi come, secondo un'indagine Istat, tra le prime trenta città europee più inquinate da pm 10, ben 11 siano italianetra
le prime trenta città europee più inquinate da pm 10, ben 11 siano
italiane. Tra queste Torino risulta la quarta città più inquinata d'Europa in termini di numero di giorni di superamento del valore limite segnalato dall'Unione Europea. Per più di 100 giorni all'anno i torinesi sono esposti a valori di PM10 superiori alla soglia massima indicata dagli organismi europei (50 μg/m3).
L'occasione per tornare sull'argomento ce la porge Nomisma che ha effettuato uno studio dal titolo “I filtri antiparticolato per la qualità dell’aria nelle aree urbane ” sugli effetti del particolato nelle nostre città.


IL PARTICOLATO
L'indagine chiarisce il concetto di particulate matter (PM), le polveri sottili, ovvero quell'insieme di particelle solide e liquidi che si trovano nell'aria e sono responsabili dell'incremento di decessi e patologie di carattere respiratorio.
La pericolosità del particolato diviene rilevanti quando le particelle sono piccole, al di sotto di 10micron (da cui PM10). Lo studio di Nomisma rileva come il trasporto veicolare sia il settore al quale si attribuisce il 47% delle emissioni di PM10. All'interno del settore dei trasporti si rileva come i veicoli a maggior impatto di emissioni siano quelli a gasolio ed in particolare i veicoli commerciali leggeri e gli autobus. Questo perché per motivazioni di pubblico servizio hanno accessi privilegiati agli ambiti urbani, dove la minaccia sanitaria è più elevata, sono spesso datati e con bassi livelli di adeguamento agli standard ambientali


CITTÀ TROPPO INQUINATE
I dati analizzati sulla base del Sistema Informativo Nazionale Ambientale e dei dati forniti da Legambiente raccontano che i limiti previsti dalla normativa sul PM10 sono stati superati in 57 capoluoghi sugli 88 considerati, ben il 65%.
Come è facile da ipotizzare sono le regioni del Nord, soprattutto nella zona della Pianura Padana, quelle con i dati peggiori relativi al PM10. Torino si conferma la città italiana più inquinata con una media urbana pari a 56,5 μg/m3, seguita da Milano con 49,2 e Padova con 46,7 μg/m3. I dati analizzati riguardano gli anni dal 2006 al 2008 delle prime 15 città italiane per popolazione, sia per ciò che riguarda le aree urbane che quelle non urbane. La città con la più bassa media urbana risulta Trieste con 27,8 micron di Pm10 per metro cubo, seguita da Catania con 29,3 e da Messina con 32 μg/m3.


SCENARI SANITARI CRITICI
Lo studio analizza il Il burden of disease (il peso della malattia) relativo all'inqunamento da PM10 delle città Italiane.
La letteratura sanitaria rileva come elevati livelli di Pm10 siano producano una forte riduzione della speranza di vita e siano responsabili di patologie come: l’alterazione delle funzionalità polmonari, la riduzione di alcune, l’asma e la bronchite (specie nei bambini) e l'aumento delle malattie cardiorespiratorie. Ciò si traduce anche in incrementi dei costi economici per i ricoveri ospedalieri, producendo indirettamente un peggioramento dell’efficienza del sistema sanitario nel suo complesso. Secondo l'indagine, rispetto alle cause di morte, le concentrazioni di PM10 oltre μg/m3 produrrebbero 5876 morti all'anno, nelle 15 città considerate. Le cause di morte tengono conto della sola popolazione oltre i 30 anni di vita ed escludono le cause accidentale. Tra le patologie maggiormente associate al PM10 si osserva la presenza di tumori maligni della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni, responsabili di 534 decessi sul totale di 5876 (9,08%). Se si considerano gli effetti acuti relativi a malattie del sistema circolatorio e respiratorio , il numero di decessi attribuibile a PM10 sarebbe pari a 953, di cui l'80% ascrivibile a patologie circolatorie e il rimanenti a patologie respiratorie.
Sul fronte dei costi, lo studio segnala che nel 2007 i costi da ricoveri da PM10 relativi solamente alle città di Milano, Roma e Bologna superano i 5,3 milioni di euro. Per avere una stima del peso economico dell'inquinamento sulla collettività, a questi costi andrebbero sommati i costi relativi alle terapie non ospedaliere (farmaci, riabilitazioni) e la perdita di ore di lavoro causate dalle patologie. Secondo Nomisma l'impatto economico delle sole patologie respiratorie e cardiocircolatorie attribuibili al PM10 sarebbe di 6,4 milioni di euro annui, considerando anche il decremento delle retribuzioni. Un costo che andrebbe considerato dagli amministratori politici, soprattutto perché coinvolge o meglio sconvolge le vite di intere famiglie.

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AUTOSTRADE PER L’ITALIA E PIRELLI LANCIANO UNA CAMPAGNA DI CONTROLLO GRATUITO DEGLI PNEUMATICI

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autostradepirelli.gifUna recente indagine effettuata da Federpneus e Assogomma, in collaborazione con la Polizia Stradale ha rilevato che oltre il 50% degli italiani viaggia con gomme sotto gonfiate, lisce o danneggiate o addirittura non omologate. Questo può comportare seri pericoli per la circolazione oltre che, come abbiamo visto, incidere anche sui consumi di carburante fino al 20%incidere
anche sui consumi di carburante fino al 20%. Qualità e corretta manutenzione degli pneumatici rappresentano due delle parole d'ordine principali per la prevenzione degli incidenti stradali. Lo pneumatico, infatti, è l'unico punto di contatto tra l'automobile il manto stradale, risultando perciò determinante sia in casi di frenata che per la tenuta in strada del mezzo nelle diverse condizioni stradali (fondo scivoloso, pioggia, neve). In certe condizioni uno pneumatico sotto gonfiato o usurato può aumentare di parecchi metri , fino al 70% in più la frenata, rendendo difficiloltoso il controllo del veicolo.
Per questo motivo Pirelli ha avviato, in collaborazione con Autostrade per l'Italia, un'iniziativa di prevenzione e sensibilizzazione alla sicurezza stradale, che durerà tutta l'estate. Durante i Weekend estivi prenderà luogo la campagna Safe&Go, attraverso una serie di check up gratuiti nei punti di controllo Pirelli, dislocati nei punti nevralgici i delle rete di Autostrade per l’Italia. Tecnici specializzati verificheranno lo status delle gomme, dalla pressione all'integrità del fianco esterno dello pneumatico, per finire con la misurazione del battistrada residuo. Il controllo si concluderà con il rilascio di un attestato di controllo che segnalerà lo stato di salute delle gomme.
Inoltre agli automobilisti verrà anche consegnato del materiale informativo sulla corretta manutenzione degli pneumatici e verrà regalato uno spessimetro. Questo strumento serve a verificare autonomamente la profondità del battistrada degli pneumatici, che per legge non può essere inferiore a 1,6 millimetri.
Autostrade per l'Italia dal canto suo provvederà ad invitare gli automobilisti a verificare lo stato degli pneumatici nelle aree di servizio attrezzate, attraverso i pannelli a messaggio variabile. La campagna verrà inoltre promossa attraverso radio, internet, carta stampata e per mezzo di 250mila manuali sulla sicurezza stradale contenenti il decalogo, ideato e promosso da Autostrade per l’Italia, contenente le regole da seguire per viaggiare in sicurezza.
La Campagna coinvolgerà anche 1400 gommisti della rete di vendita Pirelli, che avranno il compito di informare gli automobilisti sull'importanza della manutenzione dei pneumatici. Lo sforzo di Pirelli è però non solo informativo ma anche di tipo economico (oltre che promozionale). Infatti l'iniziativa è accompagnata da una serie di incentivi per la sostituzione degli pneumatici. E' previsto un contributo di 170 euro per chi deciderà di sostituire , entro il 14 agosto le proprie gomme con pneumatici Pirelli. L'incentivo sicurezza prevede che 100 euro siano erogati per l'acquisto entro il 31 maggio 2011 di un treno di gomme, mentre fino a 70 euro verranno erogati in bonus sui pedaggi autostradali per i soli possessori di Telepass Premium. 


L'IMPEGNO DI PIRELLI E AUTOSTRADE PER L'ITALIA PER LA SICUREZZA
Pirelli si impegna da anni nella ricerca di soluzioni alternative per la salvaguardia dell’ambiente e per la sicurezza stradale. Un'importante passo in avanti in questa direzione è la decisione di rendere obbligatorio in Europa dal 2012 l’adozione di sistemi per il monitoraggio elettronico della pressione degli pneumatici a bordo delle nuove vetture.

 

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AUTO ELETTRICA: MIRA EV PERCORRE OLTRE 1000 KM CON UNA SINGOLA CARICA, È RECORD

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Miraev.gifL'Associazione Giapponese dei Veicoli Elettrici (Japan Electric Vehicle Club, conosciuta anche con l'acronimo di JEVC), ha reso noto che uno dei propri prototipi è riuscito a siglare un nuovo record di autonomia della batteria alimentante un'auto elettrica, portando quasi al raddoppio i chilometri percorsi grazie a un'unica operazione di ricarica della stessa unità. Chiamare “batteria” il motore energetico che sta dietro la Mira EV – questo il nome dei veicolo del Club – è tuttavia riduttivo: la “batteria” è in realtà una complessa struttura realizzata dalla locale Sanyo Electric, composta da oltre 8 mila vere batterie agli ioni di litio, frutto di una recente innovazione tecnologica che non dovrebbe ad ogni modo aver esaurito le proprie evoluzioni nel brevissimo termine.  E così, grazie al “motore” predisposto da Sanyo Electric, la Mira EV ha potuto percorrere 1.003,184 chilometri, annullando la precedente best performance compiuta dalla stessa auto, che alla fine del 2009 era riuscita a percorrere poco più di 555 chilometri con un'unica carica energetica al proprio complesso di batterie. Il conseguimento del record da parte del Club ha suscitato grande attenzione tra i media e i possibili investitori, e non solo per quanto riguarda il ristretto – ma crescente – segmento dedito alle energie ecocompatibili. L'avventura della Mira EV è infatti stata seguita da diverse televisioni, che hanno potuto documentare le 27 ore di attività continua del motore dell'auto del Club giapponese, svoltesi in un circuito a poca distanza dalla zona periferica di Tokyo.

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