Lunedi, 18 Giugno 2018

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IN ITALIA L'INQUINAMENTO DA PM10 È RESPONSABILE DI QUASI 6000 MORTI ALL'ANNO


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In Italia l'Inquinamento da PM10 è Responsabile di Quasi 6000 Morti all'Anno | Emissioni |

Abbiamo visto nei giorni scorsi come, secondo un'indagine Istat, tra le prime trenta città europee più inquinate da pm 10, ben 11 siano italianetra
le prime trenta città europee più inquinate da pm 10, ben 11 siano
italiane. Tra queste Torino risulta la quarta città più inquinata d'Europa in termini di numero di giorni di superamento del valore limite segnalato dall'Unione Europea. Per più di 100 giorni all'anno i torinesi sono esposti a valori di PM10 superiori alla soglia massima indicata dagli organismi europei (50 μg/m3).
L'occasione per tornare sull'argomento ce la porge Nomisma che ha effettuato uno studio dal titolo “I filtri antiparticolato per la qualità dell’aria nelle aree urbane ” sugli effetti del particolato nelle nostre città.


IL PARTICOLATO
L'indagine chiarisce il concetto di particulate matter (PM), le polveri sottili, ovvero quell'insieme di particelle solide e liquidi che si trovano nell'aria e sono responsabili dell'incremento di decessi e patologie di carattere respiratorio.
La pericolosità del particolato diviene rilevanti quando le particelle sono piccole, al di sotto di 10micron (da cui PM10). Lo studio di Nomisma rileva come il trasporto veicolare sia il settore al quale si attribuisce il 47% delle emissioni di PM10. All'interno del settore dei trasporti si rileva come i veicoli a maggior impatto di emissioni siano quelli a gasolio ed in particolare i veicoli commerciali leggeri e gli autobus. Questo perché per motivazioni di pubblico servizio hanno accessi privilegiati agli ambiti urbani, dove la minaccia sanitaria è più elevata, sono spesso datati e con bassi livelli di adeguamento agli standard ambientali


CITTÀ TROPPO INQUINATE
I dati analizzati sulla base del Sistema Informativo Nazionale Ambientale e dei dati forniti da Legambiente raccontano che i limiti previsti dalla normativa sul PM10 sono stati superati in 57 capoluoghi sugli 88 considerati, ben il 65%.
Come è facile da ipotizzare sono le regioni del Nord, soprattutto nella zona della Pianura Padana, quelle con i dati peggiori relativi al PM10. Torino si conferma la città italiana più inquinata con una media urbana pari a 56,5 μg/m3, seguita da Milano con 49,2 e Padova con 46,7 μg/m3. I dati analizzati riguardano gli anni dal 2006 al 2008 delle prime 15 città italiane per popolazione, sia per ciò che riguarda le aree urbane che quelle non urbane. La città con la più bassa media urbana risulta Trieste con 27,8 micron di Pm10 per metro cubo, seguita da Catania con 29,3 e da Messina con 32 μg/m3.


SCENARI SANITARI CRITICI
Lo studio analizza il Il burden of disease (il peso della malattia) relativo all'inqunamento da PM10 delle città Italiane.
La letteratura sanitaria rileva come elevati livelli di Pm10 siano producano una forte riduzione della speranza di vita e siano responsabili di patologie come: l’alterazione delle funzionalità polmonari, la riduzione di alcune, l’asma e la bronchite (specie nei bambini) e l'aumento delle malattie cardiorespiratorie. Ciò si traduce anche in incrementi dei costi economici per i ricoveri ospedalieri, producendo indirettamente un peggioramento dell’efficienza del sistema sanitario nel suo complesso. Secondo l'indagine, rispetto alle cause di morte, le concentrazioni di PM10 oltre μg/m3 produrrebbero 5876 morti all'anno, nelle 15 città considerate. Le cause di morte tengono conto della sola popolazione oltre i 30 anni di vita ed escludono le cause accidentale. Tra le patologie maggiormente associate al PM10 si osserva la presenza di tumori maligni della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni, responsabili di 534 decessi sul totale di 5876 (9,08%). Se si considerano gli effetti acuti relativi a malattie del sistema circolatorio e respiratorio , il numero di decessi attribuibile a PM10 sarebbe pari a 953, di cui l'80% ascrivibile a patologie circolatorie e il rimanenti a patologie respiratorie.
Sul fronte dei costi, lo studio segnala che nel 2007 i costi da ricoveri da PM10 relativi solamente alle città di Milano, Roma e Bologna superano i 5,3 milioni di euro. Per avere una stima del peso economico dell'inquinamento sulla collettività, a questi costi andrebbero sommati i costi relativi alle terapie non ospedaliere (farmaci, riabilitazioni) e la perdita di ore di lavoro causate dalle patologie. Secondo Nomisma l'impatto economico delle sole patologie respiratorie e cardiocircolatorie attribuibili al PM10 sarebbe di 6,4 milioni di euro annui, considerando anche il decremento delle retribuzioni. Un costo che andrebbe considerato dagli amministratori politici, soprattutto perché coinvolge o meglio sconvolge le vite di intere famiglie.


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SOLUZIONI
l'indagine di Nomisma conclude la sua analisi con lo studio delle politiche per il miglioramento della qualità dell’aria delle regioni nord (Veneto, Lombardia Emilia- Romagna, Piemonte) e di quelle più critiche in rapporto alla numerosità della popolazione residente (Lazio e Campania).
Tra le soluzioni analizzate emerge come efficace quella di introdurre filtri antiparticolato (denominati sistemi retrofit chiusi) che garantiscono un abbattimento del 90% - 95% delle emissioni di particolato e del 50% di quelle di biossido d’azoto. L'applicazione di questa tecnologia produrrebbe sul parco circolante di mezzi pubblici e veicoli commerciali vantaggi considerevoli in tempi relativamente brevi. Ad esempio, nella città di Milano tale adeguamento potrebbe essere realizzato per quanto riguarda gli autobus in 12-18 mesi con un investimento di circa 30 milioni di euro. Per dotare di filtri chiusi la totalità dei veicoli che circolano a Milano sarebbero necessari 1,5 miliardi di euro per i veicoli a gasolio non commerciali e circa 800 milioni di euro per i veicoli commerciali. Se fosse adottata la prima soluzione relativa ai veicoli non commerciali si otterrebbe un abbattimento del PM10 pari al 7%, mentre “retrofittare” i veicoli commerciali porterebbe ad un abbattimento del particolato pari al 60%.
Lo studio consiglia, dovendo ipotizzare degli interventi mirati all'abbattimento, di agire prioritariamente su autobus e veicoli commerciali. Un'altra soluzione interessante, promossa dalla Regione Lombardia  è l'incentivo di 3000 euro per abbandonare l'auto privata  in favore della mobilità sostenibile3000 euro per abbandonare l'auto privata  in favore della mobilità sostenibile .
Per chi volesse leggere il sommario dello studio, a questo indirizzoquesto
indirizzo è possibile, scaricarne il testo in formato pdf.
Prima di chiudere ricordiamo che recentemente il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la “Guida Sul Risparmio di Carburante e sulle Emissioni di CO2Guida
Sul
Risparmio di Carburante e sulle Emissioni di CO2”, in cui trovare oltre ai consigli per una guida maggiormente ecosostenibile anche l'elenco dei modelli meno inquinanti disponibili in commercio.

 

   


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RISORSE:



 

CREDIT
Si ringrazia l'utente yhancik yhancik
di flickr per l'immagine

 


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