Giovedi, 23 Novembre 2017

Edilizia

EFFICIENZA ENERGETICA: IN NOVE EDIFICI SU DIECI PRESENTI RILEVANTI DISPERSIONI DI CALORE

termofoto1502.gifNell'anniversario del Protocollo di Kyoto, Legambiente ha lanciato la campagna “Tutti in classe A”, dedicata a sensibilizzare sul tema dell'efficienza energetica nell'edilizia residenziale e pubblica. Secondo l'associazione il campo dell'edilizia potrebbe diventare il settore di punta dell’innovazione energetica e insieme alle energie rinnovabili potrebbe contribuire sia alla riduzione delle bollette dei cittadini che alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Attualmente la situazione dell'edilizia in Italia sul fronte dell'efficienza energetica è piuttosto critica con pesanti ripercussioni sia sull'ambiente che sulle tasche dei cittadini. Pareti non isolate, finestre inadeguate, ponti termici tra diversi materiali sono elementi comuni nelle case italiane e sono responsabili in nove casi su dieci di rilevanti dispersioni di calore con la conseguente necessità di un maggiore ricorso ai sistemi di riscaldamento (o di condizionamento, in estate). Una situazione di non poco conto visto che secondo le stime del Ministero dello Sviluppo economico, il peso degli usi civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali. Per cui da case non efficienti derivano buona parte dei gas climalteranti. Sul fronte dei costi il responsabile Energia di Legambiente, Edoardo Zanchini, ha ricordato che le case di “Classe A”, a parità di comfort, possono ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un i costi, per un risparmio tra i 200 e i 500 Euro l’anno a famiglia. In termini numerici basti pensare che un edificio certificato di Classe A ha bisogno di circa 30 kWh/mq all'anno per il riscaldamento, contro i 70 kWh/mq anno di un edificio nuovo di Classe C e i 120 kWh/mq anno di un edificio di Classe E.


PRINCIPALI RISULTATI
I dati parlano chiaro su 100 edifici tra appartamenti e uffici analizzati dai tecnici di Legambiente in 15 città italiane, solo 11 (tutti costruiti a Bolzano) sono stati quelli “promossi” dall'associazione. Insomma un quadro desolante (seppur parziale della situazione) in cui la quasi totalità degli edifici censiti durante la campagna ha presentano carenze strutturali relative alle dispersioni di calore.


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AGENZIA ENTRATE: AGGIORNAMENTO GUIDA SULLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

agefiscristedi2011.gifL'Agenzia delle Entrate dopo aver pubblicato l'update della guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energeticoguida
alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, ritorna con un nuovo aggiornamento di uno dei suoi “best seller” della serie “l'Agenzia informa”. Si tratta della revisione della Guida alla agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizieGuida
alla agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie pubblicata dall'Amministrazione Fiscale due anni fa. La nuova versione aggiornata a ottobre 2010, descrive i metodi per poter utilizzare al meglio gli sconti d'imposta previsti per gli interventi di recupero edilizio.
Questo pacchetto di interventi era stato introdotto per la prima volta nel 1998 e prolungato dalla legge finanziaria per il 2008 fino a fine 2010. La legge finanziaria 2010 ha esteso la proroga fino al 31 dicembre 2012 sia per la detrazione del 36% delle spese sostenute per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, che per la detrazione d’imposta sull’acquisto di immobili ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative.
Si tratta di misure importanti e di assoluto successo, visto che, come sottolinea la stessa Agenzia delle Entrate dal 1998 ad oggi sono state richieste ben 4,3milioni di agevolazionidal
1998 ad oggi sono state richieste ben 4,3milioni di agevolazioni, di cui 280 mila solo nei primi 7 mesi del 2010 (+12% su base annua).
Nell'aggiornamento della guida sono esposte in dettaglio le istruzioni per poter utilizzare al meglio le principali agevolazioni fiscali previste per gli interventi di recupero edilizio. Vediamo in sintesi quali sono queste agevolazioni


DETRAZIONE IRPEF PER I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
I contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) le spese sostenute fino al 31 dicembre 2012 per la ristrutturazione immobili ad uso abitativo. Il beneficio sul quale calcolare la detrazione del 36% spetta fino al limite massimo di spesa di 48 mila euro (per unità immobiliare) da suddividere in dieci anni.
Si tratta di una detrazione d'imposta e non di un rimborso per cui i contribuenti hanno diritto a a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione


L’IVA SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
La Finanziaria 2010 ha disposto che il regime agevolato dell'Iva diventi permanente, mentre in precedenza era stato fissato il termine al 31 dicembre 2011. L'Agevolazione prevede l'applicazione dell'Iva ridotta al 10% per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali. Per usufruire dell’agevolazione, a differenza di ciò che si prevede per la detrazione del 36% e del 55% per il risparmio energetico, non occorre indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata.


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PROROGA INCENTIVI DEL 55%: UNA SCELTA CHE PORTA VANTAGGI AMBIENTALI, SOCIALI ED ECONOMICI AL PAESE

serramentiatagliotermico.gifEntro fine anno andrà discussa la proroga per le agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di risparmio energetico in edilizia. A tal proposito riportiamo l'opinione di ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico), secondo cui gli incentivi restituiscono vantaggi ambientali ma anche sociali ed economici.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, il Presidente di ANIT, Valeria Erba, ricorda che la nuova direttiva europea sull’efficienza degli edifici, EPBD (Energy Performance Buildings Directive), impone edifici di nuova costruzione ad energia quasi zero entro il 2020. Ora siccome gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia dell'Unione, si capisce come risulti fondamentale preparare gli edifici già esistenti a rispondere meglio alle richieste future. Gli incentivi fiscali del 55%, da questo punto hanno già fatto molto, visto che i 591800 interventi di riqualificazione energetica, dal 2007 a maggio 2009, hanno permesso di risparmiare 4.418 Gwh di energia e all'ambiente 940 mila tonnellate di emissioni di CO2 . Secondo la Erba il successo degli incentivi è da ascriversi alla semplicità con la quale i consumatori hanno avuto accesso alle agevolazioni.
Molti sostengono che la detrazione fiscale in realtà porti danno allo Stato in termini di mancato guadagno. Tecnicamente è così, spiega il presidente di ANIT, tuttavia ad un'analisi più profonda si capisce come in realtà lo Stato non esca in perdita da questa operazione, anzi. Secondo le stime effettuate dal Cresme per Enea, infatti, su un costo dell’investimento di 11.100 milioni di euro la detrazione e quindi i mancati guadagni per le casse dello Stato sarebbero di 6.110 milioni di euro. A questa perdita però vanno sottratti, spiega l'Anit 3.100 milioni di euro per il risparmio cumulato per la bolletta energetica e 3.150 milioni di euro per il gettito aggiuntivo dovuto all’emersione del nero, andando ad azzerare quindi il conto. Il calcolo forse non tiene conte dell'attualizzazione dei flussi di cassa, dovuti al differimento temporale degli esborsi, tuttavia, nel calcolo andrebbe considerato anche 4.310 milioni di euro di aumento del valore degli immobili riqualificati. Senza contare poi la possibilità di ridurre le multe salate che la Comunità Europea potrebbe comminarci per il mancato raggiungimento degli obiettivi condivisi. E nemmeno l'utilità sociale, in termini di nuovi posti lavorativi che il provvedimento ha garantito nel settore della Green economy e in termini di coscienza ambientale nei consumatori, sul tema della certificazione energetica.


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LEGAMBIENTE:SERVONO 70 ANNI PER LIBERARE L'AQUILA DALLE MACERIE, NECESSARIO UN PIANO DI RICICLO

laquilaterrelega0610.gifTra 69 anni e L'Aquila e l'Abruzzo saranno finalmente liberi dalle macerie del terremoto di 18 mesi fa. A sostenerlo è Legambiente, nel dossier “Macerie, anno zero”, in cui viene affrontato il tema delle ricostruzioni post terremoto a L'Aquila e negli altri 56 centri urbani colpiti dal sisma. Il documento cerca di mettere a fuco ruoli e responsabilità del mancato sgombero dei detriti e del mancato inizio della fase di ricostruzione, perchè, sostiene Legambiente, il territorio abruzzese è ancora sommerso da macerie, che hanno trasformato i centri storici in depositi di stoccaggio.
Il primo punto debole contestato dall'associazione alla macchina pubblica, riguarda la valutazione delle macerie prodotte dal crollo del 6 aprile e dalle demolizioni controllate degli edifici pericolanti. Secondo alcuni studi le stime dei calcinacci sarebbero maggiori rispetto a quelle riscontrate dalla Regione a luglio 2010, in collaborazione con i Vigili del fuoco e il Cnr. Ma oltre oltre alla discordanza sui numeri, fenomeno piuttosto diffuso nella società italiana, il principale problema riguarda lo stoccaggio dei rifiuti. Fino ad oggi la maggior parte delle macerie sono state portate alla cava ex Teges (a Paganica), che però sta assumendo sempre più il rango di discarica, da sito di stoccaggio temporaneo che ricopriva in origine. Esistono diversi problemi a localizzare nuovi siti idonei, col risultato che tra rimpalli di responsabilità e ritardi si è perso, secondo l'associazione ambientalista parecchio tempo.
Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha dichiarato in proposito che rimuovere le macerie dalle strade e dalle piazze dell’Aquila e di tutti gli altri comuni del cratere è il primo atto concreto di una vera ricostruzione. Un compito arduo se mancano le procedure e non esistono stime certe sulle macerie da rimuovere. L'associazione sottolinea anche l'importanza di provvedere nella fase post terremoto all'avvio di un attività di riciclo dei materiali contenuti nelle macerie, a cominciare dagli inerti che ne sono la parte più consistente. Infatti nonostante la legge 203/2003 preveda che negli appalti pubblici debba essere impiegato il 30% di materiali riciclati (anche nel settore edile), in Abruzzo (e non solo) non vi traccia di alcun riciclo.
Il presidente Legambiente Abruzzo, Angelo Di Matteo, ha sottolineato l'importanza di collocare un impianto, che cominci a lavorare da subito le macerie del terremoto, altrimenti si corre il rischio che non ve ne sia alcuno nemmeno in futuro. Per di Matteo il problema è duplice, da un lato la lentezza nella rimozione delle macerie che impedisce ai cittadini di ricostruire le proprie abitazioni e dall'altro la non applicazione delle normative vigenti che pregiudica la nascita di una nuova filiera imprenditoriale del riciclo.

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PROGETTI DI EFFICIENZA ENERGETICA: IL PAVIMENTO CERAMICO FOTOVOLTAICO E LA TEGOLA SOLARE

edilizia | Page 4

tegolasolare.gifIn un nostro recente articolo abbiamo analizzato alcune soluzioni innovative per la gestione efficiente della luce solare all'interno delle nostre case o ufficigestione
efficiente della luce solare all'interno delle nostre case o uffici. Si trattava di oggetti di uso comune, come tende, finestre o tapparelle ottimizzate tramite moduli fotovoltaici per sfruttare la luce solare. Oggi vogliamo proporre altre due interessanti “novità” che permettono di integrare la tecnologia fotovoltaica all'interno (anche se sarebbe meglio dire all'esterno) di case, uffici. e più in generale edifici. Sappiamo che uno degli aspetti da cui dipende la remunerazione degli incentivi del conto energia è l'integrazione architettonica dei moduli fotovoltaici. Più un impianto è integrato con l'edificio, più alto sarà l'incentivo. Sappiamo anche che in molte città italiane l'installazione di moduli fotovoltaici incontra diversi problemi normativi, a causa della presenza di vincoli architettonici o comunque della decisione delle amministrazioni di non modificare l'aspetto estetico degli edifici. Le soluzioni che proporremo oggi, anche se non applicabili insindacabilmente, rappresentano un passo ulteriore verso l'integrazione dei moduli fotovoltaici negli edifici.


IL PAVIMENTO FOTOVOLTAICO
Il primo progetto consiste in un pavimento fotovoltaico integrato nelle piastrelle in ceramica, che dovrebbe essere commercializzato già entro la fine di quest'anno.
Nato da una collaborazione tra la divisione Butech del gruppo PorcelanosaPorcelanosa e Onyx Solar, il progetto prevede che un vetro solare fotovoltaico sia incastonato direttamente nella ceramica della piastrella. Il pavimento diventa così calpestabile e resistente come qualsiasi altro, garantendo però allo stesso tempo la possibilità di produrre energia. Queste caratteristiche rendono il progetto ideale per sfruttare alcuni spazi come giardini esterni, terrazze o , ma anche grandi strutture pubbliche come terrazze di centri commerciali o parcheggi esterni. Gli aspetti positivi sembrano essere diversi, dalla possibilità di non modificare la struttura a quella di avere un impianto fotovoltaico perfettamente integrato. C'è da sperare che l'idea abbia successo e non sia molto “costosa”, perché permetterebbe senza molte modifiche di diminuire l'impatto ambientale degli edifici.

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