Mercoledi, 13 Dicembre 2017

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Efficienza Energetica: l'Italia Deve Darsi Obiettivi Più Ambiziosi per Ridurre i Consumi


Efficienza Energetica, edilizia,

Nei giorni scorsi abbiamo visto che il patrimonio edilizio italiano è responsabile del 36% dei consumi elettrici e che quindi il tema dell'efficienza energetica diventa centrale nella progettazione di un futuro sostenibile per il nostro Paese. Sul tema sono tornate recentemente Legambiente e AzzeroCO2 nell'ambito del convegno “L’Italia alla sfida del clima”, in cui si è sottolineato il potenziale elevatissimo di risparmio ottenibile in Italia, investendo sull'efficienza energetica. Venendo ai dati, lo studio ha evidenziato in primo luogo, quanto fatto in Italia negli ultimi anni per quanto riguarda la riduzione dei consumi elettrici, non solo per via della crisi, ma anche grazie ai provvedimenti quali la detrazione fiscale del 55% (che non è stata prorogata nel maxiemendamento alla legge di stabilità) e i titoli di efficienza energetica o certificati bianchi.

Il risultato è stata la diminuzione del consumo finale lordo di energia da 146,5 MTEP del 2005 a 137,5 MTEP del 2010. Il problema per quanto riguarda lo studio è essenzialmente duplice anche se riconducibile alle scelte politiche in tema di energia, ovvero obiettivi troppo timidi per quanto riguarda l'efficienza energetica e una certa titubanza nel confermare i meccanismi di incentivazione.
Basti pensare che il potenziale di risparmio energetico stimato da Confindustria è di circa 86 MTEP nel periodo 2010-2020 per un risparmio di circa 14 miliardi di euro per la collettività.
Tuttavia lo studio,studio, che affronta il tema con una precisa analisi dei costi benefici degli incentivi legati ai titoli di efficienza energetica per le varie categorie di intervento, sottolinea l'importanza di ponderare con attenzione i campi di intervento più efficaci per raggiungere i risultati di riduzione dei consumi, anche in considerazione della crisi economica che stiamo attraversando.

Le recenti modifiche approntate al meccanismo dei certificati bianchi vanno, secondo il Presidente di AzzeroCO2, Beppe Gamba, nella direzione giusta e valorizzeranno gli interventi più impegnativi. Tuttavia per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei occorreranno misure più forti e più efficaci a cominciare dal campo dell'esenzioni fiscali.
Dello stesso avviso anche il responsabile energia di Legambiente, Edoardo Zanchini, secondo cui l'Italia deve guardare ai vantaggi che otterrebbe investendo nel contesto dell'efficienza energetica, sia in termini di bollette meno care per i consumatori, che in termini di lavoro e di recupero della competitività da parte delle imprese.
Il primo passo deve essere quello di raddoppiare gli obiettivi dei piani nazionali in termini di riduzione dei consumi energetici finali, portandoli da 15 ad almeno 30 MTEP entro il 2020. Va poi resa stabile e certa la politica energetica italiana, di modo che ci sia una linea programmatica da seguire e non come ora un'alternanza di proroghe e passi indietro. Un impegno a cui il nuovo governo Monti, secondo Legambiente, non potrà sottrarsi soprattutto in due ambiti precisi: la proroga delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica in edilizia e le politiche per il trasporto ferroviario che come abbiamo visto rischiano di subire un vero e proprio tracollo a partire dal prossimo anno.
Il terzo punto cruciale, sempre relativo all'edilizia riguarda la direttiva europea che impone dal 2021 che tutti i nuovi edifici, pubblici e privati, debbano sostanzialmente azzerare i consumi energetici. Vista la situazione attuale del nostro patrimonio edilizio non si può più aspettare e bisogna intervenire con misure che promuovano le prestazioni del settore ad esempio stabilendo da subito lo standard minimo di Classe A per gli edifici di nuova costruzione e le ristrutturazioni di una certa dimensione.
 
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