Mercoledi, 20 Giugno 2018

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IL 36% DELLE SCUOLE RICHIEDE INTERVENTI DI MANUTENZIONE URGENTI, UNA SU DUE È SITA IN ZONE SISMICHE


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Bocciati gli edifici scolastici italiani, che nel 36% dei casi necessitano di interventi di manutenzione urgenti. Questa l'ultima fotografia scattata da Legambiente sull'edilizia scolastica italiana caratterizzata da edifici spesso non in possesso del certificato di agibilità (solo sei su 10 lo hanno) e nel 50% dei casi ubicati in aree a rischio sismico. Che gli edifici scolastici non fossero il massimo dal punto di vista della salute, lo avevamo già rilevato grazie allo studio pilota Hese, secondo cui nell'80% delle scuole si superano i livelli di PM10nell'80%
delle scuole si superano i livelli di PM10. Ma in quel caso il pessimo risultato italiano era quantomeno condiviso con altri Stati Europei, segno di un problema più generale, mentre questa volta la bocciatura è specifica e sonora.
L'indagine di Legambiente dal titolo “Ecosistema scuola 2011Ecosistema scuola 2011” e giunta all'undicesima edizione, ha preso in considerazione le scuole per l'infanzia, primarie e secondarie di primo grado di 93° capoluoghi di provincia, mostrando gravi inefficienze, dovute anche all'anzianità degli edifici. Nel 65% dei casi, infatti, le strutture scolastiche sono state costruite prima del 1974, anno dell’entrata in vigore dei provvedimenti per le costruzioni localizzate in aree sismiche. E i risultati, come si suol dire in questi casi si vedono. Un edificio su due è situato in aree a rischio sismico, il 9% è a rischio idrogeologico, l'8% è addirittura a rischio vulcanico, meno del 50% degli edifici possiede il certificato di collaudo statico e solo il 10,14%  è costruito secondo criteri antisismici
Qualche risultato sul fronte della sicurezza è stato raggiunto visto che in quasi la totalità degli edifici vengono fatte le prove di evacuazione e in più del 90% delle strutture sono presenti porte antipanico. Tuttavia, come sottolinea Legambiente, si tratta di risultati marginali, se si considerata che, oltre a quanto già riportato, solo il 35,41% delle scuole è dotato delle certificazioni di prevenzione incendi e poco più di una su due ha le scale di sicurezza.
L'indagine metti in luce poi come nonostante nel Mezzogiorno gli edifici siano sostanzialmente più giovani, il 52% delle scuole del Sud e il 53% di quelle delle isole necessitano interventi di manutenzione urgente, a fronte di una media di circa il 26% degli edifici del Nord e del Centro. Ma tra Nord e Sud esiste anche una differenza sostanziale per quanto riguarda l'investimento medio di manutenzione straordinaria che nelle regioni settentrionali risulta mediamente di 53.473 euro, mentre in quelle meridionali di 22.482 ( 27.193 euro è il valore del Centro). Ciò denota,rileva l'associazione, anche un diverso approccio politico-amministrativo nella gestione complessiva dell’edilizia scolastica. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria il gap tra Nord e Sud è ancora maggiore con una media di investimento pari a 12.003 euro ad edificio contro i 4.902.

 


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Abbiamo visto, nelle scorse settimane che nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, risulta praticare sport il 76,9% dei maschi e il 57,5% delle femmine11
e i 14 anni, risulta praticare sport il 76,9% dei maschi e il 57,5%
delle femmine, tuttavia forse non tutto il merito va alla Scuola, dato che, come rileva Legambiente, sono sprovviste di strutture sportive il 45% delle scuole.
Scarsa l'attenzione delle amministrazioni pubbliche anche per quanto riguarda il rischio ambientale, visto che il 18% dei comuni non esegue il monitoraggio delle strutture in amianto e il 70% non effettua quello relativo al radon. I rischi derivati a vicinanza ad elettrodotti vengono monitorati solo dall’11% dei comuni e presenti in una percentuale del 3,4%. Inoltre quasi il 17% degli edifici si trova invece a meno di 5 Km da industrie e il 10,5% a meno di un km da fonti di inquinamento acustico. Il 15% delle strutture scolastiche è poi ubicato in prossimità di antenne per i cellulari mentre il 4% degli edifici si trova vicino a emittenti radio televisive.
Infine il rapporto segnala come in stallo i dati sulla raccolta differenziata che sebbene abbia raggiunto l'80% delle scuole non fa progressi da tempo. Il biologico ha raggiunto invece l’87% delle mense, ma solo nell'8,66% dei casi vengono offerti cibi interamente bio, mentre nel resto delle strutture la percentuale dichiarata di prodotti biologici raggiunge il 54%. positivo è invece il trend relativo al risparmio energetico con una crescita negli ultimi quattro anni delle scuole che utilizzano fonti di illuminazione a basso consumo dal 46,5% a più di 63%, mentre quelle che utilizzano energia da fonti rinnovabili hanno superato l’8%.

 

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