Venerdi, 22 Giugno 2018

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PROROGA INCENTIVI DEL 55%: UNA SCELTA CHE PORTA VANTAGGI AMBIENTALI, SOCIALI ED ECONOMICI AL PAESE


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Entro fine anno andrà discussa la proroga per le agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di risparmio energetico in edilizia. A tal proposito riportiamo l'opinione di ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico), secondo cui gli incentivi restituiscono vantaggi ambientali ma anche sociali ed economici.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, il Presidente di ANIT, Valeria Erba, ricorda che la nuova direttiva europea sull’efficienza degli edifici, EPBD (Energy Performance Buildings Directive), impone edifici di nuova costruzione ad energia quasi zero entro il 2020. Ora siccome gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia dell'Unione, si capisce come risulti fondamentale preparare gli edifici già esistenti a rispondere meglio alle richieste future. Gli incentivi fiscali del 55%, da questo punto hanno già fatto molto, visto che i 591800 interventi di riqualificazione energetica, dal 2007 a maggio 2009, hanno permesso di risparmiare 4.418 Gwh di energia e all'ambiente 940 mila tonnellate di emissioni di CO2 . Secondo la Erba il successo degli incentivi è da ascriversi alla semplicità con la quale i consumatori hanno avuto accesso alle agevolazioni.
Molti sostengono che la detrazione fiscale in realtà porti danno allo Stato in termini di mancato guadagno. Tecnicamente è così, spiega il presidente di ANIT, tuttavia ad un'analisi più profonda si capisce come in realtà lo Stato non esca in perdita da questa operazione, anzi. Secondo le stime effettuate dal Cresme per Enea, infatti, su un costo dell’investimento di 11.100 milioni di euro la detrazione e quindi i mancati guadagni per le casse dello Stato sarebbero di 6.110 milioni di euro. A questa perdita però vanno sottratti, spiega l'Anit 3.100 milioni di euro per il risparmio cumulato per la bolletta energetica e 3.150 milioni di euro per il gettito aggiuntivo dovuto all’emersione del nero, andando ad azzerare quindi il conto. Il calcolo forse non tiene conte dell'attualizzazione dei flussi di cassa, dovuti al differimento temporale degli esborsi, tuttavia, nel calcolo andrebbe considerato anche 4.310 milioni di euro di aumento del valore degli immobili riqualificati. Senza contare poi la possibilità di ridurre le multe salate che la Comunità Europea potrebbe comminarci per il mancato raggiungimento degli obiettivi condivisi. E nemmeno l'utilità sociale, in termini di nuovi posti lavorativi che il provvedimento ha garantito nel settore della Green economy e in termini di coscienza ambientale nei consumatori, sul tema della certificazione energetica.



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Per cui alla luce di ciò appare importante prepararsi alla nuova normativa, agendo sul patrimonio già esistente, visto che gli edifici di nuova costruzione sono una percentuale minima del patrimonio edilizio del nostro Paese e che comunque questi immobili dovranno a breve ”nascere” come edifici ad energia quasi zero. Ecco, quindi perchè occorre rinnovare questi incentivi (detrazione del 55%) affiancandoli magari ad eco-prestiti di modo da dare la possibilità a tutti di portare avanti interventi di riqualificazione energetica.


CHE FARE IN CASO DI MNCATA PROROGA DEGLI INCENTIVI
Nel Caso in cui le agevolazioni fiscali del 55% dei lavori edilizi per il risparmio energetico non venissero prorogate, i consumatori che non ultimano i lavori entro fine 2010, potranno beneficiare del bonus Irpef, solamente se effettuano i pagamenti tramite bonifico entro il 31 dicembre. I pagamenti effettuati tramite bonifico entro la fine del 2010, sono detraibili dall'irpef al 55%, anche se sono riferiti a lavori che verranno eseguiti nel 2011. In caso di mancata proroga degli incentivi, dal prossimo anno potranno essere utilizzati eventuali contributi comunitari, regionali o locali, che oggi invece non sono cumulabili, sullo stesso intervento, con la detrazione del 55%

[Via: AnitAnit ]

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