Domenica, 22 Aprile 2018

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WWF: Dal 1948 ad Oggi in Italia si Sono Compiuti 203 Abusi Edilizi al Giorno


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Negli ultimi 60 anni, dal 1948 ad oggi sono stati oltre 4,6 milioni gli abusi edilizi compiuti in Italia, oltre 74 mila ogni anno, 203 al giorno. Gli alloggi abusivi oggi superano quota 1,7 milioni e sono circa 6 milioni gli italiani (un decimo della popolazione) che vivono in queste strutture.
Dati impressionanti contenuti nel libro ‘Breve storia dell’abuso edilizio in Italia’  di Paolo Berdini, docente di Urbanistica presso l’Università di Roma, Tor Vergata e consigliere nazionale del WWF.
L'Autore nel presentare il suo libro ha speso parole pesanti contro le istituzioni, sottolineando che :”La debolezza della struttura pubblica e il trionfo del Paese fai da te hanno portato alla cancellazione di fatto in Italia dello Stato: i tre condoni edilizi in 26 anni (1985, 1994, 2003) costituiscono una vicenda esemplare della sconfitta dei presidi pubblici sul territorio a tutela del paesaggio e dei beni culturali e dello sviluppo ordinato dei nostri centri urbani”.
Concetti sui quali, dati alla mano non si può che convenire, specie in considerazione del fatto che il fenomeno dell'abusivismo non rappresenta una parentesi del passato ma è sempre piuttosto attuale. Berdini ha voluto anche smontare tre luoghi comuni che cercano senza riuscirci di nobilitare l'abusivismo:

  • I condoni non portano soldi allo Stato perché su 100 euro incassati, 500 devono essere spesi per pagare i servizi pubblici indispensabili per gli insediamenti abusivi

  • Nell’Italia della ricchezza diffusa degli ultimi 50 anni è praticamente impossibile parlare di “abusivismo di necessità”.

  • L’abusivismo è diventato negli anni una parte costitutiva dell’economia nazionale, facendo arricchire un sistema di imprese che lavorano completamente in nero e sono controllate dalla criminalità organizzata.

Secondo Bernardino Romano, docente di Pianificazione urbanistica presso l’Università dell’Aquila e membro del Comitato scientifico del WWF l’indebolimento della legalità in campo urbanistico, territoriale e paesaggistico, stia portando ad un consumo incontrollato del suolo. 


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Romano sottolinea come a causa dell'urbanizzazione diffusa (sprawl) non sia possibile tracciare in Italia un cerchio di 10 km di diametro, senza intercettare un nucleo urbano. In più dal 1956 ad oggi le superfici artificializzate sono cresciute del 500%, anche in regioni con limitati trend di sviluppo economico, quali il Molise.
Il WWF da questo punto di vista sostiene che la pianificazione urbanistica debba passare in Italia dall'attuale “sistema delle deroghe” ad un rinnovato “sistema delle regole”, che consenta di arrestare la progressiva aggressione del territorio. Secondo l'associazione il suolo deve essere inteso come una risorsa limitata e non riproducibile, ragione per cui deve essere considerato come bene comune, riguardo al quale non si può prescindere dalla prevalenza dell’interesse pubblico e dalla volontà delle comunità locali. Infine il WWF ritiene importante avviare nel Paese un dibattito che chiarisca la differenza tra il concetto di proprietà di un terreno da quello di diritto a costruire.
 
[Via: WWFWWF ]

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