Sabato, 25 Novembre 2017

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Etichette Sugli Elettrodomestici: Ultimatum All'Italia Dall'Europa


etichette energetiche, elettrodomestici, Unione Europea

Sapere quanto il proprio elettrodomestico consuma è fondamentale per limitare l’impatto ambientale anche a livello domestico e quotidiano. La libertà di scelta dei consumatori del resto non può discernere dai mezzi a loro disposizione. Per questo è particolarmente grave il fatto che in Italia le etichette sugli elettrodomestici siano lacunose e non forniscano al potenziale compratore tutte le informazioni di cui necessita, per fare una scelta oculata non solo in base al prezzo del prodotto.
Ma l’Italia è indietro rispetto agli altri Paesi europei anche da questo punto di vista. A dirlo è l'Unione Europea che ha richiamato formalmente il nostro Paese concedendo un ultimatum per recepire in modo completo la normativa europea in materia di etichettatura energetica degli elettrodomestici. La deadline per evitare il deferimento alla Corte di giustizia Ue è di due mesi. Nella stessa situazione anche Romania e Cipro.  

Già prima del richiamo formale era stata inviata una lettera di messa in mora (alla quale l’Italia non ha ancora risposto).  Lo scopo della normativa è quello di mettere il consumatore a conoscenza delle alternative di consumo fornite dai diversi elettrodomestici. Il ricorso a sigle comuni a tutta l’Europa nella classificazione dell’efficienza energetica (B, A, A+ etc) costituisce peraltro un parametro di riferimento univoco. Secondo le stime dell’Unione Europea, la corretta applicazione della normativa, permette un risparmio del 20% nelle emissioni di gas serra.

La direttiva europea in questione è la numero 2010/30/UE: nelle disposizioni si legge un nuovo sistema di etichettature energetica per gli elettrodomestici (da frigoriferi a congelatori, da lavatrici a condizionatori etc) e l’obbligo di introdurre la energy label anche per le tv. Alle sette classi energetiche già presenti (che vanno dalla lettera A alla G) ne sono inoltre state aggiunte dall’Enea altre tre che rappresentano in ordine crescente il livello massimo di efficienza (A+, A++ e A+++). Oltre alle lettere anche i colori nelle etichette serviranno a mettere in guardia l’acquirente sui consumi del prodotto: si va dal verde scuro, per quelli più efficienti, al rosso.
La direttiva rientra nel progetto Buy Smart, mirante appunto ad ottimizzare gli acquisti riducendo al minimo l’impatto ambientale.
La mancata comunicazione da parte dell’Italia è un’inerzia intollerabile che mette in cattiva luce l’impegno quotidiano di molti cittadini nel rispetto dell’ambiente. Speriamo quindi che lo sdegno immediato nella lettura di questa notizia non finisca presto nel dimenticatoio e spinga ogni singolo cittadino ad informarsi sugli sviluppi di questa vicenda senza avere sorprese tra due mesi.  
 
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