Sabato, 25 Novembre 2017

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La Fattura Energetica Continua a Crescere Trainata Dal Petrolio


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Nonostante la flessione dei consumi di energia (-2,1%) e il rafforzamento del cambio euro/dollaro (5,2%), la fattura energetica italiana è cresciuta in modo sensibile negli scorsi 12 mesi. Infatti la spesa nazionale per l'approvvigionamento di energia dall'estero, ovvero il saldo tra importazioni ed esportazioni è salita del 18,4% passando dai 52,956 miliardi di euro del 2010 ai 62,726 miliardi del 2011. L'aumento di circa 9,8 miliardi di euro è stato rilevato dall'Unione Petrolifera nella sua relazione annualerelazione annuale.
La fattura petrolifera è quella che ha risentito maggiormente della crescita delle quotazioni (+22,2%), passando da 28,432 miliardi di euro a 34,742 miliardi. Segue la spesa netta per l'approvvigionamento del gas (+10,9%), passata da 18,998 miliardi a 21,075 miliardi.
In rapporto al Pil, il peso della fattura energetica è salito dal 3,7% del 2010 al 4,4% dello scorso anno, contro una media del 5,3% nel periodo 1980-85 e del 2,2% tra il 2000 e il 2004.

Il petrolio continua a rappresentare il maggior onere sulla fattura energetica, rappresentando il 55% dell'esborso complessivo. Il peso sul Pil della fattura petrolifera è arrivato a rappresentare il 2,4% del Pil, contro una media dell'1,5% del decennio 1999-2009. Il livello percentuale è comunque inferiore al periodo 1980-1983, quando il peso sul Pil aveva raggiunto il 4,6%.
Il motivo di questo aumento della fattura petrolifera va ricercato nel costo del greggio.

Infatti nel 2011 il costo medio annuo di una tonnellata di greggio è stato di 579 euro, contro i 438,6 euro di un anno prima con un aumento del costo all'origine del 40%, attenuato dall'apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro (+5,2%).
Per quanto riguarda le previsioni per l'anno in corso, Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera ha sottolineato che la fattura energetica è destinata di nuovo a crescere, arrivando a toccare i 66,5 miliardi di euro. Nonostante il calo dei consumi, la fattura petrolifera dovrebbe aumentare quest'anno di circa 2 miliardi di euro.
Rimaniamo, insomma pesantemente condizionati dalla dipendenza petrolifera, specie nel settore dei trasporti dove l'UP sostiene l'inesistenza a breve di alternative altrettanto economiche ed efficienti. L'auto elettrica, insomma non sembra una soluzione concreta, tanto che nel 2035, secondo le stime dell'Unione Petrolifera, il petrolio soddisferà il 90% della domanda di mobilità dei veicoli attesi per quella data (nel mondo). La domanda e la produzione di petrolio cresceranno nei prossimi decenni a causa dell'elevato tasso di motorizzazione dei Paesi emergenti, specie di quelli orientali. Si stima in proposito che nel 2020 le vendite nei mercati non Ocse supereranno quelle dei mercati Ocse.
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