Sabato, 25 Novembre 2017

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Gli Aumenti Delle Bollette Degli Ultimi 10 Anni Dipendono Dal Petrolio


bollette elettriche, petrolio

Qualche settimana fa Legambiente ha calcolato il peso effettivo degli incentivi alle rinnovabili sulla bolletta elettrica, sottolineando che questo è nell'ordine del 10% del costo totale. L'associazione Ambientalista è tornata sull'argomento con il dossier : “la verità sulle bollette elettriche” in cui si analizzano i responsabili degli aumenti energetici degli ultimi dieci anni.
Il punto di partenza pacifico è l'aumento del prezzo delle bollette elettriche che è passato da una media di 338,43 euro nel 2002 a 515,31 euro del 2012, con una crescita di 176,88 euro (+52,5%).
La motivazione di questo aumento va ricercata, secondo Legambiente, nella dipendenza nella produzione di energia da fonti fossili che importiamo dall'estero e che ci rende un Paese in balia degli eventi che influenzano il prezzo del greggio.
La voce relativa ai servizi di importazione delle fonti fossili (“energia e approvvigionamento”) è passata nel decennio da 106,06 euro a 293,96 euro, per una crescita del 177,2% (+189,36 euro).

L'andamento delle bollette elettriche nell'ultimo decennio ha seguito esattamente l'andamento della voce “energia e approvvigionamento” dimostrando una correlazione diretta molto forte. É dunque il prezzo del petrolio il principale fattore degli aumenti delle bollette e non gli incentivi alle rinnovabili e al fotovoltaico. Del resto siamo un Paese, sottolinea il rapporto, che importa il 97% del petrolio, gas e carbone utilizzati e che non dispone di significativi giacimenti.

Secondo i dati dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, ripresi da Legambiente il peso degli incentivi alle rinnovabili arriva ad un massimo del 13,1% dei 515 euro che mediamente paga una famiglia italiana. Una voce certo non trascurabile ma che non può far dimenticare da dove proviene l'87% del costo totale della bolletta e le ragioni degli aumenti dell'ultimo decennio.
Quindi quale strada bisogna percorrere per risparmiare sui costi della bolletta?
Legambiente non ha dubbi, bisogna ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dalle importazioni. Occorre inoltre continuare a premiare gli investimenti in efficienza energetica e in sviluppo delle rinnovabili, verificando altresì che il mercato elettrico funzioni veramente grazie ad una maggiore ed efficace concorrenza delle offerte.
Lo sviluppo delle rinnovabili rimane essenziale perchè va a ridurre l'utilizzo delle fonti fossili e la dipendenza dall'estero, senza dimenticare i vantaggi ambientali che una tale politica genera.
Legambiente ritiene importante poi fare pulizia all'interno delle bollette elettriche intervenendo su diverse voci come gli “oneri generali di sistema” per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie e per i sussidi legati alle fonti assimilate. Il taglio di queste ed altre voci secondarie presenti in bolletta, in aggiunta ad una rivisitazione della Robin Tax, permetterebbe, secondo il rapportorapporto, un risparmio fino a 4 miliardi di euro.
Infine spiega Legambiente dovrebbero essere introdotti degli sconti in bolletta per coloro che riducono i consumi elettrici o assumono comportamenti virtuosi. Insomma qualcosa come quello che accade per la tariffa bioraria, ma in maniera più efficace.
 
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