Mercoledi, 24 Luglio 2019

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Energia: Alle Imprese Sempre Meno Convenienti I Prezzi Notturni


energia elettrica, prezzo, imprese

 

Da poco più di un anno è attiva la tariffa bioraria, che differenzia il prezzo dell'energia per i consumatori in base a delle fasce orarie. Per cui l'energia elettrica costa di più nella fascia che va dalle 8 alle 19, quando la domanda è maggiore e di conseguenza lo è anche il costo, mentre è meno cara la sera, la notte e nei festivi.Allacciare il prezzo dell'energia al costo di produzione e alla domanda è stata un'ottima idea per cercare di indurre nelle famiglie una maggiore attenzione verso il concetto di risparmio energetico.
Ma per chi lavora a ciclo continuo, come le imprese esiste la stessa convenienza in termini di prezzo?

Di norma la risposta è si, ma qualcosa sta cambiando negli ultimi tempi, in termini di convenienza. La Camera di Commercio di Milano, con il supporto scientifico di ref, ha scoperto, infatti,, che rispetto ad un anno fa i prezzi dell'energia elettrica nella fascia oraria che va dalle 23 alle 6 del mattino (teoricamente la più conveniente) hanno subito un aumento del 10% su base annua. Ciò è dovuto, soprattutto agli aumenti del prezzo del petrolio, cresciuto di oltre il 30% nei primi sei mesi dell'anno, che di fatto, hanno reso meno conveniente rispetto al passato l'energia elettrica nelle fasce notturne (di notte infatti gli impianti rinnovabili sono di norma spenti).

Secondo quanto riporta ilSole24ore le imprese allacciate in bassa tensione che avevano in essere contratti con prezzo fisso per 12 mesi hanno visto crescere i prezzi del 13% su base annua e del 5,3% da aprile di quest'anno. Allo stesso modo le imprese che avevano sottoscritto un contratto variabile a 12 mesi, hanno visto i prezzi lievitare del 12,4% su base annua e del 2% da aprile. É andata decisamente meglio, invece, alle imprese che utilizzano elettricità nella fascia oraria 8-18 che hanno visto i prezzi scendere del 9,6% per i contratti "congelati" per 24 mesi in bassa tensione.
Ma come spiegare tutto ciò?
Secondo il procuratore del consorzio Energia di Confindustria Pesaro Urbino, Andrea Baroni, ciò è in parte dovuto all'Effetto crisi che ha fatto ridurre la produzione notturna (offerta) e quindi aumentato i prezzi medi per garantire una marginalità minima per la redditività degli impianti a ciclo continuo. Inoltre il boom delle energie rinnovabili ha fatto si che ci fosse una maggiore offerta nelle ore diurne (quando gli impianti rinnovabili sono in funzione) con conseguente diminuzione dei prezzi nella fascia oraria 8-18.
Fatto sta che il gap di prezzo tra energia nelle ore notturne e quella nelle ore diurne si è praticamente dimezzato.
Il tutto ha risvolti anche sul mercato libero, visto che le ultime rilevazioni dei prezzi confermerebbero che le condizioni economiche applicate sul mercato libero sono mediamente meno convenienti di quelle stabilite dall'Autorità Per l'Energia per il servizio di maggior tutela. Ecco che allora, secondo ref, le Pmi tendono ad abbandonare il mercato libero per quello tutelato. Nel primo semestre dell'anno, infatti, poco più di un quarto delle imprese che hanno cambiato fornitore (il 27%) lo hanno fatto per abbandonare il mercato libero verso quello di maggio tutela. Un tasso quattro volte superiore a quello registrato nel 2007.
 
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