Sabato, 24 Febbraio 2018

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Eolico: il Calo Dei Prezzi Degli Impianti Porta Verso la Grid Parity


Wind farm, turbine, impianti eolici

Gli incentivi alle fonti rinnovabili servono per veicolare gli investimenti verso queste fonti che in caso contrario, dal punto di vista economico risulterebbero meno convenienti rispetto ai comuni combustibili fossili. Questo ovviamente senza considerare le esternalità negative che le fonti fossili comportano. D'altra parte se il costo degli impianti diminuisce ecco che produrre energia da fonti rinnovabili diventa più conveniente ed è ciò che sta avvenendo da un po' di tempo nel mondo del fotovoltaico grazie alla forte concorrenza del mercato cinese. Ma anche l'eolico incomincia ad essere caratterizzato da questo tipo di fenomeno, almeno secondo quanto riportano gli analisti di Bloomberg NefBloomberg Nef, agenzia leader nelle valutazioni relative alle energie pulite. Infatti, secondo l'ultimo report sul prezzo degli impianti eolici, il Wind Turbine Price Index (WTPI), i contratti firmati nella seconda metà del 2011 con consegna 2013 hanno raggiunto il livello minimo per quanto riguarda i prezzi delle turbine.  

Si è scesi sotto la soglia psicologica di un milione di Euro per MW, attestandosi ad una media di 0,91 milioni di euro per MW, in calo del 4% rispetto al semestre precedente. Rispetto al 2009, quando i prezzi erano di 1,21 milioni di euro/MW il calo è stato del 24,7%. I prezzi delle vecchie turbine stanno ora a 0,85 milioni/MW, in calo del 10% rispetto al semestre precedente.

Il calo dei prezzi delle turbine è avvenuto nonostante i nuovi modelli siano più efficienti che in passato ed è da attribuirsi a fenomeni di sovra capacità e soprattutto alla competitività dei produttori cinesi (sempre loro) che hanno conquistato terreno anche in mercati emergenti come Brasile, Cile, Ecuador, Pakistan, Etiopia e Australia. La tendenza al ribasso dei prezzi viene confermata anche per i prossimi anni, almeno fino al 2014.
A giovarne è la competitività del vento come fonte rinnovabile, anche se, come ha sottolineato l'amministratore delegato di Bloomberg Nef, Michael Liebreic, una tale situazione nel breve termine è abbastanza spiacevole per i produttori di turbine (che vedono ridursi i propri margini o si vedono estromessi dal mercato). Il calo dei prezzi degli impianti, dall'altra parte, dovrebbe far aumentare la domanda e rendere appunto l'energia del vento sempre più competitiva nei confronti di carbone e gas naturale a livello di dollari per Mwh. Una buona notizia, anzi “vitale” secondo Liebreic, vista la continua riduzione degli incentivi al settore. Il mercato dell'eolico viene visto da Bloomberg Nef come all'alba di una nuova fase espansiva, da cui potranno trarre giovamento quei produttori che si troveranno in condizione di offrire impianti a basso costo.
In proposito gli analisti di Bloomber sottolineano che già ora esistono parchi eolici i cui costi sono competitivi con il carbone, il combustibile fossile più economico, con un costo dell'energia di 6,5 centesimi di dollaro per kWh, lo stesso di una centrale a carbone. Inoltre entro il 2016 ci si aspetta che in media le nuove wind farm saranno competitive con i combustibili fossili senza incentivi statali. Sarebbe una data storica da segnare sull'agenda, alla voce Grid Parity.
 
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