Mercoledi, 12 Dicembre 2018

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EOLICO: NEL 2010 LE INSTALLAZIONI SONO CALATE DEL 25% A CAUSA DEL CROLLO DEI CERTIFICATI VERDI


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Il 2010 è stato un anno nero per l'eolico con un crollo di circa un quarto delle istallazioni, un dato molto negativo che suono come un vero e proprio campanello d'allarme. A riportare la notizia è l'Anev, (Associazione Nazionale Energia del Vento) che sottolinea come lo scorso anno sia stato il primo anno in cui si sono registrate recessioni per l'eolico italiano. Anche il 2009, infatti, momento peggiore della crisi economica, aveva visto l'eolico italiano compiere grandi risultati, con una crescita dell'energia prodotta, certificata dal Gse nel rapporto statistico dedicato, del 35% sul dato 2008crescita
dell'energia prodotta, certificata dal Gse nel rapporto statistico
dedicato,  del 35% sul dato 2008.
Nello specifico nel 2010 sono stati installati 948 MW con una corrispondente riduzione del 25% della potenza annua rispetto agli anni passati. Questo dato, rileva, l'Anev, riflette il diffuso malessere degli operatori e mette a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi comunitari al 2020, con conseguenti ricadute sull'occupazione. Uno studio congiunto ANEV-UIL, aveva ipotizzato, infatti, che proprio al 2020 il settore dell'eolico italiano avrebbe potuto raggiungere le 67mila nuove unitàraggiungere
le 67mila nuove unità, visto anche il fatto che per ogni MW installato, l'eolico garantisce (secondo l'indagine) più posti di lavoro, rispetto all'equivalente prodotto con il nucleare o il carbone.
La motivazione del tracollo del 2010 va ricercata secondo l'Anev, principalmente nel crollo dei certificati verdi che nello scorso anno, il cui valore è sceso sotto il livello minimo necessario a consentire gli investimenti. La diminuzione del 40% del valore dei Certificati ha, infatti, generato sfiducia e apprensione negli investitori che si sono visti modificare un sistema incentivante funzionale, perdendo così il punto di riferimento fondamentale per poter pianificare il ritorno degli investimenti. Una riduzione di questo tipo, infatti, rende gli impianti non finanziabili perchè il valore di remunerazione degli incentivi che si è raggiunto non è sufficiente a ripagare gli investimenti.
Sul raggiungimento degli obiettivi comunitari l'associazione sottolinea come la potenza cumulativa raggiunta al 31 dicembre 2010 (5797 MW) potrebbe ancora consentire di raggiungere gli obiettivi comunitari, ma solo mediante un tempestivo adeguamento della normativa.


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Modifiche che dovranno andare nella direzione di predisporre degli strumenti idonei che permettano di raggiungere l'obiettivo di portare il contributo delle rinnovabili al 17%.
In concreto l'Anev chiede al governo di intervenire tempestivamente con la modifica e l'emanazione del D. Lgs di recepimento della Direttiva Comunitaria 2009/28. Le recenti modifiche dei provvedimenti autorizzativi che garantiscono la trasparenza del percorso amministrativo, il Protocollo di legalità sottoscritto dall'ANEV, il Piano di Azione NazionalePiano
di Azione Nazionale e le Linee GuidaLinee
Guida hanno contribuito a creare un quadro normativo certo in cui gli investitori possono operare, ma occorre continuare in questa direzione visto che l'eolico può essere una risorsa anche per la ripresa industriale. È importante sottolineiamo noi, anche che vengano evitate misure come l’obbligo di riacquisto dei Certificati Verdi da parte del Gestore Servizi Energetici, previsto dall'art 45 della
manovra economicamanovra economica e poi corretto in una riduzione complessiva della spesa per il riacquisto del 30%.
 
[Via: AnevAnev ]

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