Sabato, 25 Novembre 2017

Back RISPARMIO ENERGETICO Categorie News Incollando il PM10 Alla Strada Se Ne Riduce la Concentrazione Nell'Aria

Incollando il PM10 Alla Strada Se Ne Riduce la Concentrazione Nell'Aria


qualità dell'aria, inquinamento, particolato, PM10

Secondo l'ultimo rapporto “Mal D'aria” di Legambiente nello scorso anno ben 55 capoluoghi su 82 monitorati (il 67%) non hanno rispettato il limite di 35 superamenti l'anno del valore massimo di PM10 ammesso, oltre i quali sussistono rischi per la salute. Rischi tutt'altro che marginali visto che si calcola che in media ogni cittadino perda 9 mesi di vita a causa dell'esposizione al particolato.
Posto che gran parte del particolato è emesso dalle automobili e che le automobili a “zero emissioni”, cioè quelle elettriche sono una realtà in crescita ma molto lontana dall'insediarsi nelle nostre città, è chiaro che vada trovata una soluzione e anche alla svelta. Da questo punto di vista è interessante l'ipotesi avanzata dalla Regione Piemonte, che si propone di incollare il particolato sottile alla strada per evitare che si diffonda nell'aria.

Detta così potrebbe sembrare una soluzione di poca utilità, ma non è così, come testimoniato da uno studio realizzato dall'Arpa sui test effettuati sui dust suppressant sia in Italia che all'estero. I dust suppressant, o inibitori delle polveri, altro non sono che prodotti chimici (tensioattivi, sali, polimeri, emulsioni di resine, petrolio e bitume) o biologici che fissano alla strada le polveri sottili prodotti dalle auto, ma anche dagli impianti di riscaldamento o industriali, impedendone il risollevamento e di fatto contribuendo a ridurre l'inquinamento.

I test effettuati in passato, proprio a Torino, che secondo l'EEA è la seconda città più inquinata d'Europa, in termini di qualità dell'aria, pur se limitati ad una sola strada, hanno dimostrato che durante il periodo di trattamento con inibitori delle polveri (BioFIX) si è registrata una riduzione dei livelli di concentrazione media del particolato del 17%.
Un dato decisamente positivo confermato anche da altri test, come quello svolta a Bra dove la riduzione è stata del 23% o a Stoccolma (in Svezia) dove il CMA (un altro inibitore delle polveri) ha permesso una riduzione dei livelli di concentrazione del 35%. Ma c'è chi ha fatto ancora meglio, come la Norvegia che, all'interno del tunnel di Drammen, è riuscita, utilizzando soluzioni di cloruro di magnesio, a ridurre la concentrazione di PM10 del 56% e del PM 2,5 del 70%.
Purtroppo non tutti i test hanno dato esiti positivi, in quanto sui risultati delle sperimentazioni incidono fattori come le condizioni meteo e i flussi di traffico, tuttavia la soluzione pare essere sempre più utilizzata anche all'estero in Paesi come Austria, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Regno Unito. É convinto di questa soluzione l'assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Roberto Ravello, che, come riporta laStampalaStampa, pur riconoscendo il fatto che si tratti di una misura non strutturale vuole avviare la sperimentazione in alcuni comuni della regione, rassicurato dai risultati positivi registrati in altri Paesi e nella stessa Torino. La sperimentazione dovrebbe partire in due comuni (Novara e Vercelli) più forse un terzo nell'area metropolitana di Torino e avrà un costo di 100 euro a chilometro. Insomma si tratta di una soluzione abbastanza economica che potrebbe apportare benefici concreti in attesa di misure strutturali (necessarie!) e che vale sicuramente la pena di provare e di estendere anche ad altre zone d'Italia. Fermo restando che questi inibitori delle polveri agiscono solo sul particolato e non sul monossido che una volta prodotto viene disperso nell'atmosfera.
 
Attivati subito

RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631



blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed