Martedi, 16 Luglio 2019

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Il Ruolo Dei Boschi Italiani Nel Contenimento Del Carbonio


boschi, carbonio, emissioni

Negli ultimi 20 anni nonostante un consumo di suolo aggressivo e il fenomeno degli incendi boschivi, il patrimonio forestale italiano è aumentato di circa 1,7 milioni di ettari, raggiungendo oltre 10,4 milioni di ettari di superficie, con 12 miliardi di alberi che ricoprono un terzo del territorio nazionale. Un patrimonio forestale importante che contribuisce anche al contenimento del Carbonio, per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. I dati, presentati dal Corpo Forestale dello Stato sottolineano come il suolo forestale italiano abbia un ruolo fondamentale nello stoccaggio di carbonio organico, in maniera superiore a quello della parte epigea del bosco (fusti, foglie etc). Nello specifico la quantità di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nel suolo delle foreste è pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 4 miliardi di tonnellate di CO2.

Il 58% del carbonio forestale è contenuto nel suolo, il 38% nella vegetazione e il 4% nei residui vegetali e nel legno morto. Dati che testimoniano l'importanza dei suoli forestali non solo per la funzione di difesa idrogeologica e di produzione di legname, ma anche per quanto riguarda la mitigazione dei cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni.

Dicevamo poi dell'importante ruolo svolto dai boschi italiani, quali contenitori naturali di carbonio, nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, il cui scopo è quello di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, per contenere l'innalzamento della temperatura del pianeta e i relativi cambiamenti climatici. In questo caso i boschi risultano fondamentali perchè assorbono e contengono le emissioni di anidride carbonica, svolgendo quindi un'azione indiretta di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici in corso. Ovviamente quello dei boschi è un contributo, a cui devono essere affiancati anche una riduzione dell'inquinamento e delle emissioni, un aumento dell'efficienza energetica e una diminuzione della produzione di energia da fonti fossili.
Gli accordi di Kyoto prevedevano per l'Italia una riduzione dei gas serra del 6,5% (rispetto ai valori del 1990) e attualmente stiamo a circa una riduzione del 5,4%, per cui siamo ancora abbastanza lontani dall'obiettivo, ma se ci arriveremo vicini il merito sarà anche del patrimonio forestale italiano. Secondo quanto riporta il Corpo Forestale dello Stato, infatti, la componente di carbonio forestale calcolata dal protocollo di Kyoto è quantificata in circa 1-1,5 miliardi di euro per il periodo 2008-2012 che l'Italia risparmierà, evitando le sanzioni previste per il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati.
 
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