Martedi, 19 Febbraio 2019

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Ecomafie: un Business da 16,6 Miliardi di Euro e 93 Reati Al Giorno


Ecomafie, rifiuti, reati ambientali

Ammonta a 16,6 miliardi di euro il fatturato delle Ecomafie in Italia nel 2011, anno in cui sono stati scoperti ben 33.817 reati ambientali, quasi 93 al giorno ed in crescita del 9,7% rispetto allo scorso anno. A ciò si aggiunge il fatto che nei primi mesi del 2012 sono state sciolte già 18 amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose, per reati spesso legati al ciclo illegale del cemento. Un numero molto alto che ci riporta ai tempi bui degli anni '90. A denunciare l'attacco al patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale italiano è come sempre Legambiente, nel rapporto Ecomafia 2012, l'indagine annuale sull'illegalità ambientale nel nostro Paese.
Il business del crimine ambientale continua a prosperare nonostante gli sforzi delle forze dell'ordine che nel 2011 hanno compiuto ben 8.765 sequestri, arrestato 305 persone (+48,8%) e denunciato altre 27.969 persone (+7,8%).

I clan però continuano a prosperare e, rispetto allo scorso anno, ne sono stati censiti 6 in più per un totale di 296. I mafiosi del nuovo millennio appaiono sempre più inseriti nei contesti sociali e si mostrano con un aspetto distinto, una buona educazione e cultura. Caratteristiche che, spiega Legambiente, utili a condurre truffe e falsificazioni di documenti anche nei circuiti legali. Per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, “il confine tra legalità e illegalità è sempre più labile”. Questa mafia sfrutta la corruzione per infiltrarsi nelle maglie del sistema e non sembra essere toccata nemmeno dagli arresti dei boss.

Il problema delle ecomafie non ha più una caratterizzazione territoriale ma è diffuso in tutto il Paese, da Nord a Sud, come dimostra anche la geografia dei comuni sciolti per infiltrazion