Mercoledi, 13 Dicembre 2017

Back RISPARMIO ENERGETICO Categorie News Ecomafie: un Business da 16,6 Miliardi di Euro e 93 Reati Al Giorno

Ecomafie: un Business da 16,6 Miliardi di Euro e 93 Reati Al Giorno


Ecomafie, rifiuti, reati ambientali

Ammonta a 16,6 miliardi di euro il fatturato delle Ecomafie in Italia nel 2011, anno in cui sono stati scoperti ben 33.817 reati ambientali, quasi 93 al giorno ed in crescita del 9,7% rispetto allo scorso anno. A ciò si aggiunge il fatto che nei primi mesi del 2012 sono state sciolte già 18 amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose, per reati spesso legati al ciclo illegale del cemento. Un numero molto alto che ci riporta ai tempi bui degli anni '90. A denunciare l'attacco al patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale italiano è come sempre Legambiente, nel rapporto Ecomafia 2012, l'indagine annuale sull'illegalità ambientale nel nostro Paese.
Il business del crimine ambientale continua a prosperare nonostante gli sforzi delle forze dell'ordine che nel 2011 hanno compiuto ben 8.765 sequestri, arrestato 305 persone (+48,8%) e denunciato altre 27.969 persone (+7,8%).

I clan però continuano a prosperare e, rispetto allo scorso anno, ne sono stati censiti 6 in più per un totale di 296. I mafiosi del nuovo millennio appaiono sempre più inseriti nei contesti sociali e si mostrano con un aspetto distinto, una buona educazione e cultura. Caratteristiche che, spiega Legambiente, utili a condurre truffe e falsificazioni di documenti anche nei circuiti legali. Per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, “il confine tra legalità e illegalità è sempre più labile”. Questa mafia sfrutta la corruzione per infiltrarsi nelle maglie del sistema e non sembra essere toccata nemmeno dagli arresti dei boss.

Il problema delle ecomafie non ha più una caratterizzazione territoriale ma è diffuso in tutto il Paese, da Nord a Sud, come dimostra anche la geografia dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Nonostante ciò la maggior parte dei crimini registrati (il 47,7%) riguarda le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa con in testa la Campania, seguita dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Puglia. La prima regione del nord in classifica è la Lombardia, seguita dalla Liguria.
Sul fronte dei reati lo scorso anno sono aumentati gli incendi boschivi che hanno mandato in fumo oltre 60 mila ettari di boschi, i reati contro la fauna (dal bracconaggio al commercio di specie protette, fino ai combattimenti tra animali) sono aumentati del 28%, mentre i furti contro il patrimonio storico, artistico e archeologico sono aumentati del 13,1%. Vero e proprio boom dei reati contro la filiera agroalimentare che negli scorsi 12 mesi sono più che triplicati rispetto al 2010. Diminuiscono leggermente, sebbene il loro peso sia comunque enorme in termini di giro d'affari, i reati nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Che fare di fronte a questa situazione?
Secondo il rapporto è necessario un nuovo sistema di tutela del patrimonio naturale e culturale che passi attraverso la semplificazione normativa e riduca i margini di discrezionalità e di incertezza. Inoltre è necessario inserire nel codice penale i delitti contro l'ambiente, come previsto dalla direttiva comunitaria del 2008, secondo l'associazione, “formalmente recepita ma di fatto finora disattesa dal nostro Paese”.
Attivati subito
Ecomafia 2012Ecomafia 2012
View more PowerPoint from Legambiente OnlusLegambiente Onlus
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed