Sabato, 26 Maggio 2018

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Il Metano Dà Una Mano All'Effetto Serra


metano, emissioni, anidride carbonica, effetto serra

In Italia il Metano rappresenta il principale combustibile per il riscaldamento domestico e per l'utilizzo in cucina, sebbene come abbiamo visto ben 8 milioni di famiglie utilizzino il GPL come combustibile domestico. Un'interessante ricerca realizzata dall'Istituto di biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibimet-Cnr) e pubblicata sulla rivista Environmental PollutionEnvironmental Pollution ha analizzato a partire dal 2005 i flussi di gas serra prodotti nell'ambiente urbano sia dell'anidride carbonica (CO2) sia del metano (CH4). Dicevamo interessante perchè si tratta della prima ricerca in letteratura di questo tipo ed in più perchè il team di ricercatori è guidato dall'Italiano Beniamino Gioli. Il metano produce anidride carbonica, quanto utilizzato ad esempio per il riscaldamento, per effetto della combustione, ma ha anche un effetto diretto (o forse sarebbe meglio dire indiretto) sull'ambiente.

Infatti le piccole perdite di metano che avvengono nelle reti di distribuzione o, si spera il meno possibile, negli impianti domestici (caldaie, scaldabagni) generano un flusso diretto nell'ambiente che a sua volta genera effetto serra. Un fenomeno addizionale che non va sottovalutato in quanto, secondo Gioli, il metano è in grado di produrre un effetto serra 25 volte superiore a quello dell'anidride carbonica.

La differenza in termini di impatto ambientale è data dalla concentrazione dei due gas, che sono enormemente maggiori per quanto riguarda l'anidride carbonica. Secondo i dati pubblicati, infatti, le emissioni di metano sono pari a circa lo 0,6% di quelle dell'anidride carbonica. Tuttavia se si analizza il Global Warming Potential (GWP) ovvero la capacità di un gas di creare effetto serra, il contributo del metano arriva a pesare sul totale per il 15% rispetto all'anidride carbonica.
La ricerca inoltre grazie all'utilizzo di sofisticate tecniche di micrometeorologia e l'utilizzo della Eddy Covariance (una tecnica per misurare i flussi dei gas) ha permesso di quantificare la stagionalità e la ripartizione per fonti di emissioni. I dati hanno dimostrato che nel periodo invernale il riscaldamento domestico è il maggior responsabile dei gas serra, per cui il metano che produce CO2 in seguito alla combustione. Nello specifico le misurazioni effettuate a Firenze hanno evidenziato che d'inverno il riscaldamento domestico è responsabile dell'80% dei gas serra contro il 20% del traffico veicolare. Particolari condizioni di freddo, come quelle registrate all'inizio del mese di febbraio nel nostro Paese ed in Europa possono aumentare le emissioni anche del 20%, come rilevato presso l'Osservatorio Ximeniano di Firenze. La soluzione in questi casi visto che non si può fare a meno del riscaldamento è quella di investire nell'efficienza energetica degli edifici e delle reti (al fine di evitare perdite) e magari puntare maggiormente sul biometano proveniente da biomasse agricole.
 
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