Giovedi, 18 Ottobre 2018

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Cambiamenti Climatici: in 20 Anni ci Sono Stati 650 Mila Morti a Causa di 14 Mila Eventi Estremi


cambiamenti climatici, eventi ambientali

Nei giorni scorsi abbiamo visto che in Italia negli ultimi 80 anni si sono verificate 5400 alluvioni e 11 mila frane. Un bilancio terribile, frutto anche della mano dell'uomo che ha abusato del territorio riempiendo di cemento zone inadatte, ma anche dell'intero comportamento della società occidentale nei confronti dell'ambiente, che ha ignorato gli effetti dei cambiamenti climatici
In molti sono convinti del rapporto tra eventi catastrofici e cambiamenti climatici, a partire dalle Nazioni Unite che nel rapporto Intergovernmental Panel on Climate Change sottolineano come ci sia un probabilità del 66% che gli eventi estremi siano già peggiorati a causa dei gas serra prodotti dall'uomo. O come il World resource Institute (WRI) secondo cui nel 2010 il 90% dei disastri naturali è ricollegabile al clima impazzito.

Sull'argomento si è espresso anche il WWF WWF, che ha dichiarato in una nota che “il cambiamento climatico moltiplica il rischio di eventi estremi”. Nello specifico cità il WWF, in 20 anni ci sono stati oltre 650 mila morti causati da circa 14 mila eventi meteorologici estremi, con una perdita economica di oltre 2 mila miliardi di dollari (dati Germanwatch). . Per la comunità scientifica, il cambiamento climatico è provocato per il 95% dalle attività umane (uso dei combustibili fossili per la produzione di energia, per i trasporti, per il riscaldamento, deforestazione, agricoltura, ecc).

Visti questi dati e considerato che l'Italia ha un territorio a rischio, reso fragile dall'intervento umano, dalla dalla cattiva gestione e dalle caratteristiche morfologiche, il WWF evidenzia come non sia pià possibile per il Paese ignorare il tema dei cambiamenti climatici. Anzi si rende necessario oltre che di un piano urgente di messa in sicurezza del territorio e della prevenzione dei rischi, anche di un contributo in prima persona alla lotta contro il riscaldamento globale, attraverso una drastica riduzione delle emissioni ed una “ decarbonizzazione dell’economia”. Questo anche in considerazione del fatto che questi eventi catastrofici stanno aumentando in termini di intensità e frequenza, a causa anche del riscaldamento globale.
Va approntato, spiega il WWF un piano di azione di adattamento ai cambiamenti climatici già in atto che si integri con i piani di difesa del suolo, manutenzione del territorio e gestione delle risorse e dei bacini idrici. Una soluzione per nulla innovativa, visto che ne sono dotati quasi tutti i Paesi europei.
Citando studi dell'IPCC il WWF, sottolinea che a livello globale nel prossimo futuro dovremmo aspettaric un aumento degli eventi di tipo monsonico perchè : “ perché l’aria calda trattiene più acqua e imprime più energia al sistema che regola il tempo meteorologico, cambiando le dinamiche dei temporali e delle tempeste e i luoghi che vengono colpiti”. “Dovremmo anche aspettarci- continua il WWF- episodi molto intensi di siccità come quella che attualmente affligge il Corno d’Africa, perché il Mediterraneo è una delle aree maggiormente a rischio”.
Inoltre i cambiamenti climatici caratterizzeranno sempre di più anche le aree urbane, con aumenti intensi dell'attività temporalesca, perchè le loro superfici edificate raggiungono temperature più elevate rispetto alle aree circostanti e creano una circolazione dell'aria a livello locale che produce un 'isola di calore urbana'.

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