Mercoledi, 26 Giugno 2019

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CLIMA IN COMUNE 2011: IL BILANCIO DI LEGAMBIENTE SULLO STATO DI ADESIONE AL PATTO DEI SINDACI


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In occasione di “M’illumino di meno” la giornata di silenzio energetico proposta dalla trasmissione Caterpillar di Radio2, Legambiente ha presentato il dossier Clima in Comune 2011Clima
in Comune 2011, sulle buone pratiche attuate dagli Enti Locali nel campo energetico. Il rapporto fa il punto, relativamente al nostro Paese sulla situazione del “Patto dei Sindaci” (Covenant of Mayors), il piano volontario lanciato dalla Commissione Europea nel 2008, per coinvolgere direttamente le città nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. Le città Europee che aderiscono al Patto, si impegnano a predisporre un Piano di Azione con l’obiettivo di ridurre almeno del 20% le proprie emissioni di gas serra, di aumentare del 20% il ricorso alle fonti rinnovabili e di migliorare del 20% l’efficienza energetica. In generale alla firma del Patto dovrebbe seguire entro un anno la votazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) che poi dovrà essere approvato dai tecnici della Commissione Europea e sottoposto a verifica ogni due anni.
I settori principali di azione del PAES (segmento di azione diretta), identificati nelle Linee Guida del Patto dei Sindaci sono :

  • Edilizia, comprese le nuove costruzioni, i nuovi insediamenti, le riqualificazioni e ristrutturazioni più importanti.

  • Infrastrutture urbane.
  • Trasporti e mobilità urbana.
  • Impianti.

Il PAES può anche includere azioni che riguardano (segmento di azione indiretta): la produzione di energia elettrica locale , pianificazione dell’assetto territoriale per quanto riguarda il consumo di energia, gli appalti pubblici e la gestione dei rifiuti.
il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, nel presentare il dossier ha sottolineato che: “Il patto dei Sindaci è una cosa seria, perché prevede verifiche e controlli. E’ anche uno strumento concreto perché la battaglia contro i cambiamenti climatici va combattuta e vinta principalmente nelle aree urbane”


 


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LA SITUAZIONE ITALIANA
In Italia a fine 2010 avevano aderito al Patto con delibera del consiglio comunale 597 Comuni (317 del Nord, 200 del Centro e 80 del Sud), ovvero circa un terzo di tutte le città Europe ( circa 2100), ma non sempre alla firma del patto è seguito un impegno concreto. Infatti in ben 160 Comuni i sindaci dopo aver firmato il Patto si sono “dimenticati” di portarlo alla firma del Consiglio (tra cui Milano) , mentre tra i 597 Comuni con adesione in regola, circa la metà sono in ritardo con la presentazione del PAES. Tra questi ultimi ben 100 di essi hanno un ritardo superiore ai 6 mesi (tra cui Roma), mentre per 24 di essi, la Commissione Europea ha deciso una sospensione temporanea.
Si tratta di un “federalismo vero e sostenibile che sta nascendo anche in Italia e di cui, purtroppo, la politica parla poco” ha detto il vicedirettore nazionale di Legambiente, Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente – È il ‘movimento’ dei 600 comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci con Genova che fa da capofila in Europa! Sono le città che vogliono diventare sostenibili e belle per prime!”.

 

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