Sabato, 25 Novembre 2017

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Ecosistema Urbano: Non Migliorano le Condizioni Ambientali Delle Nostre Città, Alto il Pericolo Smog


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Smog, traffico, rifiuti, spreco di acqua, industrie e abitazioni a rischio, sono queste le caratteristiche che emergono dal 18° rapporto Ecosistema UrbanoEcosistema Urbano, presentato quest'oggi da Legambiente e redatto in collaborazione con IlSole24Ore. Rispetto al rapporto dello scorso anno, sono cambiati alcuni criteri di classificazione delle città per rendere più omogenei i confronti (in base al numero di abitanti), ma i risultati ottenuti rimangono comunque pessimi sul fronte delle eco-performance e della sicurezza. In Italia, spiega il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, manca una capacità politica di pensare e di immaginare alternative alla mobilità cittadina, modi diversi di consumare di usare l'energia e un'idea diversa del modo di essere comunità urbana.

Si prosegue perciò sulla solita via, quella della dispersione energetica ed idrica e del trasporto privato, salvo poi mettere una pezza qua e là quando la situazione lo impone. Come nel caso della gestione dei rifiuti dove l'attenzione mediatica giunta, anche da oltreconfine, ha portato, se non altro a pensare a qualche sistema alternativo per la gestione, che funzionasse più di quelli attuali. In altri casi, dove manca l'attenzione mediatica, e anche idee interessanti come l'ecopass o il car sharing, rimangono come cattedrali nel deserto senza alcuna espansione virale virtuosa. É Molto interessante poi il tema trattato in merito alla sicurezza delle città, in cui viene tirato in ballo l'esempio di Milano, dove nel 2010 ci sono stati 15 omicidi, 34 morti bianche sul lavoro, 40 vittime di incidenti e oltre 800 decessi legati allo smog. Dati tutti molto gravi, ma che dovrebbero fare riflettere sull'emergenza inquinamento nelle nostre città, visto che secondo l'Oms in Italia ) ogni anno almeno 8 mila persone muoiono prematuramente per gli
 

COME SI È SVOLTA L'INDAGINE
il rapporto ha impiegato 25 indici tematici basati su una settantina di indicatori primari (ed oltre 120 parametri) con i quali sono stati confrontati tra loro 104 capoluoghi di provincia italiani. Questo insieme di indicatori ha in pratica indagato tutte le principali componenti ambientali che caratterizzano una città: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private.
Per ciascuno dei 25 indici tematici considerati, ogni città ha ottenuto un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100. Il punteggio finale è successivamente assegnato definendo un peso per ciascun indice tematico che oscilla tra 1,5 e 10, per un totale di 100. é bene sottolineare però che non per tutte le città sono stati calcolati tutti gli indicatori, perchè per alcune non erano disponibili i dati ad esempio relativi a PM10, NO2 e O3. In ogni caso le città per cui sono stati calcolati tutti e 25 gli indicatori sono state 56, mentre per altre 20 è stato possibile calcolare più del 90% degli indicatori.
 
PRINCIPALI RISULTATI
Tra le città grandi ( con più di 200 mila abitanti) il valore massimo viene raggiunto da Venezia con 62,47%, seguita da Bologna con 60,69%, e da Genova con 52,34%. Completano la top ten Verona con 51,52%, Padova (50,01%), Trieste (49,69%), Firenze (49,03%), Torino /48,87%), Milano con 48,67% e Roma con 45,65%. Le tre grandi città che hanno raggiunto un risultato peggiore sono state Catania con 16,36%, Messina /17,74%) e Palermo (22,04%).
Tra le città medie, quelle con un numero di abitanti compreso tra 80 e 200 mila, il valore più alto è stato raggiunto da Bolzano (65,84%) seguito a ruota da Trento con il 65.05%, mentre altre quattro città (Parma, La Spezia, Reggio Emilia e Perugia) superano il 60%.
Le tre peggiori città medie sono risultate essere Siracusa (29,47%), Latina (29,62%) e Reggio Calabria (30,44%). 
Tra le città più piccole (quelle con meno di 80 mila abitanti) Belluno è prima ed è l’unica in Italia che supera il 70%, seguita da Verbania col 69,83% e Aosta con il 62,06%. Le tre peggiori in questo caso sono  Caltanissetta 19,58%, Vibo Valentia 20,68% e Crotone 23,42%
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RISORSE:

CREDIT
glamismacglamismac by flickr
 

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