Mercoledi, 24 Luglio 2019

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Energie Rinnovabili: il Ritardometro Conta i Giorni di Ritardo Nello Sviluppo Dei Provvedimenti


ritardometro, energie rinnovabili

Molto spesso si dice che la politica è sorda alle istanze di chi intende promuovere un’economia ecosostenibile. Non sono sospetti infondati. E’ quanto emerge dando un’occhiata al sito del kyotoclub.orgkyotoclub.org, piattaforma online arcinota dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili. Tra le sue pagine, è stato inserito un contatore, battezzato ‘ritardometro’, che permette di conoscere i ritardi di cui il governo si sta macchiando riguardo la promozione delle energie rinnovabili. Nel ritardometro compaiono alcune voci e accanto ad esse il ritardo corrispondente espresso in giorni, settimane, in certi casi anche mesi. Ogni voce si riferisce ad un provvedimento stabilito dal decreto legislativo 28/2011, mentre ogni ritardo si riferisce al tempo trascorso dalla data di scadenza, stabilita nello stesso decreto.  

Il decreto legislativo 28/2011, fortemente voluto dal ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani, è stato varato a marzo di quest’anno e impone un cambio di passo deciso vero lo sviluppo delle energie rinnovabili, dal fotovoltaico al geotermico all’eolico. Come accade spesso per i decreti legislativi, deve essere supportato da provvedimenti di attuazione, le cui scadenze precise sono stabilite all’interno del testo. Il governo non ha tenuto conto delle scadenze e dunque il mondo economico e produttivo italiano sta ancora aspettando la messa in atto degli interventi. 

Tra i provvedimenti che hanno subito ritardo – si legge nelle pagine del Kyotoclub – spicca la “Quantificazione degli obiettivi regionali sulle fonti rinnovabili”, ossia la decisione da parte del governo centrale delle quote di energia ‘pulita’ che ogni regione dovrà produrre. (scadenza 27 giugno 2011). L’importanza del provvedimento è palese, in quanto propedeutico al raggiungimento del traguardo imposto dall’Unione Europa (pena pesanti sanzioni): 17% di energia totale prodotta con fonti rinnovabili. 
E’ scaduto anche il provvedimento “Controlli e sanzioni in materia di incentivi”, molto importante per evitare speculazioni su questo settore che prevede una consistente erogazione di investimenti statali. (Scadenza 29 Settembre 2011) Decisivo anche in ottica sensibilizzazioni: una delle ragioni con cui gli scettici si oppongono allo sviluppo delle rinnovabili è proprio l’alto tasso di sprechi e abusi, oltre alla consistenza, a volte sregolata, di finanziamenti pubblici.
Tra i provvedimenti più attesi c’è anche “Prescrizioni posa in opera impianti produzione energia da risorsa geotermica”, scaduto Anch'esso Il 27 Giugno 2011. Una misura non di poco conto visto che può rappresentare la punta di diamante nella produzione di energia da fonti rinnovabili, come dimostrato dal successo delle pompe geotermiche in Paesi come la Germania, la Svizzera e la Svezia.
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