Sabato, 20 Ottobre 2018

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Imposte Ambientali: Solo l'1% Dei Fondi VA a Protezione Dell'ambiente e Del Territorio


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L'Ultima elaborazione della Cgia di Mestre sui dati Istat lascia poco spazio alla fantasia sull'importanza data nel nostro Paese alle politiche ambientali, nonostante un patrimonio eccezionale da preservare e decine se non centinaia di elementi ostili che cercano ogni giorno di comprometterne le caratteristiche. L'associazione degli artigiani mestrini ha scoperto che solo l'1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese all'Erario e agli enti locali va poi alla protezione dell'ambiente, mentre il 98,9% rimanente serve a coprire altre voci di spesa (dati 2009). Insomma secondo la Cgia , tutte quelle imposte che paghiamo quando facciamo rifornimento, quando compriamo elettrodomestici, quando paghiamo le bollette di gas e luce non andrebbero a sostenere le attività di salvaguardia per le quali sono state introdotte.

L'accusa è di quelle pesanti e se venisse confermata, dovrebbe suscitare pesanti reazioni a partire dalle associazioni ambientaliste fino all'ultimo cittadino, ma che invece, potrebbe, come già troppe volte accaduto, dissolversi in una bolla di sapone senza responsabili ne mandanti.
Venendo ai dati concretidati concreti l'associazione ha calcolato che nel 2009 (ultimo dato disponibile) a fronte di 41,29 miliardi di euro di gettito incassati dall'applicazione delle cosiddette imposte ambientali su energia, trasporti e altre attività inquinanti, solo 459 milioni sono andati a finanziare le spese per la protezione dell'ambiente e del territorio.

E il 2009 non può certo dirsi un caso isolato, perchè l'associazione ha rivisto i conti dal 1990 ad oggi, scoprendo che il valore massimo delle imposte ambientali andato alla protezione del territorio si è avuto nel 1997 e nel 1998 con solo l'1,2% dei fondi effettivamente speso per l'ambiente. Nel tempo il gettito delle imposte ambientali è praticamente raddoppiato passando da 22,353 miliardi di euro del 1990 ai 41,29 miliardi di euro del 2009, senza che la destinazione d'uso di questi fondi cambiasse di molto, ma anzi con la beffa di vedere che in molti anni neanche un centesimo dei fondi previsti è andato all'ambiente.
Nel commentare i dati ilsegretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi ha sottolineato che, questa anomalia è l'ennesima dimostrazione che il sistema fiscale va completamente rivisto. Inoltre non si può tirar sempre fuori la scusa che mancano i soldi per la protezione del territorio, quando succedono catastrofi ambientali, come quelle che di recente hanno sconvolto l'Italia, se i soldi incassati vengono impiegati per il 99% a coprire altre voci di spesa. Il tutto condito dalla beffa che questo meccanismo dura da 20 anni (almeno) e ogni qual volta, purtroppo capita, un evento catastrofico, siamo pure costretti a subire un aumento delle tasse di scopo (ecologiche) per far fronte all'emergenza.
Attualmente spiega la Cgia le tasse ed imposte ambientali che gravano sugli italiani riguardano tre filoni: Energia, trasporti, inquinamento.
  • ENERGIA: sovrimposta di confine sul GPL, sovrimposta di confine sugli oli minerali, imposta sugli oli minerali e derivati, imposta sui gas incondensabili, imposta addizionale sull’energia elettrica di comuni e province, imposta sull’energia elettrica, imposta sul gas metano, imposta consumi di carbone
  • TRASPORTI: pubblico registro automobilistico (PRA), Imposta sulle assicurazioni Rc auto, tasse automobilistiche a carico delle imprese, tasse automobilistiche a carico delle famiglie
  • INQUINAMENTO: Tributo speciale discarica, Tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo, Tributo provinciale per la tutela ambientale, Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, Contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi, contributo Raee, contributo smaltimento pneumatici
     
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