Sabato, 20 Ottobre 2018

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Inquinamento: i Bambini Quelli Italiani Sono Quelli Più a Rischio


bambini, inquinamento, salute

L’inquinamento è una piaga non solo per l’ecosistema ma anche (e soprattutto) per la salute delle persone. L’Italia non è messa granché bene. Sono 44, infatti, i centri urbani che superano, per almeno 35 giorni all’anno, i limiti di concentramento nell’aria di sostanze inquinanti imposti dall’Europa: PM10, ozono e altre molecole generate dalla combustione di derivati del petrolio. Tra le città italiane, in testa, in questa triste classifica, si piazzano Torino (118 giorni), Milano (103), Verona (98). Ma non va meglio le altre città italiane, visto che tra le 30 città più inquinate d'Europa ben 17 sono proprio italiane.
Le conseguenze per l’organismo sono drammatiche e lo sono in misura ancora maggiore per i bambini.

Una ricerca dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) rivela che proprio i bambini italiani sono i più colpiti dall’emergenza inquinamento. A provarlo è una statistica sconfortante: ogni milione di italiani, 175 bambini dai 0 ai 14 anni si ammalano di cancro. Negli altri paesi l’incidenza è minore: 158 per gli Stati Uniti, Germania con 141, Francia con 138. Purtroppo, nel breve periodo questa distanza non sarà colmata: siamo anche il paese con l’incremento più alto di insorgenza di tumori tra i bambini.

Perché sono proprio i bambini i soggetti più esposti ai danni dell’inquinamento? Lo spiega il presidente della Commissione ambiente dell’ordine nazionale dei biologi, Franco Scicchitano: “L’organismo giovane è più vulnerabile all’inquinamento, di qualunque tipo. Nel bambino sono più immaturi, e dunque meno efficienti, i meccanismi di disintossicazione e la barriera tra sangue e cervello. I suoi tessuti, in rapida crescita, sono più esposti ai danni del Dna che portano a malformazioni e tumori”.
Franco Scicchitano pone un altro problema. I test attuali sul cocktail di sostanze inquinanti non includono le funzioni neurocomportamentali. Ciò vuol dire che è difficile collegare alcuni sintomi subclinici (ossia non riconducibili ad una malattia neurologica ben definita) alla sovraesposizione da inquinamento. Qualcosa, tuttavia, si sta muovendo nel campo della ricerca: “Ad esempio, per alcune forme di autismo e di ritardo mentale è ben chiara la relazione con l’esposizione fetale e nella prima infanzia ad alcuni composti chimici industriali dispersi nell’ambiente. Ma la ricerca scientifica sta anche dimostrando che il mercurio, a bassi livelli di esposizione, può avere effetti sub-clinici, ma tangibili, come una diminuita intelligenza, deficit di attenzione, di coordinazione motoria e aumentata aggressività”.
Ricordiamo inoltre che anche l'onlus Save the Children, proprio per la giornata dell'infanzia (20 novembre) ha chiesto per i bambini più verde e meno inquinamento.
E per gli adulti? Non va molto meglio. Recenti studi della Bicocca di Milano rivelano una corrispondenza forte tra zone ad alto tasso di inquinamento e alta incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari.
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