Mercoledi, 20 Giugno 2018

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Mare Nostrum: Aumentano Di un Terzo le Infrazioni a Carico Dei Nemici Delle Coste Italiane


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Come da tradizione la conferenza stampa di lancio di Goletta VerdeGoletta
Verde, è per Legambiente anche l'occasione per presentare l'annuale edizione del rapporto Mare Nostrum, che illustra le caratteristiche dei mari e denuncia le attività che inquinano gli ecosistemi delle coste italiane.  L'edizione 2011 del rapporto si caratterizza, tra le altre cose per l'assegnazione ironica di oscar a coloro che si sono resi responsabili delle peggiori minacce attentate alle coste italiane. Tra questi oscar, quello della spudoratezza sarebbe da assegnare, per Legambiente, al Governo italiano e, in particolare, ai Ministri Tremonti e Brambilla responsabili, secondo l'associazione, di aver avuto un ruolo attivo nell'inserimento nel Decreto SviluppoDecreto
Sviluppo: “ della trovata” del diritto di superficie per 90 anni sulle spiaggediritto
di superficie per 90 anni sulle spiagge, poi ritirata.
Ironia a parte, il rapporto si sofferma, sulla lista dei dieci nemici del mare italiano, trattasi dei soliti noti, che però, nonostante siano ben noti a tutti (o dovrebbero ormai esserlo), non vengono mai arrestati da chi ne ha la facoltà.
L'aggressione alla fascia costiera, perpetrata dall'abusivismo edilizio, inquinamento delle acque, pesca di frodo e violazioni al codice di navigazione, ha fatto registrare un aumento del 32,2% delle infrazioni accertate (11815), con in testa le regioni a tradizionale presenza mafiosa. La Campania rimane leader indiscussa di questa triste classifica, con 1.872 infrazioni complessive accertate, il 15,8% del totale italiano e con la poco invidiabile media di 4 reati per ogni chilometro di costa, contro il dato nazionale di 1,6. Seguono Sicilia, Calabria e Puglia con rispettivamente il 15,3%, 14,8% e il 12,7% del totale delle infrazioni italiane. In queste quattro regioni insomma è stato accertato il 58,6% del totale delle infrazioni scoperte in Italia nel 2010.
I reati relativi all'inquinamento e alla cattiva depurazione delle acque hanno fatto registrare negli scorsi 12 mesi una crescita del 44,3% rispetto al 2009 (3.781 contro 2.621). Si tratta di reati piuttosto distribuiti geograficamente, a testimonianza della generale inadeguatezza del servizio di depurazione in Italia. Legambiente ricorda in proposito che nel nostro Paese esiste un deficit depurativo del 30% e quasi 18 milioni di cittadini che non sono coperti da servizio di depurazione18
milioni di cittadini che non sono coperti da servizio di depurazione.


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Accanto ad abusivismo edilizio ed inquinamento si fanno sempre più strada, nemici aggressivi come le trivelle delle società petrolifere e la  plastica. Quest'ultima rappresenta il rifiuto più presente nei nostri mari con percentuali che oscillano fra il 60 e il 95% a seconda delle aree. Secondo Legambiente nel Mar mediterraneo galleggiano circa 500 mila tonnellate di rifiuti in plastica
500 mila tonnellate di rifiuti in plastica, con in media 115 mila frammenti per Km2.
Il rapporto Mare Nostrum, tuttavia non contiene solamente elementi negativi, ma registra anche i tanti segnali positivi occorsi nell'ultimo anno, a partire dal il lavoro di tante Procure e amministrazioni locali (molte delle quali al Sud) che hanno saputo trovare gli strumenti giusti per contrastare efficacemente i pirati del mare e della costa.
Per chi volesse approfondire i singoli dati, Il rapporto Mare Nostrum è disponibile per il download a questo indirizzoquesto
indirizzo.

 

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