Martedi, 14 Agosto 2018

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Qualità Dell'Aria: Aumenta lo Sforamento Dei Valori Limiti Oltre i Quali è a Rischio la Salute


qualità dell'aria, inquinamento, PM10, salute

Tra le malattie più comuni delle città italiane, soprattutto di quelle più industrializzate, troviamo il traffico, l'inquinamento, la mancanza di aree verdi, problemi di cui anche i cittadini italiani sono stanchi. Uno dei problemi più seri che affligge le città italiane è la qualità dell'aria, che continua ad essere pessima, nonostante qualche tentativo di tamponare la situazione da parte delle amministrazioni comunali e i moniti della Commissione Europea. A fotografare la situazione ci ha pensato come ogni anno Legambiente nel rapporto “Mal d'AriaMal d'Aria”, una fotografia sempre più grigia a causa di ossidi di azoto, ozono troposferico e soprattutto polveri sottili che continuano a soffocare i cittadini. Non si tratta di un problema di poco conto, perchè i rischi per la salute di una tale situazione sono elevati, tanto che si calcola che in media in Italia ogni cittadino perda 9 mesi di vita a causa dell'esposizione al particolato.

Ciò è tanto più vero per i bambini che nel nostro Paese, proprio a causa dell'inquinamento, sono secondo l'Oms quelli più esposti al rischio di contrarre malattie gravi
Nel rapporto Legambiente sottolinea come a preoccupare siano soprattutto gli sforamenti del limite giornaliero che anche nello scorso anno sono andati molto al di sopra di quanto prevede la legge per la tutela della salute. In concreto su 82 capoluoghi di provincia monitorati, ben 55 (il 67% dei capoluoghi monitorati), non hanno rispetto il limite di 35 superamenti l'anno del valore massimo giornaliero di PM10 ammesso di 50 µg/m. Tra le città messe peggio da questo punto di vista troviamo in testa Torino, già battezzata seconda città Europea con la peggiore qualità dell'aria dall'EEA, con 158 superamenti del limite giornaliero, seguita da Milano con 131 superamenti e da Verona con 130.
L'Area più critica rimane relativamente alla qualità dell'aria rimane il Nord Italia, in particolare la Pianura Padana con pochi capoluoghi che riescono a mantenersi entro il limite dei 35 superamenti previsto dalla legge.

Un dato altrettanto critico riguarda il peggioramento nel numero dei giorni oltre i valori limiti registrati rispetto al rapporto dello scorso anno che vedeva più del 40% delle province italiane sono fuorilegge. Infatti a Torino si sono registrati 25 giorni in più rispetto al 2010 di superamento dei limiti a Milano 44, a Verona 60 e a Cremona addirittura 67.
Tra le fonti di emissione degli inquinanti atmosferici, Legambiente ricorda che sia per il PM10 che per gli ossidi di azoto, i principali responsabili sono i trasporti su strada, i riscaldamenti e l'industria., con percentuali variabili da città a città.
Il traffico veicolare è però, nonostante le differenze riscontrate nelle varie città, l'imputato numero uno della scarsa qualità dell'aria cittadina. Nello specifico le automobili sono la principale finte di emissione di quasi tutti gli inquinanti, a parte gli ossidi di azoto che vengono prodotti soprattutto dai veicoli con peso superiore alle 3,5 tonnellate.


QUALI SOLUZIONI?
Legambiente sottolinea che una sostenibilità urbana maggiore è possibile, ma per effettuare un cambiamento efficace è necessaria una azione politica-psicologica, che costringa da un lato gli amministratori comunali a pensare al futuro delle città e non solo al proprio futuro elettorale e dall'altro i cittadini a optare per spostamenti urbani più sostenibili (trasporto pubblico ad esempio).
Considerando anche che l'esigenza di trasporti pubblici è in continuo aumento e che i costi del trasporto privato sono 17 volte quelli del trasporto pubblico.

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