Venerdi, 17 Agosto 2018

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Riciclo Dei Rifiuti: Fatturato in Crescita Del 40%


riciclo, RAEE, plastica

La crescita è cosa reale, almeno per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti. Un rapporto realizzato dalla Fise (“L’Italia del riciclo”), infatti, consegna un quadro confortante per l’anno 2010. Il giro d’affari è aumentato del 40% rispetto al 2009, anno in cui il settore del riciclo è crollato al -20% rispetto all’anno precedente. Uno scatto che non solo ha recuperato le perdite, ma le ha persino superate. Purtroppo, all’orizzonte si delinea un trend ad altalena: per il 2011 si prevede una nuova flessione.
Intanto, consoliamoci con i dati del 2010. Quasi tutti gli indici sono andati benissimo. In primis, quello del flusso di materiali avviati al riciclo. In pole position si piazzano i rottami ferrosi (+67.9%), ottimo risultato anche per alluminio (+18%), carta (+9.3%), legno (+15%), vetro (+7.5%).

La plastica merita un discorso a parte: inspiegabilmente, i polimeri fanno registrare un calo, seppur minimo (-0.7%). Ottimo anche il tasso di riciclo totale. E’ stato toccato il 65%, sostanziato grazie a un +1.6% sul 2009. Questo indice è stato trainato dal settore imballaggi in alluminio (+49.7%), dal legno (+10.8%) e dal vetro (+8%). La carta e la plastica sono il fanalino di coda, ma chiudono in positivo (rispettivamente con +3.8% e +1.4%).
Uno degli indici che non è stato coinvolto in cambiamenti positivi è quello delle esportazioni. Il saldo è ancora negativo e addirittura più in ‘rosso’ di quello registrato nell’annus horribilis 2009. All’epoca è stato di 2.4 milioni, ora è di 2.5 milioni. In termini percentuali il disavanzo si attesa al 5.3%.

Tra i materiali da riciclo più esportati, spicca la carta che comunque non raggiunge il livello dell’anno procedente (1.25 milioni contro 1.44). Saldo positivo anche per la plastica, con 129mila tonnellate. Potrebbe sembrare poco, ma è comunque una notizia positiva, se si guarda al dato del 2009 (-246mila tonnellate).
Nel rapporto della Fise è stato dedicato molto spazio ai risultati ottenuti nella gestione dei Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche). Il sistema era già stato avviato nel 2008, ma solo nel 2010 è entrato a pieno regime, offrendo ai cittadini la possibilità concreta di disfarsi di materiale elettronico (pensate a quanti pezzi di hardware pc vengono buttati dopo l’upgrade del pc). I dati parlano chiaro: la crescita è tendenziale. Nel 2009 erano stati raccolti 193mila tonnellate di rifiuti della categoria Raee, nel 2010 le tonnellate sono diventate 245mila. Sotto questo punto di vista, l’Italia ha raggiunto il traguardo imposto dall’Unione Europea: 4 chili di materiale elettronico procapite è stato mandato al riciclo. Un dato positivo anche se raggiunto con due anni di ritardo rispetto ai dettami della Commissione Europea, che da poco ha deciso che il prossimo obiettivo sarà quello di raggiungere una percentuale di raccolta dei RAEE dell'85%.
Corrado Scarpino, presidente di Unire, ha commentato ii dati del rapporto Fise, sottolineando l’importanza di un processo di riciclo di qualità: “Una raccolta differenziata di qualità rappresenta il presupposto e non l'obiettivo principale di una migliore gestione dei rifiuti. I risultati ottimali devono puntare a produrre materiali recuperati con sempre maggiore qualità e sulla capacità di essere riassorbiti in nuovi cicli produttivi”.

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