Domenica, 22 Aprile 2018

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RITORNA EOLO, L'AUTO AD ARIA COMPRESSA


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Passando in rassegna alcuni blog e siti sono riuscito a recuperare informazioni su una notizia che mi era sfuggita, torna alla ribalta uno dei progetti più interessanti del panorama automobilistico degli ultimi 6 anni, l'auto ad aria compressa, "Eolo". Pare infatti che dopo anni di rinvii (dal 2001), "Tiramolla" pazzeschi e cancellazioni del progetto, Eolo, sia stata messa in produzione da Tata MotorTata Motor. Lo annuncia un comunicato stampa della stessa tata motors, che dopo aver siglato un accordo con la MdiMdi (a febbraio 2007), la società francese detentrice dei brevetti, prevede di riuscire  a mettere in commercio, nel mercato indiano, 6000 vetture ad aria compressa  entro la fine del 2008. Le specifiche della vettura prevedono 30 cavalli di potenza su 900 kg di peso, una velocità massima di 110 Km/h e 200 km di autonomia ( a 60 km/h di media), ad un costo di circa 12700 dollari.

 

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 Per quanto riguarda i tempi necessari per effettuare il pieno, la MDI , rende noto che al distributore occorreranno circa due minuti e si spenderanno circa due euro. Tuttavia cosa significhi questo "distributore" non è dato saperlo, la mia supposizione è che sia in previsione di dotare i distributori di un sistema rapido di ricarica per questo tipo di auto, un po' come avverrà (si spera) con l'idrogeno. Si capisce facilmente come, questo tipo di soluzione, sia abbastanza lontana nel tempo, in quanto dipenderà dalla diffusione, o meno, del veicolo. Per questo motivo eolo disporrà di un compressore integrato, grazie al quale sarà possibile effettuare una ricarica di corrente "casalinga", in un tempo stimato dalle 4 alle 6 ore, per il pieno, a seconda del tipo di compressore (3 o 5.5 kw)


TECNICA: IL PROGETTO ORIGINALE 
Nel suo progetto iniziale , Eolo era dotato di un particolare motore in alluminio che a differenza dei classici motori a scoppio (appunto) non sfruttava la combustione (per cui 0 emissioni inquinanti) ma l'espansione come vettore di energia. L'aria compressa viene stipata in contenitori tubolari (bombole) costruite in fibra di carbonio e poste sotto il pianale dell'auto in senso longitudinale.  Quest'aria compressa a 300 bar decomprimendosi in uscita dalle bombole raggiungeva la temperatura di -40 gradi e provocando alcuni problemi. Due i problemi principali. Si verificarono guai dovuti al congelamento della condensa presente nell'aria tali da bloccare il motore dopo pochi minuti di funzionamento. Secondariamente  l'autonomia della vettura si presentava insufficiente ad un utilizzo normale (ben lontani dai 200 km). Non potendo agire sulla temperatura dell'aria, in quanto è proprio la pressione dell'aria nelle bombole ad abbassarne la temperatura, Negrè decide di non utilizzare più la pressione diretta ma di introdurre un ulteriore passaggio. L'aria uscita dalle bombole transita in un "contenitore" in cui viene scaldata naturalmente (temperatura dell'auto), col risultato di aumentare di volume, di qui poi passa attraverso il ciclo de motore. Questa soluzione non fu condivisa da tutti, in quanto sebbene risolveva il problema del ghiaccio non era altrettanto efficace per ciò che riguarda l'autonomia della vettura. Il progetto prevedeva poi una carrozzeria molto leggera ma ugualmente valida in termini di sicurezza e un sistema di cablaggio dei cavi elettrici molto funzionale in termini di peso totale. Attualmente il progetto, pare molto migliorato e si vocifera dell'introduzione su "Eolo" di un serbatoio a gas, che aumenterebbe, da un lato, l'autonomia della vettura e, dall'altro, garantirebbe una miglior possibilità di rifornimento, data la buona diffusione del gas nei distributori. Steremo a vedere, speriamo che Eolo riesca a spazzare via tutti i dubbi che hanno contrassegnato la sua storia!

VIDEO IN ITALIANO SU EOLO

NOTE
Nell'articolo abbiamo chiamato l'auto con il nome del progetto originario ,"Eolo" appunto, non è dato sapere se questo nome verrà mantenuto una volta commercializzata l'auto


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