Mercoledi, 18 Ottobre 2017

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Sostegno alla Famiglia: le Regioni Pro Family


sostegno alla famiglia, regioni

In Italia le regioni pro family, quelle dove il sostegno alla famiglia è maggiore, sono in minoranza rispetto a quelle no family, ovvero a quelle in cui le condizioni territoriali non favoriscono crescita a sviluppo. A sostenerlo è la ricerca: “Federalismo familiare. Regioni e territori alla ricerca di una bussola per la famiglia promossa da Cisl Nazionale e da FNP-Cisl Nazionale, con la collaborazione scientifica di Aretès. Lo studio ha preso in considerazione 8 regioni e le ha classificate in uno dei due gruppi secondo l'applicazione di un indicatore di valutazione del Grado di familiarità dei Territorio (Igft) e ha promosso Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, mentre tra i bocciati sono finite (Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia e Toscana). Tuttavia, spiega l'indagine anche nelle regioni pro family, emergono significative criticità ed evidenti richieste di aiuto da parte delle famiglie, che lamentano la mancanza di iniziative a favore delle politiche familiari.

Per capire quali sono le regioni in grado di fornire sostegno alle le famiglie nello svolgimento delle loro funzioni educative, di cura e sociali sono stati analizzati quattro fattori territoriali: le risorse destinate ai servizi per la famiglia, le caratteristiche delle famiglie, le opportunità occupazionali e la capacità delle leggi di sostenere la famiglia.

Il dato dove emergono le maggiori criticità è quello relativo alle risorse con una spesa sociale delle regioni analizzate che si attesta sui 146 euro ad abitante, con un forte squilibrio tra Veneto, la regione con la spesa più alta (245 euro per abitante) e la Campania, quella con la spesa più bassa (54 euro per abitante). Se le risorse sono scarse, l'impatto normativo relativo alla famiglia risulta essere adeguato, anche se il vero problema non è la mancanza di leggi quanto piuttosto l'applicazione reale delle norme.
Sul fronte occupazionale la ricerca ha voluto analizzare l'equilibrio tra i diversi settori del mercato del lavoro: il settore pubblico, quello privato, il privato sociale e il volontariato. Il risultato, pur di fronte ad una situazione generale critica, mostra un certo equilibrio tra i vari settori tranne per quanto riguarda Campania e Sicilia che rimangono significativamente lontane dalla media nazionale.
In generale l'indicatore Igft ci dice che la famiglia per certi versi ancora resiste, presentando ancora una certa vitalità, ma sono presenti diversi segnali di criticità e richieste di aiuto.
Tra questi l'indagineindagine segnala la difficoltà a fare figli, registrata in Friuli Venezia Giulia, nel Lazio ed in Toscana e la difficoltà dei giovani a fare famiglia e nell'accesso alla casa specie in Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia e Toscana. In Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana si registra inoltre un forte squilibrio generazionale e un sovraccarico di lavoro nella cosiddetta popolazione attiva, rispetto a quella inattiva.
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