Domenica, 20 Agosto 2017

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A Rischio Povertà il 22,6% Dei Minori Italiani


Bambini poveri, incidenza povertà, crisi

La crisi sta colpendo duramente l'Italia per quanto riguarda lavoro e redditi delle famiglie, mettendo a rischio il presente e il futuro di intere generazioni di giovani, dai più piccoli, a quelli che non riescono a trovare lavoro o a formare una famiglia. Secondo quanto riporta Save the Children sono più di 480 mila le famiglie italiane costrette a mantenere almeno un figlio che ha perso il lavoro nei 12 mesi precedenti. I più colpiti dalla crisi sono però i minori, con una percentuale del 22,6% di bambini che sono a rischio povertà. Vivono cioè in famiglie con reddito troppo basso per garantire loro ciò di cui avrebbero bisogno per un sano e pieno sviluppo fisico, psichico, intellettuale e sociale. Una quota che è la più alta degli ultimi 15 anni ed in crescita del 3,3% rispetto al periodo di pre crisi (2006).  

Le difficoltà maggiori sono quelle vissute dai bambini figli di madri sole (o comunque con un solo genitore), per i quali l'incidenza di povertà sale al 28,5% e nelle famiglie giovani dove il capofamiglia ha meno di 35 anni, dove è a rischio di povertà un figlio su due (47,8%). Il Sud e le Isole sono le aree del Paese a più alta incidenza di povertà con percentuali pari rispettivamente al 40% e al 44,7%. Ciò significa che chi nasce nel Mezzogiorno ha una probabilità molto più alta di crescere in una famiglia povera.

La povertà minorile cresce con il crescere del numero dei minori presenti in famiglia. Infatti l'incidenza di povertà è aumentata del 2,7% per le famiglie con un minore (dal 14,9% al 17,6%), del 3,2% per le famiglie con due minori (dal 17,5% al 20,7%) e del 4% per le famiglie con tre e più minori (dal 32,3% al 36,3%). I bambini più in difficoltà sono quelli che nascono in una famiglia di origine straniera con un incidenza di povertà del 58,4% che tocca il 62,2% nelle famiglie con un solo genitore.
Questa situazione è si figlia della crisi ma anche delle scelte politiche del nostro Paese che non ha posto la famiglia al centro delle proprie politiche sociali. Infatti l'Italia risulta agli ultimi posti in Europa per finanziamenti a favore delle famiglie, dell'infanzia e della maternità con solo l'1,3% del Pil a fronte di una media europea del 2,2%. Mentre dall'altra parte siamo campioni d'Europa per quanto riguarda l'evasione fiscale e il peso dell'economia sommersa ammonta al 31,1% delPil. Risorse fondamentali che vengono sottratte al Paese e alle centinaia di migliaia di minori che ne avrebbero avuto bisogno e soprattutto diritto.
A riprova che non è solo colpa della crisi, il Direttore Generale Save the ChildrenSave the Children Italia, Valerio Neri, ha sottolineato che: “ negli ultimi 15 anni, con un intensificarsi del fenomeno fra il 2006 e il 2010, la povertà ha colpito più di tutti e con crescente intensità i bambini”. “ Ciò significa- ha proseguito Neri - che non è stato fatto il necessario per evitare questa terribile deriva che colpisce proprio coloro - i bambini e gli adolescenti - che rappresentano il presente e il futuro del paese. Basti pensare che fino ad oggi, non solo l’Italia non si è data obiettivi mirati circa la riduzione della povertà minorile, ma non esiste nessun piano di intervento al riguardo”.
 
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