Martedi, 27 Giugno 2017

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Consumi in Calo: Aumentano Solo le Spese Obbligate


consumi, risparmi, crisi, spese obbligate

Clima di fiducia in calo, ridotte capacità di risparmio e spese obbligate in aumento, sono questi i tre elementi chiave che definiscono lo stato d'animo delle famiglie in questo periodo della crisi. A fare il punto della situazione è stato fatto dall'Osservatorio Censis-Confcommercio coninvolgendo nell'indagine un campione di 1200 famiglie.
La pressione fiscale in aumento accompagnata dagli incrementi dei prodotti energetici e delle utenze domestiche (carburanti e bollette) contribuiscono a mandare il Paese verso la recessione, aumentando anche il clima di sfiducia delle famiglie che coinvolge anche quei nuclei che hanno una buona possibilità di spesa. Ciò ha ripercussioni sui consumi, le cui dinamiche di ripresa sono difficilmente ipotizzabili.
Nello specifico, si legge nel rapporto più di 7 famiglie su 10 dichiarano di aver aumentato le spese per carburanti (74,5%) ed utenze domestiche (70%).

Il 57,3% dichiara di aver aumentato le spese per gli alimentari, il 53,7% quelle per le attività dei figli, il 48,9% le spese per la salute e il 43,7% quelle per la casa. É inoltre diffusa la sensazione di un incremento delle spese obbligate, che va a ridurre il reddito disponibile.

Sul fronte del risparmio meno del 10% delle famiglie è riuscito a mettere da parte una porzione delle entrate familiari, dato in diminuzione di 18 punti percentuali rispetto alla precedente indagine. Quasi l'80% delle famiglie è convinta di spendere tutto o quasi tutto di ciò che guadagna, mentre l'11% rimanente circa non è riuscito a coprire le spese con il proprio reddito.
In questo contesto di incertezza e difficoltà si diffonde un atteggiamento di moderazione e di prudenza per quanto riguarda il contenimento delle spese. In concreto l'87% delle famiglie acquisto sempre di più prodotti alimentari in offerta o prodotti meno costosi, il 78% riduce pranzi e cene fuori casa, il 63% ha ridotto l'utilizzo di auto e scooter per risparmiare sui costi dei carburanti e il 40% ha rinunciato alle spese per abbigliamento e calzature.
Il quadro è quello di un Paese impoverito che ha poca fiducia nel futuro, tanto che sul fronte delle previsioni di spesa, meno del 5% degli intervistati prevede di effettuare a breve l'acquisto di un elettrodomestico, o l'acquisto di nuovi mobili per la casa. Una quota che spiega il rapporto è la più bassa registrata negli ultimi anni. Ma oltre a questo aspetto, si riscontra anche un elevato numero di famiglie che rimanda spese già pianificate. L'ottimismo non è più di casa nelle famiglie italiane tanto che risulta essere ottimista solo il 35,6% dei nuclei, valore più basso registrato negli ultimi tre anni, mentre la quota di pessimisti aumenta del 6% rispetto alla precedente rilevazione attestandosi al 44,2%. Dal rapportorapporto emerge, infine, che il 61% delle famiglie ritiene che quest'anno sarà peggiore del prossimo anno anche a causa degli interventi depressivi effettuati dal Governo, mentre solo il 20% ritiene che la riduzione del reddito disponibile a causa della tassazione, avrà effetti positivi per il Paese.
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