Giovedi, 18 Ottobre 2018

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Aumentano i Giorni di Lavoro Necessari per Pagare Tasse e Spese, Sempre Meno il Tempo Del Risparmio


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Gli effetti complessivi delle Manovre correttive varate lo scorso anno porteranno, tra le altre cose, un aumento della pressione fiscale nel prossimo triennio che, a seconda del livello di crescita che il nostro Paese riuscirà a produrre, potrebbe assestarsi tra il 45% e il 47%. Il 2012 sarà anche uno degli anni più sbilanciati sul fronte delle entrate fiscali e dell'aumento della tassazione, con un peso pari a oltre 38 miliardi di euro, per quanto riguarda la correzione dei conti, caratterizzato da introduzione di nuove imposte o aumento di quelle già esistenti.
Ciò comporterà per le famiglie un aumento dei giorni lavorativi da dedicare al pagamento delle tasse e delle spese, prima di potersi godere i frutti del proprio lavoro.

Per quanto riguarda la liberazione dal peso del fisco, il cosiddetto Tax Freedom Day, le famiglie, secondo la consueta 'elaborazione del Corriere della Sera, nel 2012 (anno bisestile) dovranno lavorare una settimana in più, esattamente fino al 19 giugno per pagare tasse e contributi. Va detto in proposito che il calcolo non è univoco, nel senso che dipende sempre dalla tipologia di contribuente tipo presa in considerazione da chi effettua l'elaborazione. Infatti, lo scorso anno il Tax Freedom Day per il Corriere coincideva con il 14 giugno (per un quadro, o un impiegato con un buon stipendio ) e l'11, maggio per un operaio, mentre secondo, un 'analoga elaborazione della Cgia di Mestre, la liberazione dal fisco si compiva il 4 di giugno, dopo 155 giorni di lavoro.
Tornando ai dati di quest'anno (sempre del Corriere) sul contribuente tipo, i giorni di “lavoro” necessari per liberarsi dalla morsa del fisco saranno 171, sette in più, come dicevamo rispetto allo scorso anno. Questa dato è frutto oltre che delle nuove manovre anche di un cambiamento nelle modalità di calcolo adottate, che punta di più sugli effetti delle singole imposte sui contribuenti (l'Imu da sola richiede tre giorni di lavoro in più), piuttosto che sulla borsa della spesa complessiva.

 

LA LIBERAZIONE ANCHE DALLE SPESE
Un'indagine altrettanto interessante, seppur "drammatica" nei suoi esiti riguarda il tempo che materialmente gli italiani possono dedicare al risparmio, una volta finito di pagare tasse e spese (mutui, beni di consumi, servizi etc etc). La ricerca è stata condotta, come ogni anno, dal Centro Studi Sintesi, in collaborazione con “ilSole24OreilSole24Ore” è prende il nome di “Calendario della Spesa Familiare”. Anche in questo caso la data oltre la quale gli italiani possono lavorare per il proprio risparmio dipende dalla famiglia tipo presa come riferimento. Se si considera una coppia di lavoratori dipendenti con due figli a carico la data che negli scorsi dodici mesi ha segnato l'inizio del tempo del risparmio è stata il 7 dicembre 2011 dopo aver dedicato, 238 giorni per le spese della famiglia e altre 103 giornate lavorative per pagare tasse e contributi. Rispetto al 2010 la data di inizio del risparmio si è spostata in avanti in modo significativo, visto che in quell'anno la stessa famiglia era costretta a lavorare per vivere fino al 27 novembre. Anche in questo caso gli effetti di questo maggior tempo necessario per pagare fisco e beni di consumo/servizi è dovuto alle conseguenze della Manovre Correttive che hanno aumentato la pressione fiscale e hanno avuto effetti (diretti edi indiretti) anche sui beni di consumo. Sebbene abbia influito solo per una parte dell'anno, non si può dimenticare l'effetto dell'aumento dell'aliquota ordinaria Iva dal 20% al 21% sui beni di consumo e nemmeno l'aumento dell'inflazione, causata in primis dal rincaro dei prodotti petroliferi (conseguenza anche della Crisi Libica). Senza trascurare poi gli aumenti che nel corso dell'anno hanno riguardato i carburanti, oggetto prediletto di ogni manovra correttiva.
 
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