Mercoledi, 19 Settembre 2018

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BANCA D'ITALIA: DISOCCUPAZIONE REALE ALL'11%, PIL IN LEGGERA CRESCITA, MA CONSUMI ANCORA AL PALO


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In leggera crescita il Pil italiano nel secondo trimestre 2010, con l'indebitamento netto che scende al 5% del Pil e l'incidenza del debito pubblico che sale fino al 118,5%. Questi alcuni dati di sintesi del bollettino economico trimestrale della Banca d'Italia, secondo cui nel nostro Paese la ripresa ciclica è proseguita nel secondo trimestre 2010. A ciò ha contribuito una robusta espansione delle esportazioni e un deciso rialzo dell'accumulazione in macchinari e attrezzature. Dall'altra parte permangono ancora le difficoltà delle famiglie i cui consumi continuano a ristagnare e gli investimenti in costruzioni che continuano a diminuire. Nel settore delle costruzioni la tendenza calante dell'attività non mostra segnali di inversione, sebbene abbiamo visto, nei giorni scorsi che secondo l'Ance è l'estero il nuovo orizzonte delle imprese di costruzione italiane (dove si realizza il 54% del fatturatorealizza
il 54% del fatturato).
Per quanto riguarda le famiglie la debole dinamica dei redditi continua a frenare le decisioni di consumo delle famiglie, così come anche la lentezza che si riscontra nella ripresa dell'occupazione. Gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 6,8% rispetto al periodo precedente a cui ha contribuito anche l'esaurirsi dei benefici fiscali per la rottamazione delle autobenefici
fiscali per la rottamazione delle auto. Secondo le stime della Banca D'Italia nella media del primo semestre 2010 il reddito delle famiglie è diminuito di circa un punto percentuale , rispetto al 2009. allo stesso tempo nel secondo trimestre 2010 il debito delle famiglie è aumentato di oltre mezzo punto percentuale. Confermando il moderato aumento registrato nel primo trimestre.
Sul fronte lavoro, Bankitalia, rileva come a qualche segnale positivo, come il lieve recupero di occupati nella prima metà del 2010 (+0,1% sul periodo precedente) e l'intensificata attività di ricerca del personale da parte delle imprese, si affianchino segnali di incertezza come le aspettative sui livelli occupazionali rilevati da recente inchieste presso le imprese.
La crescita dell'occupazione ha riguardato esclusivamente le regioni del Centro (+0,6% tra il primo e secondo trimestre 2010) a fronte della sostanziale stabilità in quelle del Nord e della lieve riduzione (-0,1%) registrata nel Mezzogiorno. A livello di settore si registra una forte ripresa dell'agricoltura (+1,9%), ed una crescita più lieve di terziario (+0,1%) e delle costruzioni (+0,55) , mentre diminuisce ancora l'occupazione nell'industria (-0,4%).
Il calo del tasso di disoccupazione, come sottolineato anche dalla Cgia di Mestre, è stato più intenso per gli stranieripiù
intenso per gli stranieri (-1,6%) che per gli italiani ( -0,7 punti%).


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Per l’ottavo trimestre consecutivo, rileva Bankitalia, la flessione dell'occupazione è stata più significativa per gli uomini (-1,1%) che per le donne ( -0,3% punti) e per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni (-1,2%i). La riduzione dell'occupazione su base annua ha interessato soprattutto i lavoratori dipendenti (-1,4% , pari a 249 mila unità), mentre l'occupazione indipendente è tornata a crescere (+0,9%, pari a 55mila unità). Il tasso di disoccupazione, come rilevato dall'Istat è pari all'8,5% 'Istat
è pari all'8,5% nel secondo trimestre. Considerando anche i lavoratori scoraggiati e l’equivalente delle ore della Cassa integrazione guadagni (CIG) il tasso di disoccupazione, sale all'11%: la Cgia di Mestre, senza la componente della cassa integrazione ha calcolato un dato nazionale del tasso di disoccupazione pari al 10,2%dato
nazionale del  tasso di disoccupazione pari al 10,2%, mentre nel solo Mezzogiorno si attesta al 17.2%.
Bankitalia rileva che il tasso di disoccupazione continua ad essere più di tre volte maggiore tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.


IL COMMENTO DEL TESORO
Duro il commento del Dipartimento delle finanze del ministero del Tesoro , per cui i toni usati dal bollettino di Bakitalia sono “inutilmente ansiogeni”. Secondo il tesoro le entrate sono in linea con le previsioni e quello che la Banca d'Italia definisce come crollo,in realtà è imputabile solamente al venir meno delle entrate una tantum registrate nel 2009.

[Via: Banca D'ItaliaBanca D'Italia ]

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