Martedi, 17 Luglio 2018

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Confcommercio: Negli Ultimi Vent'anni il Risparmio Annuo Pro Capite si è Ridotto di Quasi il 60%


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Dal 1990 ad oggi il risparmio complessivo delle famiglie italiane si è ridotto di circa 20 miliardi di euro mentre la propensione al risparmio si è più che dimezzata, passando dal 23% al 9,7% odierno. È questo il quadro che emerge dall'ultima indagine dell'ufficio studi della Confcommercio che ha analizzato i risparmi delle famiglie nel corso dell'ultimo ventennio.
Secondo il rapporto durante questo periodo il risparmio annuo pro capite, in termini reali, si è ridotto di quasi il 60%, passando dai circa 4 mila euro del 1990 ai 1700 euro del 2010. Questa contrazione dipende da due importanti cause: la prima riguarda la stagnazione del reddito disponibile, rimasto sostanzialmente invariato durante i vent'anni in analisi e la seconda riguarda l'aumento dell'età media della popolazione.
Secondo Confcommercio la riduzione del risparmio non ha solo valenze negative, sebbene un minor tasso di risparmio implichi necessariamente minor investimenti e quindi una minor prospettiva di crescita per il futuro. Tuttavia, sottolinea l'indagine, le famiglie hanno mostrato grande vitalità di fronte alla stagnazione economica prima e alla crisi dopo, aumentando la propensione al consumo per non comprimere (per quanto possibile) i consumi. Certo la riduzione dei consumi reali pro capite è stata significativa, soprattutto negli ultimi anni di crisi, ma è risultata molto inferiore a quella subita dal reddito disponibile e, soprattutto, a quella patita dal risparmio. Inoltre un secondo aspetto confortante è che esiste ancora un risparmio aggregato positivo, ovvero, a parità di condizioni, lo stock di ricchezza aggregata continua a crescere. Una situazione che in mancanza di variazioni nel sistema economico tenderà però ad annullarsi, visto che negli ultimi due anni il risparmio si è ridotto a un ritmo di dieci miliardi di euro all’anno.
Confcommercio sottolinea che buona parte del risparmio annuale finisce investito in abitazioni. Si conferma dunque la grande passione degli italiani per il mattone, soprattutto in questo momento di crisi.


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Infatti, anche l'ultima rilevazione dell'indagine Censis-Confcommercio sul Clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane ha evidenziato che, sul finire dell'anno scorso e in questa prima parte del 2011, gli orientamenti di risparmio delle famiglie italiane sono indirizzati verso investimenti immobiliari o liquidità, senza significative alternative. Evidentemente il già basso feeling con gli strumenti finanziari ha subito un'ulteriore battuta d'arresto in questi anni, in cui la finanza ha mostrato tutte le sue fragilità. Sul fronte della liquidità, l'indagine mette in evidenza che le dinamiche inflazionistiche del 2011, trainate, come abbiamo visto dai rialzi dei corsi delle materie prime energetiche e non energeticherialzi
dei corsi delle materie prime energetiche e non energetiche, potrebbe ridurre il valore reale della ricchezza detenuta in forma liquida. Già nell'ultima parte dello scorso anno si era ridotto di dieci punti percentuali il numero di coloro che dichiaravano di avere diminuito il proprio risparmio-ricchezza.

[Via: ConfcommercioConfcommercio ]

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