Domenica, 19 Maggio 2019

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Consumi Delle Famiglie: Crescono Soprattutto per l'Aumento Delle Spese Incomprimibili


famiglia, spese, crisi

È stato presentato a Roma, presso la sede nazionale di Confcommercio, l’Outlook dei ConsumiOutlook dei Consumi realizzato in collaborazione con Censis, il quale fotografa la condizione finanziaria delle famiglie italiane, il clima di fiducia percepito e soprattutto le tipologie di spesa che maggiormente incidono sul bilancio.
Il dato più lampante che emerso dall’analisi delle statistiche è quello che riguarda i cosiddetti “consumi incomprimibili”, ovvero le spese obbligate sulle quali le famiglie non hanno la possibilità di ridurre le uscite finanziarie.
Un aspetto, quest’ultimo, che rende ben più moderati gli entusiasmi dovuti alle lievi crescite dei consumi da parte delle famiglie italiane (aumento tendenziale poco al di sopra dell’1% ed intorno allo 0,1% in termini congiunturali).

Questi aumenti non sarebbero dovuti, a maggiori disponibilità finanziarie e dunque ad una maggiore propensione alla spesa, ma appunto al fatto che molti consumi sono incomprimibili, dunque impossibili da cancellare.
L’Outlook dei Consumi, infatti, ha evidenziato come sia cresciuta la quota di famiglie che ha aumentato i consumi nel primo semestre 2011, ovvero il 54,3% rispetto al 48,3% del secondo semestre 2010. Un incremento dovuto però in buona parte proprio alle spese obbligate, quali quelle per carburanti, parcheggi, bollette ed utenze di vario tipo.

L'indagine riferisce che per ben due famiglie su tre l’aumento dei consumi è stato dovuto proprio a questo aspetto.
Il 50% delle famiglie, per coprire le spese necessarie, ha dovuto utilizzare tutto il reddito disponibile, mentre il 20% ha speso più di quanto guadagnato e, in quest’ultimo caso, il 65% delle famiglie ha dovuto attingere ai propri risparmi per far fronte ai consumi.
Nello specifico il primo fattore segnalato dalle famiglie come condizionante la capacità di spesa risulta essere il pagamento delle bollette e delle utenze domestiche (44,6%), seguito dalla necessità di affrontare spese straordinarie (come l’acquisto di una casa o spese impreviste e consistenti) per il 36,4%.
Alla luce di questo trend, dunque, il fenomeno dell’indebitamento sembra tutt’altro che superato e, allo stesso tempo, risparmiare è sempre più complicato: appena il 7% delle famiglie, secondo quanto emerso, riesce a mettere da parte risorse finanziarie per sostenere in futuro investimenti di rilievo, quali l’acquisto di una casa.
Quanto al clima di fiducia delle famiglie nei confronti del futuro, il 66% del campione si mantiene prudente, prevedendo di mantenere stabili le spese per i prossimi sei mesi, aumenta il numero degli incerti (oggi il 21,8%), diminuiscono i pessimisti (da 45,1% di gennaio a 37,5% di giugno) e rimane pressoché stabile la percentuale di ottimisti (da 41,3% a 40,7%).
Per Confcommercio questi sono dati che devono far riflettere, in quanto in un Paese in cui la crescita dei redditi da lavoro per la gran parte delle famiglie è ferma, una parte rilevante del potere di consumo viene erosa dal crescere dell'incidenza delle spese fisse incomprimibili.
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