Martedi, 27 Giugno 2017

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Consumi e Reddito Delle Famiglie in Picchiata, gli Italiani Costretti a Sperare Nel Gioco


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L'Italia è tra i Paesi che hanno registrato nel corso della crisi la maggiore contrazione del Pil ed è poi risultata fra quelle economie che meno di altre hanno beneficiato della successiva ripresa. É con queste parole che il rapporto “Rapporto Coop 2011 -Consumi, distribuzioneRapporto Coop 2011 -Consumi, distribuzioneredatto dal Settore Economico e Ufficio Studi di Coop definisce la situazione economica italiana, sottolineando la presenza di un problema specifico di mancato sviluppo del nostro Paese. Una situazione economica, quella italiana, in cui si stenta a recuperare i livelli pre crisi e dove le difficoltà della finanza pubblica hanno richiesto un nuovo intervento di correzione dei conti (manovra finanziaria correttiva) che, stando al rapporto, avrà effetti depressivi sulla domanda delle famiglie.

Una domanda interna troppo debole figlia della continua diminuzione del reddito disponibile degli italiani, che nell'ultimo triennio è diminuito di sei punti percentuali, tornando praticamente sui livelli di un decennio fa. Otto famiglie italiane su dieci, sottolinea il rapporto, sono convinte di vivere al di sotto o sul limite di uno standard appena accettabile, contro il 44% delle famiglie tedesche e il 54% di quelle francesi. La dinamica negativa dei consumi è stata meno marcata di quella dei redditi solo per il fatto che le famiglie hanno fatto ricorso alla ricchezza pregressa, riducendo il risparmio corrente. Infatti, il tasso di risparmio è diminuito di circa 2 punti nel corso della crisi, collocandosi ad un livello di dieci punti inferiore a quello degli anni '90 e cancellando, di fatto, la nomea degli italiani come “popolo di risparmiatori”.
La caduta dei consumi ha avuto il suo epicentro nelle regioni del Mezzogiorno, dove cioè le possibilità di risparmio e lo stock di ricchezza erano già inferiori, contribuendo ad aumentare le disuguaglianze sociali del Paese, soprattutto per quanto riguarda le famiglie giovani. A proposito dei giovani, Coop sostiene che solo uno su due crede ancora nel valore dell'istruzione e della formazione professionale e pure la via imprenditoriale non sembra essere più gradita, come peraltro confermato anche da una recente ricerca Adecco.

Le grandi difficoltà delle famiglie hanno purtroppo come rovescio della medaglia l'aumento del ricorso alla via bendata come soluzione ai propri problemi economici. Secondo il rapporto a fine 2011 saranno oltre 73 i miliardi spesi dagli italiani in giochi a premi, lotterie e slot machine, ovvero quasi il 20% in più del 2010. Una cifra enorme, superiore a quella spesa per l'abbigliamento e le calzature e pari a circa il 60% di quella relativa ai consumi alimentari.
In generale la crisi economica ha fatto si che gli italiani diventassero più sobri nel riempire il carrello della spesa, prediligendo i consumi in ambito domestico e più abili nel cercare promozioni, sia nei supermercati che nei discount. Oltre a ciò si aggiunge anche il fatto, senz'altro positivo, di una maggiore attenzione verso gli sprechi, con acquisti di confezioni più piccole e più viaggi verso i supermercati, con il 35% dei consumatori che si rivolge a diversi punti vendita per avere più possibilità di risparmio. Un'infedeltà verso un singolo negozio che, come spiegato dalla Coldiretti, si dimostra spesso una scelta vincente.
Non poteva mancare un commento sulla decisione di aumentare l'aliquota Iva ordinaria di un punto percentuale, che secondo Coop, avrà effetti depressivi sui consumi. Secondo il rapporto ogni punto di Iva in più pesa 7 miliardi sui minori consumi annuali e l'aumento dal 20 al 21% andrà a intaccare settori già fortemente penalizzati come l'abbigliamento, che nel primo semestre 2011 ha fatto segnare un calo dell'8%, il bazar (-6%) e il settore multimediale (-15%).
In chiusura Coop sottolinea che la ricetta per uscire da questa situazione stagnante è quella di puntare su misure economiche che stimolino la crescita. Il rigore dei conti pubblici è un obbligo, imposto anche dall'alto (BCE) ma non deve generare una depressione ulteriore dei consumi come invece sta già accadendo. La ricetta è per Coop, come già emerso nel rapporto dello scorso anno, quella di puntare sempre più sul mercato, liberalizzando i vari settori. Una scelta che in Italia viene raramente percorsa ma che potrebbe rivelarsi, vincente, visto che i settori liberalizzati sono : “alleati dei consumatori finali”.

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