Sabato, 25 Novembre 2017

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DAL 2005 AL 2009 L'INDEBITAMENTO PRIVATO È CRESCIUTO DI 14272 EURO A FAMIGLIA, 5233 EURO AD ABITANTE


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Nei giorni scorsi abbiamo presentato il “Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italianeRapporto
sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane”, in cui l'Abi sosteneva la sostanziale tenuta dei nuclei familiari italiani sul fronte finanziario. Un dato che è stato approfondito da una recente indagine dell'Adusbef, secondo cui la situazione non è certo così florida, visto che negli ultimi quattro anni le famiglie italiane non sono riuscite più a risparmiare ma anzi devono contrarre debiti in misura sempre  maggiore. Più in concreto dal 2002 al 2009 l'importo risparmiato dalle famiglie si è quasi dimezzato, passando da 95 miliardi a 49,67 miliardi (-47,7%). La forte stagnazione della ricchezza netta è intervenuta con la crisi economica e finanziaria che ha caratterizzato l'ultimo triennio. Va detto che la propensione al risparmio delle famiglie resta tra le più alte del mondo, nonostante tutto. D'altro canto si assiste ad un impoverimento costante delle famiglie, con solo i nuclei familiari di fascia alta che mantengono il “privilegio” di riuscire a risparmiare. Le fascia più debole delle famiglie, invece, sta dando fondo al suo merito di credito e quella intermedia sta prelevando dalle riserve accantonate negli anni passati.
Sul fronte delle passività, l'Adusbef sottolinea come tra il 2005 e il 2009 il totale dei debiti delle famiglie sia cresciuto del 57,5%, passando da 545,958 miliardi di euro a 859,954 miliardi di euro ( +313,996 miliardi di euro). A livello pro capite l'indebitamento privato è cresciuto di 5233 euro per ognuno dei 60 milioni di italiani e di 14272 euro per ogni famiglia. Secondo la Relazione del governatore di Bankitalia, a fine 2009, le passività finanziarie delle famiglie erano costituite per circa il 41% dai mutui per l'acquisto dell'abitazione, la quota di indebitamento per esigenze di consumo ammontava al 12,55%, quella per altri usi personali al 21,4%.

 


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Infine i debiti commerciali gli altri conti passivi costituivano circa il 22% delle passività delle famiglie.
Considerando solamente le sofferenze complessive con banche e finanziarie di famiglie e imprese, dal 2005 al 2009, la crescita è stata del 48,83%, (da 86 miliardi a 128 miliardi). Disaggregando il dato, nel periodo considerato le passività di famiglie e imprese sono cresciute del 92,7% nei confronti delle finanziarie e del 23,6% nei confronti delle banche. Considerando solo le famiglie le sofferenze bancarie sono cresciute del 12,2%, mentre quelle con società finanziarie dell'88,8%. Sono soprattutto le famiglie consumatrici ad aver subito un aggravio delle passività, con una crescita delle sofferenze bancarie del 24,9 % e di quelle con finanziarie del 102,1 %. Le famiglie produttrici invece hanno registrato un calo delle sofferenze bancarie del 6,7% ed un aumento di quelle con finanziarie del 72,1 %.
Secondo l'AssociazioneAssociazione questi dati dimostrano che i Governi, sono risultati ( e risultano) : “incapaci di sottrarsi al ricatto delle grandi banche di affari, che governano con la speculazione dei derivati i destini del mondo”.

 

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